«Oltre Venere», Ia e Rill: roba da Marte-mix-dì

1. Buone notizie dall’anno 199 dell’epoca DF; 2. intelligenze artificiali e controllori; 3. Rill fa sapere.

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1 – Le aliene da sempre fra noi?

Ci sono almeno tre racconti che meritano, anzi strameritano, la fatica di cercare l’antologia «Oltre Venere» – 254 pagine per 13 euri – curata da Gian Filippo Pizzo per La Ponga edizioni.

Il primo è «L’ultima milonga» di Elena di Fazio: capace di spostare, senza retorica o ambiguità, gli orrori dei fascismi umani in un’altra dimensione lasciandoci sospesi e incantati sino agli ultimi «due rimpianti», cioè le splendide righe finali.

Il secondo è «Il gestionale» di Giulia Abbate – combinazione: oggi alle 12 era in “bottega” – che in certe atmosfere ci porta nelle cantine dell’inconscio come il classico film «L’invasione degli ultracorpi» o per meglio dire il romanzo «Gli invasati» (“The Body Snatchers”) di Jack Finney. Il finale è come un imprevisto schiocco di frusta. Alla cervicale? Anche.

Il terzo – e il mio preferito in assoluto – è «Come noi li rimettiamo ai nostri debitori» di Milena Debenedetti, con la disperazione di una tv dove c’è persino «L’ora di Barabba» ma un finale di grande, imprevista speranza/resistenza.

Questi tre li considero imperdibili: fra i racconti, senza etichette, più belli che io abbia letto negli ultimi anni.

Fra il notevole e il godibile sono anche «Case History» di Francesca Garello, «Il dono» di Loredana Pietrafesa e «Isola Due: procedura pioggia» della “veterana” Mariangela Cerrino.

Dei restanti 7 racconti un paio mi hanno davvero deluso mentre gli altri rientrano nell’ordinaria amministrazione: piacevoli da leggere, magari con qualche difettuccio di trama o di scrittura.

Se vogliamo prendere questa antologia al femminile come un piccolo esempio di cosa accade nella fantascienza nel 199 DF – cioè alla vigilia del secondo secolo del “Dopo Frankestein”, contando da quando fu scritto appunto nel 1817 – possiamo essere contenti. In più l’editore ci risparmia la copertina sessista che in Italia accompagna quasi sempre codeste antologie; vedi gli esempi raccontati nel post delle 12 che, ma è davvero un caso, si intitola «La fantascienza è delle donne».

In un commento di 7 giorni fa – qui in “bottega” – GFP, cioè Gian Filippo Pizzo mi ha rassicurato: mentre li stavo leggendo. alcuni racconti mi suonavano “noti” e avevo ipotizzato che un “artiglio” spaziotemporale li avesse rubati da un mio ipotetico cassetto. Risponde saggiamente Pizzo: «Sì Daniele, in “Oltre Venere” alcuni racconti erano già stati pubblicati, ma se ne accorgono solo gli ultraspecialisti come noi perché comunque la maggior parte sono ora irreperibili. E comunque era importante radunare le scrittrici in una antologia». Pizzo ha ragione. Se invece posso permettermi una critica – fatta a una persona che stimo e dunque costruttiva nelle intenzioni – nell’introduzione mi aspettavo qualcosa di più. La frase finale di GFP è «Per cui il fatto che il curatore di una antologia di sole scrittrici sia di sesso maschile non dovrebbe essere un problema». Forse un problema è, visto che di solito Pizzo vola alto bel suo ragionare e qui invece scivola sul banale.

Per chiarire che non ho solo GFP nel mirino mi sposto subito su un altro terreno. Ho molta stima – e l’ho scritto in “bottega” – di Piergiorgio Odifreddi, Sto leggendo, con godimento, il suo «Dizionario della stupidità». Ho molti accordi e qualche disaccordo, come ovvio, ma resto assai sorpreso che una persona intelligente e non banale come Odifreddi quando parla dei femminismi scivoli nei luoghi comuni; visto che di solito non lo fa… forse un problema c’è. Certamente più grande di me, di GFP e di PO.

 

2. Intelligenze artificiali e controllori da controllare

Avevo scritto, 7 giorni fa, alcune considerazioni martediane a proposito di un articolo apparso sul settimanale color salmone Pagina 99 e intitolato «Intelligenza artificiale, i 6 big dettano le regole». L’autore, Paolo Bottazzini, in un box citava «le tre leggi della robotica» – cioè Asimov – mentre nel sottotitolo dell’articolo si precisa: «Le macchine che apprendono provocano problemi. Ora i grandi della tecnologia lavorano affinché i software più evoluti non spaventino l’umanità. E non è un film di fantascienza». Mi chiedevo: «A parte che la migliore fantascienza, soprattutto non filmica, sarebbe di grande aiuto per individuare scenari più o meno vicini, la mia inquietudine si rivolge a voi così: il nostro problema più grande è l’umanità spaventata o i grandi spaventosi della tecnologia controllata da pochissimi?». Sul nuovo numero di «Pagina 99», che dunque trovate in edicola, Bottazzini torna sul tema con un interessante, documentato articolo intitolato «Le macchine ci controllano ma chi controlla le macchine?». Ovviamente il nodo è qui, tutto politico. Più che il citato «Star Trek» dunque ci aiuterebbero Silverberg, Dick o Sawyer: in bottega se n’è accennato più volte ma varrà tornarci in modo serio. Quanto alla bella domanda «chi controlla i controllori?», Bottazzini la fa risalire a Platone ma cita anche la VI satira di Giovenale sulla “contagiosa” corruzione femminile. Sia detto sorridendo – come ipotizzo sarebbe piaciuto a Giovenale, a Platone non so – passano i secoli e ancora tengono banco i maschietti che danno la colpa di tutto alle donne?

 

3. RILL fa sapere

Ci sono i risultati del XXII Trofeo c’è Lucca e c’è il RiLL World Tour 2016, Ecco in sintesi.

Il racconto vincitore del XXII Trofeo RiLL è “Tutto inizia da O”, di Maurizio Ferrero. Nel complesso, i racconti premiati e pubblicati sono cinque. Tutti gli altri partecipanti sono classificati a pari merito al sesto posto; cfr http://www.rill.it/?q=node/762

Come sempre, è on line anche la rassegna dei giudizi dei giurati sui dieci finalisti: http://www.rill.it/?q=node/761

RiLL invita TUTTI alla cerimonia di premiazione, che si svolgerà a Lucca Comics & Games, nella Sala Incontri “Giovanni Ingellis” di Lucca Games (padiglioni di viale Carducci) lunedì 31 ottobre, dalle 18.

L’antologia 2016 della collana “Mondi Incantati” si chiamerà quindi “TUTTO INIZIA DA O e altri racconti dal Trofeo RiLL e dintorni” (ed. Wild Boar) e conterrà: i cinque migliori racconti del XXII Trofeo RiLL; i cinque racconti vincitori di SFIDA 2016; cinque racconti fantastici premiati in altrettanti concorsi letterari esteri, con cui il Trofeo RiLL è gemellato. È il RiLL WorldTour!!

Per maggiori dettagli sull’antologia: http://www.rill.it/?q=node/764.

Il libro è già disponibile sul sito di RiLL (prezzo speciale: 8 euro, spese postali incluse): http://www.rill.it/?q=node/29 e da novembre sarà anche nel catalogo di Amazon e Delos Store.

Quanto al RiLL World Tour dell’antologia, che rende ancor più internazionale e senza confini il viaggio nell’immaginario fantastico, i concorsi sono questi: l’Aeon Award Contest (Irlanda), il James White Award (Regno Unito), il premio Visiones (Spagna), il Nova Short-Story Competition (Sud Africa), la Short-Story Competition dell’Australian Horror Writers Association (Australia). Cfr http://www.rill.it/?q=node/763.

Al festival di Lucca RiLL parteciperà con molte novità e iniziative fra cui l’antologia “La Spada, il Cuore, lo Zaffiro”, dedicata ai racconti fantasy di Antonella Mecenero: cfr http://www.rill.it/?q=node/751. Anche questo volume sino al 5 novembre è in promozione presso RiLL, al prezzo speciale di 10 euro (spese postali incluse): http://www.rill.it/?q=node/29

 

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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