«Ombra profonda siamo»

Mescolate il vecchio Pindaro e il contemporaneo Mazzerella, senza dimenticare Coleridge, Wells, Zweig, Kipling e Giordano Bruno: se a shakerare è l’astrofilosofo Fabrizio Melodia ne esce «Ci manca(va) un Venerdì», puntata 106.

«Ombra profonda siamo» afferma Giordano Bruno, riflettendo sulla questione più ampia dell’ombra delle idee.

Siamo solo ombra? E come facciamo ed esistere quando la luce viene meno? Anche le idee sono una “cosa” come noi? Però un’idea non si mercifica mentre un essere umano si vende alla grande. Domande che a Giordano Bruno sicuramente sarebbero piaciute, soprattutto quando si parla delle ombre interne dove l’oscurità s’addensa ed è sempre più difficile individuare una luce.

Troppo spesso siamo ombre lasciate ad annerire alla luce del sole, altre volte siamo stampate sui muri dalla luce di un’esplosione atomica che per un attimo annichilì ogni possibile senso dell’ombra, gettandone una più imponente e che ora sembra tornare alla luce.

«Nessuno va oltre la sua ombra» afferma il filosofo contemporaneo Eugenio Mazzarella, ricordando come troppo spesso l’uomo si perda nelle tenebre senza possibilità di raggiungere la luce poiché essa è l’origine dell’ombra e non una “cosa” di per sé percepibile e comprensibile.

Eppure luce e ombra sono meno scontate di quanto sembra e – come le categorie estetiche di “Bello” e “Buono”, “Piacere” e “Dolore” – formano il nostro modo di percepire e dare forma alla realtà.

Mai come ora l’ombra dell’uomo forgia ciò che esso definisce luce, basti pensare a molte città trasformate in carceri a cielo aperto, dove ogni cella è una casa fortezza munita di mitragliatori e sistemi d’allarme all’ultimo grido, per non parlare dei luoghi di lavoro dove ognuno è (modernamente?) reso schiavo e le pene sono assurde come la colonia penale di kafkiana memoria.

Sempre Giordano Bruno ricorda che «niente è infatti contrario all’ombra, e precisamente né la tenebra né la luce». Se luce e tenebra sono figlie dell’ombra e in essa hanno la loro ragione d’essere, ordunque cos’è realmente contrario all’ombra? Forse ha ragione Pindaro quando afferma «Sogno d’un ombra è l’uomo», a sottolineare il suo essere effimero?

Oppure a ricordarci – come Coleridge o il buon Herbert George Wells – che potremmo essere tranquillamente il sogno di qualcun’altro il quale giace nell’ombra oppure ombra esso stesso?

«Una persona spesso finisce con l’assomigliare alla sua ombra» afferma il buon Rudyard Kipling, ottimo scrittore di storie soprannaturali anche se ricordato quasi solo per «Il libro della giungla».

Come facciamo ad assomigliare a qualcosa che ci segue (nostro malgrado) e che non è figlia della luce e della tenebra, ma li costituisce? C’è da perderci più di qualche venerdì. Una qualche risposta esce dall’illuminante discorso del filosofo Stefan Zweig: «Il sole splendeva forte e intenso. Tornando a casa osservai d’un tratto davanti a me la mia ombra, così come vedevo proiettata l’ombra dell’altra guerra dietro la guerra presente, e quest’ombra non mi ha più abbandonato da allora, ha sovrastato ogni mio pensiero, notte e giorno e forse il suo cupo profilo si è disegnato anche su molte pagine di questo libro. Ma ogni ombra in fondo è anche figlia della luce e solo che ha saputo sperimentare tenebra e chiarita, guerra e pace, ascesa e decadenza, può dire di aver veramente vissuto».

LA REDAZIONE DELLA BOTTEGA sente il dovere di informare questa galassia e l’altra che Melodia avrebbe voluto parlare anche di «L’UOMO CHE VENDETTE LA SUA OMBRA» ma purtroppo ha appena scoperto che … Adelbert von Chamisso lo ha preceduto (nel 1813 o giù di lì) e lo choc è stato troppo forte. [db]

L'astrofilosofo
Fabrizio Melodia,
Laureato in filosofia a Cà Foscari con una tesi di laurea su Star Trek, si dice che abbia perso qualche rotella nel teletrasporto ma non si ricorda in quale. Scrive poesie, racconti, articoli e chi più ne ha più ne metta. Ha il cervello bacato del Dottor Who e la saggezza filosofica di Spock. E' il solo, unico, brevettato, Astrofilosofo di quartiere periferico extragalattico, per gli amici... Fabry.

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