Nel cuore della lotta delle donne

Una serie di incontri a Imola per tutto novembre, organizzati da «Trama di terre»

rassegnaTRAMAditerre

Contro la violenza maschile, i fondamentalismi e il patriarcato. In occasione del 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sessista, il Centro Interculturale delle donne e il Centro Antiviolenza di «Trama di Terre» organizzano a Imola dibattiti, presentazioni di libri, film e momenti di socialità per parlare delle lotte in tutto il mondo contro la violenza maschile, i fondamentalismi e il patriarcato. Interverranno giornaliste, studiose, militanti e attiviste per i diritti provenienti da Europa e Medio Oriente.

Oggi stiamo assistendo a un’avanzata dei fondamentalismi – religiosi, razzisti, sessisti – che pretendono di ridare una legittimità ai più feroci modelli di società patriarcali e maschiliste: in “pace” come in guerra, le donne sono considerate oggetti sessuali senza dignità, da controllare nelle loro scelte e da punire se solo sospettate di infrangere l’onore dei maschi.

Eppure ci sono anche giovani donne, cresciute nel cosiddetto Occidente, che decidono di lasciare tutto per raggiungere il cosiddetto Stato Islamico e diventare schiave o guardiane spietate dell’ordine maschile. Perché lo fanno? Che cosa stanno cercando?

Altre donne, loro coetanee, scelgono invece di resistere all’oppressione combattendo con le armi ma anche elaborando altre strategie di resistenza dal basso, chiamando i loro compagni di lotta a pratiche anti-patriarcali.

Ancora altre donne in Occidente si sentono estranee a tutto ciò: si accontentano forse della parziale libertà di cui godono?

E ancora ci sono donne che non hanno altra scelta che fuggire dall’orrore delle violenze perpetrate prima nei loro Paesi e poi spesso anche nel viaggio e nell’approdo. In cerca di rifugio arrivano in una Europa che però alza muri contro di loro e non riconosce questa violenza di genere.

Per noi – donne native e migranti che lavorano insieme a “Trama di Terre” – è impossibile sentirsi lontane da questi scenari. Per noi i diritti umani di genere, conquistati in decenni di lotte qui e altrove, riguardano tutte. L’avanzata dei fondamentalismi e dei fascismi ci chiama a unirci in un movimento dove i protagonismi femminili con la loro forza, intelligenza e umanità diventino UNA RESISTENZA FEMMINISTA GLOBALE.

Di tutto questo parleremo a partire da lunedì 9 novembre (ore 18), con le nostre ospiti: Leila Karami, dottora di ricerca in Civiltà Islamica e Marta Serafini, giornalista de «La 27esima Ora» e autrice del libro «Maria Giulia che divenne Fatima» (edito dal Corriere della Sera, 2015) che ricostruisce la storia di Maria Giulia Sergio, la prima ragazza italiana andata in Siria per unirsi all’Isis.

Seguirà venerdì 13 novembre (alle 18) un incontro sulla resistenza delle donne curde e turche, con Rojbin (Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia), Alice Corte, videomaker, partecipante alla delegazione di sole donne organizzata dall’associazione internazionale dei giuristi democratici (Iadl) in Rojava a marzo 2015 e Birgul Goker, giornalista turca del quotidiano «Cumhuriyet».

Mercoledì 18 novembre, sempre alle 18, discuteremo di salute mentale e resistenza delle donne con Assunta Signorelli a partire dal suo ultimo libro «Praticare la differenza. Donne, psichiatria e potere» (Ediesse, 2015). Dialogheranno con lei Daniele Barbieri, giornalista, e le donne del Csi (Centro studi e ricerche in salute internazionale e interculturale di Bologna).L’evento fa parte anche del calendario di «Oltre la siepe» di Imola.

Lunedì 23 novembre – alle 18 – incontreremo Lepa Mladjenovic: femminista, attivista per i diritti di donne e lesbiche, counselor e fondatrice del Centro Antiviolenza di Belgrado, il primo ad accogliere donne sopravvissute a stupri di guerra. Con lei dialogheranno le operatrici e le donne richiedenti protezione internazionale ospiti di «Trama di Terre».

Completeranno la rassegna due film presso il cinema Centrale (in via Emilia 212): giovedì 12 novembre (ore 21) «Much Loved» di Nabil Ayouch (2015), coraggioso ritratto di quattro donne che svela le contraddizioni di un Paese, il Marocco, e del genere maschile – che da un lato le sfrutta come prostitute e, dall’altro, le condanna moralmente – e giovedì 3 dicembre (ore 21) «Mustang» di Deniz Gamze Ergüven (2015) che racconta i sogni e la ribellione di cinque sorelle adolescenti che si trovano a fronteggiare tradizioni arcaiche nella Turchia di oggi, che sviliscono la figura femminile e la rendono oggetto di controllo e sottomissione.

Gli incontri, ove non diversamente specificato, si terranno dalle 18 presso il Centro Interculturale delle donne di Trama di Terre, in via Aldrovandi, 31 a Imola. Per i film è richiesta un’entrata di 5 €, necessari a coprire i costi della proiezione, mentre tutti gli altri incontri sono gratuiti.

La rassegna, patrocinata dal Comune di Imola, è interamente autofinanziata dall’associazione Trama di Terre. Per contribuire a sostenerne i costi di realizzazione è stata lanciata una campagna di raccolta fondi sul sito buonacausa.org, al seguente link: http://buonacausa.org/cause/nelcuoredellalottadelledonne

INFO: 0542 28912, 334 7311570, info@tramaditerre.org, www.tramaditerre.org
nell’immagine – di sherman dervish/jack shahine – scelta come simbolo della rassegna una donna siriana riesce a scappare dalle zone controllate dall’Isis e appena è al sicuro si libera del burqa… sotto ha uno stupendo e colorato vestito

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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