Modju: aguzzini fra noi

Essendo oggi Marte-dì, però alle 12 non essendoci l’astrofilosofo Fabrizio Melodia…

Modju-OK

… ho deciso di occupare questo piccolo spazio (*) parlandovi di Modju.

Ricordate?

Fra il cosiddetto mondo reale e la fantascienza, nelle tragedie storiche come nelle ridicole cronache, intorno a noi purtroppo si aggirano grandi e piccoli Modju.

Il nome non vi suona? D’accordo vi rammento l’essenziale.

Anni fa, nel romanzo «Il mistero dell’inquisitore Eymerich», Valerio Evangelisti introdusse un simbolo del fanatismo, Modju. Il nome era coniato con le sillabe di due aguzzini: Mocenigo, colui che consegnò Giordano Bruno all’Inquisizione, e Djusgavili-Stalin, «colui che pervertì un ideale di uguglianza in un sistema di oppressione».

Altri tempi? Di Modju non ce n’è più?

Macchè: di aspiranti Mocenigo e di mediocri che si sognano Djusgavili-Stalin purtroppo ne incontro ogni tanto nei posti meno prevedibili.

Poi per fortuna il mondo è anche pieno di rivoluzionarie come Odo – la trovate nelle “ambigue utopie” di Ursula Le Guin – e di ribelli come Spartaco.

Sconcertanti gli esseri umani, capaci di meraviglie e di infamie. Ma prima o poi usciremo da questa lunga preistoria, diventando una razza “sapiens” davvero e magari empatica.

(*) Appena risolti i problemi familiari, Fabrizio Melodia tornerà in bottega, ogni martedì e ogni venerdì, visto che in quei giorni della settimana lui non si sposa nè parte.

 

redazione bottega
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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