Nuova azione legale contro Credit Agricole Cariparma?

Il 6 novembre l’assemblea del “Comitato Difesa Risparmiatori CRC” deciderà

di Davide Fabbri (*)

TRASPARENZA NEGATA, OSTRUZIONISMO INFORMATIVO ED ERRATO CONCAMBIO FRA AZIONI EX CRC E AZIONI CREDIT AGRICOLE CARIPARMA.


Resoconto dell’assemblea del 23 ottobre 2018 del nostro Comitato Difesa Risparmiatori CRC.
Presenti quasi 200 persone, risparmiatori e azionisti della vecchia Cassa di Risparmio di Cesena. Un’ulteriore serata affollata: nuovo pugno nello stomaco a una importante fetta di classe politica della città che ha deciso volontariamente di trascurare il crac di CRC, di non occuparsi delle vittime provocate dal crac: i piccoli risparmiatori-azionisti.
Abbiamo lanciato l’ipotesi di una nuova azione legale – di tipo civile – di risarcimento del danno, legata alla recente approvazione del progetto di fusione per incorporazione della Cassa di Risparmio di Cesena in Crédit Agricole Cariparma.
Siamo stati assistiti dal professor Matteo Montanari, incaricato dal nostro Comitato di illustrare la proposta di messa in atto di una nuova forma di tutela del risparmiatore-azionista: 

il risarcimento del danno causato da:
– errato concambio fra le ex azioni di CRC e le nuove azioni di Crédit Agricole Cariparma;
– ostruzionismo informativo, trasparenza negata, diniego di accesso ai documenti della banca da parte del nostro Comitato.

Al fine di intraprendere questa nuova azione legale occorre la nomina di un professionista di grande spessore: un consulente tecnico di parte che vada a confermare l’ipotesi che il nostro Comitato ha fatto da tempo, grazie al prezioso lavoro di Franco Faberi, e cioè una valutazione di errato concambio, che ha fortemente penalizzato i nostri iscritti al Comitato e tutti gli ex azionisti di CRC.

La decisione in tal senso – se intraprendere o meno questa nuova azione legale – verrà presa nell’assemblea pubblica del Comitato, già convocata per martedì sera 6 novembre, alle 20.45, presso la sala di Piazza Anna Magnani 143 a San Mauro in Valle di Cesena.

La trasparenza e l’accesso ai documenti, sempre più spesso, sono princìpi enunciati soltanto sulla carta. Sono parole vuote, completamente disattese dai fatti. La realtà è ben diversa. Il mancato accesso ai documenti della banca sul progetto di fusione, nuoce fortemente ai diritti di tutti i nostri associati (618 azionisti aderiscono al nostro Comitato Difesa Risparmiatori CRC). E’ stata rifiutata infatti, senza una seria motivazione e per ragioni strumentali, l’istanza del nostro Comitato di accesso agli atti, riguardante le relazioni degli advisors (Equita spa e Lazard srl) incaricati dalle banche stesse – CRC e Crédit Agricole – in relazione al progetto di fusione per incorporazione di CRC in Crédit Agricole Cariparma. Per noi queste relazioni sono fondamentali, sono documenti di rilievo. Se non vi fosse nulla da nascondere, se le cose fossero state fatte onestamente – tutelando gli interessi di tutti, specialmente dei più deboli, cioè dei piccoli azionist – non vi sarebbe nessun motivo per dover nascondere questi documenti che per le norme sulla trasparenza bancaria sono un diritto di tutti gli azionisti-risparmiatori. Un diritto a poter visionare e controllare l’operato del cda della banca. La mancanza di trasparenza è insopportabile. La banca continua coerentemente a mantenere l’opacità di sempre. Perché non viene assicurata l’imparzialità nell’azione gestionale della banca?
Con questo diniego, l’effetto è quello di non permettere al nostro Comitato di svolgere la propria attività di tutela in difesa dei propri associati azionisti-risparmiatori. Denunciamo con preoccupazione questo grave fatto di trasparenza negata, che contribuisce ad alimentare ancora di più la sfiducia in questa banca. Ma noi non ci arrendiamo.
Continueremo a lavorare incessantemente per contrastare la palude burocratica e l’arrogante autoreferenzialità di questo istituto bancario, per ottenere i giusti e congrui risarcimenti per i nostri associati.

(*) Davide Fabbri è portavoce del Comitato Difesa Risparmiatori CRC

LA VIGNETTA – scelta dalla “bottega” – è di ALTAN

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