MORIREMO

(Roba del Pabuda)

 

moriremo asfissiati
dai clichè:
moriremo circondati:
gettando, oltre all’anima,  
uno sguardo
sulle banalità assedianti:


a trecentosessanta gradi.
moriremo sul pezzo,
moriremo per un’entrata
a gamba tesa
o per un intervento
in scivolata.
mentre qualcuno,
senza attendere risposta,
ci chiederà:
“tutto bene? come va?”
moriremo sussurrando:
“adesso andiamo a modificare
sulla scheda il nostro stato:
da vivo a schiattato:
così: per non saper
né leggere né scrivere:
sentendo
un dolore tremendo
nelle viscere.
tutto sommato: ci sta.
nulla di troppo preoccupante:
una moria di gente
presuntuosa, altezzosa,
spocchiosa e schizzinosa
come noi
sui grandi numeri,
banalmente,
non è certo
molto impattante!
vabbuò,
take it easy, stai sereno,
ma anche no:
ciao ciao ciao.
intanto, lo so già:
un brivido gelido
la tua schiena
percorrerà:
mentre, forse, addirittura,
un lampo giallognolo
squarcerà
la notte scura.
però: niente apparizioni
di figure spettrali
dalla pelle candida,
abbiate pietà.
ma, adesso,
voltiamo decisamente pagina!
..
(nell’illustrazione: dettaglio di Oskar Griun, Lampadine, acquarello su carta, 1930, Unione Sovietica)

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Pabuda
Pabuda è Paolo Buffoni Damiani quando scrive versi compulsivi o storie brevi, quando ritaglia colori e compone collage o quando legge le sue cose accompagnato dalla musica de Les Enfants du Voudou. Si è solo inventato un acronimo tanto per distinguersi dal suo sosia. Quello che “fa cose turpi”… per campare. Tutta la roba scritta o disegnata dal Pabuda tramite collage è, ovviamente, nel magazzino www.pabuda.net

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