Nell’universo regna il Caos. Forse.

Recensione a «L’ostinato silenzio delle stelle», un’antologia di racconti fantastici scritti da Massimiliano Malerba (*)

«E’ sintomatico della vostra morfologia [chi parla si riferisce agli umani] che attribuiate alle vostre esistenze un carattere di decisionalità. Esse diventano la vostra madre-dea, il metro unico di quella che voi chiamate Giustizia. O, antinomicamente, Crudeltà, se vuole. L’epiteto che si sceglie non è importante. Invece nell’universo regna il Caos».

E’ la prima citazione che ho scelto. Ne seguono altre, a mo’ di recensione, per un libro che – come più avanti spiegherò – vorrei recensire ma… non posso.

La seconda citazione allora.

«Vengono, credo, per cercare qualcosa o qualcuno. Forse per accoppiarsi, come cetacei azzurri e malinconici di un pianeta fuori dalle acque territoriali terrestri. Forse per mangiare o forse per sfuggire a una guerra che li strazia sul loro mondo e che noi non conosceremo mai».

Terza citazione.

«So cosa siamo ora. Siamo coloni. […] Bachi da seta nell’immensità […] Siamo stati scelti per raggiungere le stelle e fondare una nuova umanità».

Quarta.

«Abbiamo gettato le spade linguistiche e stiamo rotolando nel fango».

Quinta.

«Conosci quest’uomo. Lo conosci benissimo. […] Quell’uomo infatti sei tu».

Sesta.

«Il 9 settembre, esattamente fra 30 anni, tu morirai di cancro al colon. Per me sono passati solo due giorni».

La settima e l’ottava.

«Per me l’umanità e il sentimento supremo, l’amore, sono l’unico mezzo possibile per ingannare l’Eternità». E poco dopo: «C’è infatti, per me, un correttivo da apportare alla relatività di Einstein: il tempo dipende dal moto emotivo e dell’anima dell’individuo. La non esistenza di un tempo assoluto e universale crea molti interessanti paradossi».

Le ultime due frasi sono tratte dalla bella intervista di Alberto Panicucci a Massimiliano Malerba che chiude il libro «L’ostinato silenzio delle stelle» (126 pagine per 9 euri, grafica di Valeria De Caterini) edito da Wildboar per Rill cioè «Riflessi di luce lunare» del quale dirò poi. Le altre 6 citazioni sono tratte da alcuni dei racconti (in tutto 9) di questa bella antologia.

Mi chiedessero proprio in questi giorni di rispondere alla solita, immutabile, sciocca, pigra solfa della «fantascienza che è morta» o del «fantastico superato dal reale» risponderei: «stronzate, comprate questo libro e vedrete».

Malerba scrive benissimo. Incanta. Per di più sono d’accordo con lui su tutto, virgole comprese. Per la verità il mio amico Severo De Pignolis ha invece un disaccordo con lui sull’uso della virgola prima della «e» di congiunzione ma credo che entrambi (Malerba e De Pignolis) possono accettare questa divergenza stilistica senza scannarsi.

Oltre alla sapienza della prosa Malerba sa costruire trame e personaggi. Spesso affronta temi (sempre nei territori del fantastico, non necessariamente della fantascienza) che mille e mille e mille volte sono stati affrontati, sviscerati e rovesciati – i viaggi nel tempo, tanto per dire – eppure non casca nella ripetizione o nel banale.

Perché non posso recensirlo e mi limito a darvi alcuni brandelli? Come spesso accade ai racconti brevi costruiti su un colpo di scena – o su un “fuori quadro” che in modo imprevisto conquista la scena e ci costringe a ripensare tutto – svelare troppo significa rovinare il gusto a chi legge; posso macchiarmi di alcuni crimini (minori) ma questo lo considero un delitto. Dunque non dirò chi sono «Il funzionario», «L’uomo lunare» o «L’ombra» – ecco tre titoli – o cosa siano «Le corrispondenze» (in doppio senso). Posso aggiungere che secondo me «L’ostinato silenzio delle stelle» (dà il titolo all’intera antologia) è una fra le 4-5 storie più belle mai scritte sui viaggi stellari di lunghissima durata. O che un «Colloquio di lavoro» così geniale susciterà l’ammirazione di chiunque soffre per lo «straniamento grottesco di fronte a certi processi di selezione nelle aziende» (così Malerba nell’intervista finale). Oppure che «Il funzionario» meriterebbe di stare sia nell’antologia “il meglio degli alieni” come nell’altra “il meglio dei cibi insoliti”.

La magia di molte storie è nell’avere un livello di lettura compiuto, chiaro, semplice ma anche di trovare, intuire – sotto il testo – metafore e rimandi ad altri piani di lettura, ad altri mondi (fra cui quello cosiddetto reale). Anche in questo Malerba è un maestro.

Se di certo «il tempo è un severo maestro» (a volte? sempre?) potrei dire – in questo caso d’intesa con Malerba ma rubando la frase alla prefazione di Panicucci – che però «non c’è niente di (già) scritto nella vita e ognuno è artefice della propria sorte».

Malerba è un ingegnere aerospaziale, 42enne. Altre notizie su di lui nel libro. E’ la sua prima antologia. E spero altre ne seguiranno.

«L’ostinato silenzio delle stelle» è invece la terza antologia della collana «Memorie del futuro» curata da Rill, Riflessi di luce lunare, un’associazione che dal 1994 organizza un «trofeo» – un concorso insomma – per autori e autrici di «letteratura fantastica». Qui in blog ho più volte recensite le antologie della collana «Mondi incantati» che appunto danno spazio a vincitori/vincitrici ma anche a un singolare “torneo” e alle storie della “illustre” giuria. A proposito, parte il nuovo “trofeo” (il 20esimo): chi vuol partecipare ha tempo sino al 30 marzo 2014 e su www.rill.it trova ogni informazione utile.

In questi giorni, insieme a Malerba, esce «Perché nulla vada perduto», la nuova antologia del concorso Rill, ma di questo vi parlerò fra 7 giorni. Restate sintonizzati.

(*) Se in «cerca» digitate «Rill» trovate le altre mie recensioni sul concorso e dintorni. (db)

 

 

 

Redazione
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3 commenti

  • Uao sono favorevolmente impressionato e non vedo l’ora di leggerlo…

  • come co-curatore del volume ringrazio DB per le sue belle parole. si fanno libri proprio sperando di sentirsi dire queste cose.
    la pagina del sito di RiLL dedicata specificamente al volume è:
    http://www.rill.it/?q=node/562
    (da lì anche il link per chi volesse -ehm ehm- acquistarlo)

  • Massimiliano Malerba

    Salve Daniele,
    voglio ringraziarti per la bellissima recensione al mio libro. Non solo hai saputo trovare e mettere in luce gli aspetti fondamentali delle idee che ho voluto metterci dentro, ma lo hai fatto con grande stile. Apprezzo molto il tuo blog e quindi ti ringrazio per l’intervento e l’apprezzamento per il libro, che mi onora.

    Un caro saluto,
    Massimiliano Malerba

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