Nei cieli di Marte-dì

1- Vi consiglio assai «Le mie due vite» di Jo Walton; 2 – Una bibliografia di fs per ragazze/i; 3- In arrivo Piovene Rocchetta e (in blog) Trieste.

 

 1 –

Non perdetevi «Le mie due vite» di Jo Walton: semplice ma profondo; perfetto per chi ama la fantascienza come per chi la detesta o la ignora. Il libro (tradotto da Daniela Di Falco) viene pubblicato da Gargoyle: 314 pagine per 18 euri. Se cercate l’indice… non lo troverete, forse per un (inconscio?) desiderio di non svelare troppo su Patricia e le sue “biforcazioni”.

Ed eccomi alle prese con il solito problema di raccontare un libro senza rivelare troppo della trama, dei molti colpi di scena o, in questo caso, della sessualità (di qua repressa e tragica, di là radiosa e allegrissima). Quel che posso dire – lo si legge nel primo capitolo – è che Patricia è «MC», come riporta la sua cartella clinica: «molto confusa». In questo 2015 del romanzo, che è il nostro dopodomanimattina, l’anziana donna ripensa al passato che però… sono due: c’è infatti un momento nella vita di Patricia dove il suo rispondere «ora» oppure «mai più» ha cambiato tutto. Da quel momento il suo mondo (ma anche il nostro) muta assai.

Il giochino di uno sdoppiamento nel tempo o in qualche Altrove non è nuovo: per fermarsi a due noti film pensate a «Lola corre» di Tom Tykwer («furbetto e anfetaminico» lo definisce Morando Morandini) e all’enigmatico, bellissimo «La doppia vita di Veronica» di Krzystof Kieslowski.

Nel caso di «Le mie due vite» ognuno dei sentieri che la protagonista imbocca cambierà la vita di Patricia (persino nel nome) a quanto sembra “creando” anche due Terre diverse, le quali solo in parte somigliano a quella dove state leggendo codesto blog. Di più non vi dirò. Ma di certo sarà interessante riflettere sulle differenze che Jo Walton introduce a esempio sulle avventure spaziali, su Bob Kennedy ma anche sul conflitto Usa-Urss. In uno dei sentieri le Brigate Rosse mettono bombe sui treni (improbabile nel mondo di codesto blog) e Lyndon Johnson viene incriminato per l’assassinio di John Kennedy (possibilissimo o almeno io ho sempre pensato, come Fidel Castro, che «quel Lyndon non è affatto lindo»). Ma queste sono differenze da poco: di fondo in una delle biforcazioni di Patricia il mondo sta – «senza clamore» – diventando «socialista, meno razzista, meno omofobo» mentre nell’altra «tutto va nella direzione opposta» sino all’orlo della catastrofe. «In nessuno dei due mondi» Patricia è «una persona influente» ma – si chiede – «avrebbe potuto cambiare le cose a seguito delle sue scelte»? O l’idea che il destino del mondo si intrecci alla sua privata felicità (o infelicità) è solo il frutto di quella definizione «MC»? Diagnosi – «molto confusa» – che nella vecchiaia l’accompagna «qualunque fosse il mondo dove si trovava»; beninteso «sempre che ci fossero due mondi». Oppure..? A seconda dei vostri gusti e timori (o desideri) le ultime pagine sono piene di punti interrogativi o solamente di una certa frase («ora o mai più») detta al telefono da quel Mark che di fatto scompare in una delle due biforcazioni mentre a lungo “domina” nell’altra.

Con la forza delle storie e dei personaggi – e non per partito preso o per ideologia – le due vite possibili per Patricia sono anche un esempio di come il femminismo (o se preferite: le lotte per garantire alle donne almeno un minimo dei diritti sino ad allora negati) abbia cambiato in meglio il mondo (o almeno una sua parte) per tutte e per tutti. A mio avviso vale per le conquiste delle donne quello che Bee, uno dei personaggi, risponde – a tutt’altro proposito – quando le dicono di non cadere: «Cado spesso. Ma è meglio rischiare di cadere che arrendersi»

L’autrice conosce bene l’Italia e l’ama: lo si capisce anche dalla rabbia con cui parla del «barbaro Mussolini» (reo fra l’altro di aver buttato giù «le antiche mure cittadine a Firenze»), della passione che riversa sulle nostre antiche città o della saggezza empirica con cui spiega l’ambiguo atteggiamento italiano verso i disabili.

Fantascienza? O fantasy, come proclama l’etichetta dell’edizione italiana? Oppure magia? Che importa. Se la storia funziona… e cattura chi legge la definizione è l’ultimo dei problemi. Non so molto di Jo Walton ma se scrive sempre così… capperi mi son perso qualcosa.

2 –

In questo periodo (e sino a fine anno) vado nelle biblioteche di Imola a raccontare storie di scienza e fantascienza per ragazze/i di elementari e medie assieme a Kea, un robot costruito da Matteo Suzzi. Faticoso ma piacevolissimo: ne parlerò in blog quando il progetto sarà concluso. Intanto ecco le indicazioni di letture che ho preparato.

IN LIBRERIA

Per ragazze/i alle elementari

Aa. Vv (autori vari) «Storie da un altro mondo» curato da Isaac Asimov, 1990, Junior super fantasy e fantascienza.

Andrea Bouchard «Il pianeta senza baci (e senza bici)» 2013, Salani.

Robert Heinlein, «Podkayne, ragazza di Marte» Junior super Mondadori.

Andrea Mameli e Fabrizio Pani «Alieni in visita: esplorazioni scientifiche nel cosmo» (24 pagine illustrate) 2010, Taphros editore, nella collana Junior.

Christine Nostlinger «Il bambino sottovuoto» 1989 (e successive ristampe) Salani.

Maria Toffetti «Campo estivo per giovani geni», 2009, Mondadori Junior (è consigliato per il primo anno raccordo biennio, primo biennio e secondo biennio).

Per ragazze/i più grandi o che leggono molto:

Autori Vari «Storie di giovani alieni», a cura di Isaac Asimov, 1989 (e successive ristampe) Superjunior Mondadori: consigliato sopra i 12 anni. Forse la migliore antologia per ragazze/i al momento in libreria.

Ray Bradbury «Cronache marziane» Mondadori.

Ursula Le Guin «Il mago» Superjunior Mondadori.

Bianca Pitzorno «Extraterrestre alla pari» Einaudi ma anche Edizioni scolastiche Bruno Mondadori.

Robert Silverberg, «Lettere da Atlantide» Junior super Mondadori.

Clifford Simak, «Anni senza fine» Oscar Mondadori.

Theodore Sturgeon «Cristalli sognanti» Adelphi (e varie edizioni Mondadori e Urania, più difficili da trovare).

Particolarmente consigliati, per le discussioni che suscitano, tre racconti (che sono facilmente rintracciabili in varie antologie e persino in rete): «Chissà come si divertivano» (anche con il titolo «Quanto si divertivano») e «Nove volte sette» entrambi di Isaac Asimov e il brevissimo – ormai famoso, persino in una scuola imbalsamata come l’italiana – «Sentinella» di Fredric Brown.

Antologie da guardare verso la terza media (o prima ma… con le-gli insegnanti o con familiari):

«Antologia scolastica», 15 racconti di fantascienza scientifica scelti e commentari da Isaac Asimov, 1972 (e successive ristampe) Biblioteca di Urania Mondadori

«Il futuro dietro l’angolo» (la fantascienza e la civiltà del domani) scelta e cura di Franco Mori,1986, Mursia; qui per esempio – ma anche altrove – c’è il racconto «Immaginatevi», antologia di fantascienza a cura di Stefano Benvenuti, Bruno Mondadori (edizioni scolastiche), 1981.

«Le meraviglie del possibile» antologia di fantascienza, Einaudi; fra l’altro ci sono i già citati «Sentinella» e «Nove volte sette».

«L’ora di fantascienza», antologia curata da Carlo Fruttero e Franco Lucentini, 1982 e successive ristampe, Einaudi nelle letture per le scuole medie.

Consiglio di Isaac Asimov sia i racconti sui robot (a partire da «Io robot», più volte ristampato da Mondadori) che i romanzi del «Ciclo della Fondazione», sempre Mondadori.

Quanto ai “nonni” Verne e Welles perché no?

Sì anche alla buona fantasy («Il signore degli anelli» in testa) ma appunto non è fantascienza.

RINTRACCIABILI ORMAI SOLO IN BIBLIOTECA

«Imparare dal futuro» antologia (per la media inferiore) a cura di Daniele Barbieri e Riccardo Mancini, 1988, La Nuova Italia.

Arthur C. Clarke «Il popolo del mare» 1971, Oscar ragazzi Mondadori

Robert Silverberg «Su Marte segui il gatto», 1972, Oscar ragazzi Mondadori.

Wilson Tucker «Tele-homo sapiens», varie edizioni Urania.

Aggiungo questa breve nota per chi non “frequenta” il genere: è difficile fare una bibliografia di fantascienza adatta a ragazze/i perché in Italia questo «sotto genere» è poco apprezzato e poco tradotto; così alcuni meravigliosi libri stranieri sono inediti o esauriti.

Ovviamente se avete consigli e/o critiche… fatevi sentire.

 

3 –

Sul blog è in arrivo il resoconto (giorno per giorno) di Fabrizio Melodia dalla XIV edizione del «Trieste Science+Fiction».

Nel mondo invece “concreto” (mah, boh, sarà) c’è un nuovo appuntamento a Piovene Rocchetta con il romanzo «I pianeti impossibili». Ecco come lo presenta Riccardo Dal Ferro.

«Ho il piacere di invitarvi alla presentazione di I pianeti impossibili” in occasione dell’uscita della seconda edizione. Dopo che la prima edizione è stata spazzata via, soprattutto grazie al passaparola di chi ha letto e apprezzato, la seconda verrà ufficialmente presentata a Piovene Rocchette, presso la sala conferenze della Biblioteca comunale (piazzale degli Alpini), domenica 9 novembre 2014 alle ore 20.30, con il patrocinio e l’appoggio del comune di Piovene e dell’assessorato alla cultura. La serata verrà presentata dal mio amico Giovanni Fioretti e saranno proposte alcune letture tratte dal romanzo.Il link per l’evento su Facebook: https://www.facebook.com/events/675240789260349/ 

Qui per leggere un estratto del romanzo:

http://www.tragopano.it/libri/i-pianeti-impossibili/ 

Vi aspetto numerose/i, con la preghiera di diffondere il più possibile questo invito, vi abbraccio. Riccardo Dal Ferro tragopano.it».

 

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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