No alla privatizzazione dell’acqua in El Salvador

Contro i tentativi del presidente dell’Assemblea legislativa Norman Quijano e la sua maggioranza arenera

di Maria Teresa Messidoro (*)

All’inizio di giugno, grazie anche ad alcune manifestazioni popolari e prese di posizione di organizzazioni ed istituzioni, l’Assemblea Legislativa di El Salvador ha approvato il prestito da parte del BID,  Banco Interamericano de Desarrollo, di 170 milioni di dollari per la costruzione di un nuovo ospedale Rosales, nella capitale; sarà un centro molto grande, plurifunzionale, con lo scopo di aumentare i programmi di attenzione medica per la popolazione. Con lo stesso prestito si costruirà un nuovo centro medico a Nejapa, un comune della provincia di San Salvador, e si finanzierà parte del programma integrale di salute. Il progetto è stato approvato in modo trasversale da tutti i partiti dell’Assemblea.

All’interno del programma sociale Yo cambio, nella prima settimana di giugno, alcuni carcerati hanno dipinto i muri del vecchio Ospedale Rosales, contribuendo anche ai lavori di manutenzione dello stesso e collaborando nel campo del giardinaggio. Fotografie e commenti in http://www.transparenciaactiva.gob.sv/programa-yo-cambio-inicia-labores-de-pintura-en-hospital-rosales Il sito di Transparencia activa è un portale ufficiale di comunicazione dell’attuale governo salvadoregno, utile per conoscere ciò che succede nel paese.

Accanto a una buona notizia, ecco una negativa.

Sempre a giugno è esploso il tema della privatizzazione dell’acqua. Già in precedenza, organizzazioni e movimenti sociali salvadoregni, insieme ad alcune istituzioni nazionali, come la stessa Chiesa Cattolica e l’Università della UCA, avevano sollevato dubbi e paure sulla possibilità dell’approvazione, da parte dell’Assemblea Legislativa, ora con maggioranza di ARENA, il partito di destra, di una legge che privatizzi l’acqua. http://www.transparenciaactiva.gob.sv/iglesia-catolica-rechaza-posible-privatizacion-del-agua .

Ed infatti, il 5 giugno, la Commissione Ambientale dell’Assemblea Legislativa ha approvato i primi 5 articoli, in cui si stabilisce tra l’altro che l’ente che amministrerà concretamente la gestione dell’acqua sarà retto da un comitato a maggioranza privata, attraverso rappresentanti di ANEP, Asociación Nacional de la Empresa Privada. Fortunatamente, la timida e limitata reazione da parte dei parlamentari del FMLN è stata superata da quella popolare. Così come nel 2002 imponenti manifestazioni di massa avevano bloccato la privatizzazione della Salute, giovedì 14 giugno, una fiumana di studenti, convocati dal Rettorato dell’Università statale, accompagnati da molteplici organizzazioni, sindacati, gruppi, si è riversata nelle strade della capitale, come afferma qualche giornalista con l’entusiasmo e la combattività propria dei giovani. Mentre una delegazione studentesca entrava nell’Assemblea legislativa per consegnare un documento di protesta, la reazione della polizia è stata violenta nei confronti di chi si stava disponendo fuori della sede dell’Assemblea. Sono stati utilizzati contro la gente spray al peperoncino, probabilmente per ordine del presidente dell’Assemblea, Norman Quijano, ARENA. La reazione immediata dei manifestanti non si è fatta attendere: molti vetri rotti, ridotti in pezzi, come sarà ridotto in pezzi il tentativo di privatizzare l’acqua. Non solo. Per dimostrare di non avere paura, il movimento per la difesa dell’acqua bene comune, ha convocato e realizzato una nuova enorme manifestazione sabato 16 giugno ed una è prevista martedì 20.

Sulla prima manifestazione del 14 giugno, ecco un articolo con documentazione fotografica e la registrazione dell’intervento di un manifestante, dopo la repressione poliziesca

http://www.resumenlatinoamericano.org/2018/06/15/el-salvador-masiva-y-combativa-manifestacion-de-los-estudiantes-y-rectoria-de-la-universidad-contra-el-intento-oligarquico-de-privatizar-el-agua/

https://drive.google.com/open?id=1HuHjacADKQJUS8q5OkbhAyUU2SqEfmIF

Sulla seconda manifestazione, riportiamo una nuova documentazione fotografica ed un paio di video che ci raccontano la protesta tipicamente ironica del popolo salvadoregno

https://drive.google.com/open?id=1PgowNm_v7sR0mT5GVHmaUJe_EVkRq_pI

https://drive.google.com/open?id=1015EdyriZH5hM2hcsAuN5VxBBS0CD6V0

https://drive.google.com/open?id=1TdMODvRbFiX9J9jQU0x6hKqXYCgx-kBQ

E’ da sottolineare la ripresa di conflittualità in un paese ultimamente poco propenso alle manifestazioni ed alle proteste; si nota soprattutto la convergenza di settori diversi della società salvadoregna, elemento che aveva caratterizzato le lotte sociali negli anni 80, durante il conflitto armato. Un esempio per tutti: il 16 giugno era stato convocato un presidio per sollecitare l’approvazione della legge per la costruzione dell’Università popolare Rutilio Grande; il presidio non è stato cancellato, ma i partecipanti hanno confluito al suo termine nella grande manifestazione a difesa dell’acqua.

Una ragazza della Comunità di San Francisco Echeverria, iscritta all’Università di San Salvador nel corso di infermieristica e che gode di una nostra borsa di studio, grazie ad un progetto finanziato dall’Otto per mille della Tavola Valdese, cpsì ha commentato le proyeste: “Penso che la popolazione studentesca universitaria si sia fatta sentire, dopo molto tempo di assenza nelle strade. E’ nostro diritto la libera espressione e poter richiedere ai nostri governanti di non azzardarsi a vendere ciò che è del popolo. Ciò che è successo ieri è indegno (si riferisce alla manifestazione di giovedì) Ma la lotta è appena iniziata: finchè potremo difendere il nostro diritto all’acqua lo faremo e saremo in strada fino a quando non ci ascolteranno”

(*) vicepresidente Associazione Lisangà culture in movimento

Redazione
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