Ombre sul Consorzio Bonifica Romagna / 5

di Davide Fabbri (*)

CONSORZIO DI BONIFICA DELLA ROMAGNA. ACCUSE GRAVI CONTRO IL PRESIDENTE BROLLI DI TRE MEMBRI SU CINQUE DEL COMITATO AMMINISTRATIVO.
Quinta puntata della mia inchiesta sulle ombre gestionali del Consorzio di Bonifica della Romagna con informazioni sulla conflittualità interna agli amministratori, che ha provocato il recente allontanamento del vicepresidente Massimo Scozzoli.
Il 26 settembre 2017 ben tre (su 5 componenti) del Comitato Amministrativo lanciano accuse gravissime contro il presidente Roberto Brolli.  I tre amministratori scrivono un lungo e articolato documento dal titolo: «500 GIORNI DI CONSORZIO BONIFICA ROMAGNA: ANALISI ASETTICA».
Il documento – di tre cartelle – è firmato da Massimo Scozzoli allora vice presidente, dall’altro vicepresidente Paolo Prodi e dal consigliere Lorenzo Falcioni. L’unico amministratore del Comitato Amministrativo a non firmare è Matteo Brighi del PD, uomo del sindaco di Cesena Paolo Lucchi.
Sono accuse gravi contro il presidente Roberto Brolli sul «modo di amministrare il Consorzio» ritenuto «molto discutibile».
Si denuncia «la grave situazione organizzativa dell’ente, dopo più di un anno e mezzo dall’insediamento dell’attuale Consiglio e del Comitato Amministrativo», avvenuto in data 21 gennaio 2016.
Si denuncia platealmente un ingiustificato immobilismo del Presidente Brolli: i tre membri chiedono la riduzione del numero dei dirigenti, «esuberante rispetto alle esigenze»; propongono di «ridisegnare l’organigramma dell’ente e studiare altre soluzioni organizzative rispetto a quella esistente»… «che di unificato non aveva proprio nulla». Si denuncia «il silenzio del Presidente Brolli, l’assenza di proposte concrete e operative, solo proclami nelle occasioni ufficiali».

«Vengono frustrate» – affermano i tre amministratori – «le nostre aspettative di riforma».
Continua la lettera di denuncia: «Emerge un quadro poco rassicurante in relazione all’attività dell’ente nelle sue varie forme, in diversi casi in forte ritardo rispetto alle esigenze dell’utenza e del territorio. Ma ancora prima in ritardo è l’organizzazione dopo la fusione dei tre Consorzi preesistenti: sono trascorsi 7 anni ormai e l’organizzazione è sempre quella iniziale».

«La cosa sconcertante per noi – così l’appello rivolto al Presidente Brolli – è l’indifferenza con la quale questo Consorzio ti appaia efficiente».
E poi si segnalano – ad avviso dei tre amministratori – una lunghissima serie di criticità, problematiche, inadempienze, irregolarità gestionali. Ne cito solamente alcune:
– continui contenziosi e relativi provvedimenti disciplinari su dirigenti e personale dipendente dell’ente;
– «gravi inadempienze dei responsabili dell’ente di non aver preso nella giusta considerazione le diverse segnalazioni di cittadini»; nonchè «comportamenti non consoni a profili di corretta gestione manut entiva per la bonifica» (il caso in questione è l’inondazione di Villafranca di Forlì del 2015);
– «sbigottimento per non aver favorito il rapporto fiduciale e di collaborazione fra lavoratori, dirigenti, e fra dirigenti e amministratori»;
– inerzie e lentezza del Consorzio nell’acquisto dell’attrezzatura necessaria per l’attività di manutenzione dell’ente.

(*) Davide Fabbri è blogger indipendente, Le quattro puntate precedenti sono in “bottega” ma vedi anche Consorzio Bonifica Romagna: tre avvisi di garanzia

 

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