NON CONFESSARE

(dagli Appunti da Letture del Pabuda)

Bisogna persuadersi che fra le libertà essenziali e fondamentali della persona umana vi è la libertà di non confessare, la libertà di mantenere il segreto della propria coscienza.

Se  esiste, consacrato in un articolo della Costituzione, il rispetto del segreto epistolare e telegrafico, se esiste   l’inviolabilità  del domicilio, deve esistere, a maggior ragione, l’inviolabilità  di questo rifugio spirituale che ciascuno di noi chiude dentro di sé e del quale soltanto la libera volontà  può aprire le porte; ogni metodo volto a coartare questa volontà , a indebolirla con farmaci o con ipnotici per indurla ad aprire i suoi segreti, anche se si tratta del così detto “siero della verità” o di altri metodi scientifici adoperati dalle polizie moderne organizzate meglio della nostra, tutto questo è un’offesa e un tradimento alla persona umana, alla quale bisogna ribellarsi. Anche l’imputato è un uomo, e forse è un innocente: l’unico metodo per indurre un uomo a rivelar quello che ha nella coscienza e a confessar le sue colpe è quello di persuaderlo col ragionamento; ma se non vuole confessare, egli ha diritto di non volere: egli ha questa libertà del segreto, che forse è la più sacra e la più intima delle libertà  del cittadino.

(da: discorso di Piero Calamandrei alla camera dei deputati, seduta del 27 ottobre 1948, riguardo a L’inchiesta sulle carceri e sulla tortura; riportato nel fascicolo Bisogna aver visto della rivista Il Ponte, anno 1949)

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Altri Appunti da Letture del Pabuda son qui:

http://www.pabuda.net/category/appunti-da-letture/

 

Pabuda
Pabuda è Paolo Buffoni Damiani quando scrive versi compulsivi o storie brevi, quando ritaglia colori e compone collage o quando legge le sue cose accompagnato dalla musica de Les Enfants du Voudou. Si è solo inventato un acronimo tanto per distinguersi dal suo sosia. Quello che “fa cose turpi”… per campare. Tutta la roba scritta o disegnata dal Pabuda tramite collage è, ovviamente, nel magazzino www.pabuda.net

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