Nancy Kress: «un viaggio lento» (e difficile) verso la fratellanza

Urania porta in edicola il romanzo «Nessun domani» e db ve lo consiglia

«Per la prima volta in 150mila anni la pelle terrestre toccò la pelle degli umani venuti dalle stelle». Siamo a pagina 84 di «Nessun domani» (migliore e più ottimista il titolo originale: «Tomorrow’s Kin») il romanzo di Nancy Kress che Urania – 276 pagine per 6,50 euri – manda in edicola nella traduzione di Lia Tomasich. A questo punto del libro abbiamo capito che «loro sono noi», insomma che gli alieni sono nostri parenti stretti, forse grazie alla lunga durata della «panspermia» (se non sapete di che si tratta pazientate fino a pag 28). Ma i colpi di scena seguiranno a cascata, rendendo impossibile anzi vigliacco riassumere gli avvenimenti senza macchiarsi di spoiler [NOTA per le persone non anglofile: rivelare punti essenziali della trama].

Dunque solo qualche flash. Mi è molto piaciuto Bach per coprire un dialogo che non va intercettato. Bello scrivere «si sentiva come un fiore che si apriva al sole per la prima volta». Importante notare che «gli Stati Uniti forniscono un terreno fertile per alimentare gruppi d’odio». Sorprendente il nuovo sguardo sui topi o sull’udito. Ma c’è anche una variante del mito di Prometeo (pag 215) e forse del «vaiolo per gli indiani» (245), Tutto ben scritto e avvicente – con pagine adrenaliniche e cariche di effetti speciali – fino al pensoso Epilogo.

Nancy Kress chi era costei?

Un passo indietro. In “bottega” (*) nel 2011 avevo scritto: «Bisogna arrivare alla penultima pagina per capire il senso del titolo, ma ne vale la pena. Ancora una volta, Nancy Kress fa centro: “Atto primo” (Delosbook: 100 pagine per 10 euri) è all’altezza dei suoi migliori libri ed evidentemente – lei stessa l’ammette – la misura del romanzo breve (o racconto lungo, fate voi) le giova».

Un altro passo indietro. A proposito di «La connessione Erdmann» (**) – sempre DelosBook – nel 2010 scrivevo: «Notevole il finale che resta sospeso, belli i riferimenti sia scientifici che letterari e, si sa, la Kress maneggia la penna [cioè il mouse] quasi come Paganini il violino».

E ora un passo avanti, cioè al 2016 (***) quando immaginavo di essere un professore (dai “piedi scalzi”? Di certo non gelminiano-renziano) e consigliavo di leggere in classe il racconto «Uno» della Kress. In chiusura aggiungevo: «Nancy Kress è un’autrice complessa e forse contraddittoria. Di certo scrive molto bene; non sempre mi cattura ma spesso sì». E questa – tornando ancora più indietro nel tempo – fu la “prima impressione” che di lei avevamo avuto io e Riccardo Mancini quando erano stati tradotti «Mendicanti in Spagna» e via via «La città della luce», «Incubo genetico», «Mai più umani», «Il trattamento D» ecc.

Un’autrice brava, contraddittoria e forse più portata per le storie brevi. Allora questo lungo «Nessun domani» è una smentita? Forse sì ma anche no, perchè le tre parti della narrazione in fondo sono 3 romanzi brevi o, se si vuole pignoleggiare, 2 romanzi brevi, un racconto e un epilogo. Uniti dal tema e dai protagonisti certamente ma squassati anche da discontinuità, cambi di ritmo e continui rovesciamenti (anche sensazionali) del punto di vista. In ogni caso gran libro, non fatevelo scappare.

E già che siete in edicola prendete pure l’Urania Collezione (200 pagine per 6,90 euri) cioè «Software I nuovi robot» di Rudy Rucker del quale ho un buon ricordo e che vado a rileggere questa settimana e conto di “recensire” – qui, proprio qui – fra 7 giorni (o 14 se ci sono imprevisti o persino pinzillacchere).

(*) Nancy Kress: Atto primo

(**) La fantascienza di Kress, Reed e Lanzotti

(***) Amore, sesso e X: se fossi un professore

NOTICINA sui prossimi appuntamenti in “bottega”

care e cari, inevitabilmente il solleone induce a un po’ di pigrizia (sana?) e al necessario riposo (dovrebbe essere un diritto per tutte/i). Come succede da un po’ di anni in qua “la bottega” non chiude ma rallenta un pochino. Perciò da venerdì sino alla fine di agosto, salteranno alcuni degli appuntamenti fissi – compreso il “Marte/dì” del tutto o in parte – e in certi giorni ci saranno meno post; o almeno questo è il proposito… poi chissà. Come regalo “estivo” riproporremo la rubrica «il meglio del blog» che recupera certi nostri scritti di anni lontani che ci sembrano tuttora di buona qualità e persino di attualità. [db, a nome della redazione]

 

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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