Moonlight – Barry Jenkins

premio Oscar 2017 per il miglior film

(visto da Francesco Masala)

Chiron è un ragazzino timido e fifone e il branco non gli dà tregua.
Juan (uno straordinario Mahershala Ali, candidato all’Oscar) lo trova e lo protegge, lo tratta come il figlio che non ha avuto e come il bambino che avrebbe potuto essere.
Chiron non lo dimenticherà mai, e diventerà come lui, e non dimenticherà Kevin, l’amico di quando era bambino, e quindi per sempre, e si ricorda della madre, pessima madre, Chiron non dimentica.
Moonlight non è film di sesso, è solo su quella forma d’amore che riesce ad essere l’amicizia, e su come un bambino diventa uomo, in un ambiente difficile.
un gran bel film.
Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

Un commento

  • Daniele Barbieri

    Gran bel film, concordo – al solito – con Francesco. Aggiungo che per i cinefili e le cinefile c’è un altro livello di riflessioni: il regista spesso non inquadra i protagonisti ma… altro; talvolta i personaggi sono volutamente fuori fuoco: chi guarda il film a volte si aspetta un certo “montaggio” e invece la storia e/o le immagini prendono tutt’altra direzione. Cosa vuol dirci Barry Jenkins? Solo che il suo film è parziale, imperfetto oppure che il nostro sguardo è da rieducare?

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