Onde nere: peggio della merda

1 – Petrolio nei polmoni di Genova; 2 – Nazisti premiati dal Parlamento europeo

merda

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Qualcosa di Genova sapete, anche se i grandi media non “pompano” (ops: termine freudian-petrolifero) più di tanto. Un quartiere genovese inquinato dall’oleodotto della raffineria Iplom; il fiume Polcevera cimitero di animali; il greggio che cola verso il mare per nuove, meno visibili ma terribili sciagure; le autorità pronte solo a minimizzare; qualche mediconzolo che parla di “psicosi” alla gente che fatica a respirare… E’ «la droga del petrolio» scrive oggi sul quotidiano «il manifesto» Alessandro Gianni di Greenpeace; «dittatura del petrolierato» la chiamo io, ben più assassina e permanente della vecchia e transitoria dittatura del proletariato.

C’è un prima in questa storia.

Se andate sul sito della Iplom – Industria Piemontese Lavorazione Oli Minerali – potete leggere del suo «impegno ambientale». A esempio nel 1990: «A salvaguardia del greto del torrente Scrivia, Iplom realizza il diaframma plastico. Un muro di cemento e bentonite, con all’interno un foglio in HDPE (plastica), in grado di isolare completamente il terreno della raffineria dal greto del torrente Scrivia impedendo anche sversamenti occasionali». E nel 1999 «Iplom è la prima raffineria in Italia ad aver realizzato un sistema per il monitoraggio delle emissioni. Denominato PEMS (Predictive Emission Monitoryng System) collegato alla centralina meteo della raffineria e alla sala controllo degli impianti. E’ in grado di calcolare la ricaduta al suolo delle emissioni provenienti dai camini, tenendo conto della mappa orografica della zona». Eccetera.

Queste le balle volanti, la verità dei veleni invece bisogna cercarla, anzi scavarla ma volendo si può trovarla.

Intanto becchiamoci questa merda nell’aria e nell’acqua, dunque dentro di noi. Anzi peggio, ché la merda è un buon concime.

RenziENI-Ilfatto

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Poco sapete di Bruxelles perché i media – presunti grandi – quasi mai si interessano dei gruppi neo-nazifascisti pur se c’è, anche in Italia, un crescendo di aggressioni per strada e di condanne nei tribunali. Ecco una notizia dunque che purtroppo finora ha appassionato i soliti noti. Riporto per intero, link compresi, l’articolo di Letizia Pascale da www.eunews.it.

Dal Parlamento europeo 600mila euro ai neonazisti di Roberto Fiore

di Letizia Pascale

Il partito pan-europeo di cui è presidente il leader di Forza nuova e a cui appartengono negazionisti e sostenitori della supremazia bianca figura nella lista di quelli che saranno generosamente sostenuti da Bruxelles

Bruxelles – Per il 2016, il Parlamento europeo finanzierà con quasi 600mila euro il partito pan-europeo di fascisti, neonazisti e negazionisti fondato da Roberto Fiore e la fondazione ad esso affiliata. È quanto risulta dai documenti ufficiali riguardo ai contributi che ogni anno l’Europarlamento assegna ai partiti politici e alle fondazioni che operano a livello europeo. Secondo i documenti di gennaio 2016, 197.625 euro andranno alla fondazione tedesca Europa Terra Nostra, legata al partito europeo Alliance for Peace and Freedom (Afp). Lo stesso partito risulta poi destinatario di un altro finanziamento, quello per i partiti europei, da 400mila euro. In totale, al partito andranno dunque poco meno di 600mila euro. La decisione è stata presa dal Bureau, cioè il massimo organo decisionale amministrativo del Parlamento, composto dal presidente Martin Schulz, 14 vice presidenti (tra i quali gli italiani Antonio Tajani e David Sassoli) e cinque questori. Sassoli, dopo l’uscita di questa notizia su Eunews, ha però fatto un passo indietro, e dopo aver votato a favore dello stanziamento, ha rianalizzato la questione ora chiede una verifica delle procedure seguite dagli uffici che hanno istruito la pratica.

merda-neonazisti

Se il nome del partito “Alleanza per la pace e la democrazia” può lasciare spazio ad ambiguità, i personaggi ai vertici della formazione politica non danno invece adito a dubbi. Il presidente della formazione è Roberto Fiore, ben noto in Italia come fondatore di Forza Nuova, condannato nel 1985 dalla magistratura italiana a nove anni di carcere per banda armata in associazione con i Nar. Il segretario generale del partito è lo svedese Stefan Jacobsson, leader dell’ora defunto partito neonazista svedese, e da sempre militante dei movimenti per la supremazia bianca. Dell’Afp fanno parte anche il belga Hervé Van Laethem, condannato più volte dalla giustizia belga per razzismo e fiero sostenitore della libertà di espressione per il negazionismo, esponenti del partito neonazista greco, Alba Dorata, di cui tre membri siedono al Parlamento europeo e membri del Partito Nazionaldemocratico di Germania, neonazista anche questo, tanto che cinque governatori di altrettanti Stati della Repubblica Federale hanno recentemente deciso di presentare alla Corte costituzionale tedesca la richiesta di metterlo fuori legge.

A questi soggetti, il Parlamento europeo verserà in tutto circa 600mila euro. Una decisione che sorprende, visto che le regole in materia di finanziamenti Ue ai partiti europei prevedono che un partito, per ricevere finanziamenti, debba rispettare i principi di “libertà, democrazia, rispetto dei diritti umani, libertà fondamentali e stato di diritto”. Le salvaguardie in questo senso sono state rafforzate anche dalle nuove regole approvate da Bruxelles nel 2014 proprio a riguardo dei criteri per finanziare partiti politici e fondazioni. Tra queste nuove norme, che entreranno in vigore da gennaio 2017, è stato inserito come “prerequisito” quello del “rispetto per i valori europei” sanciti dall’articolo 2 dei trattati. Valori ben diversi da quelli che animano Roberto Fiore e compagni. “Il Parlamento europeo verifica che il partito o la fondazione che riceve un finanziamento rispetti i valori europei”, confermano dal servizio stampa dell’istituzione, secondo cui però sul sito internet di Afp “non c’è nulla che sia contro l’Europa, la libertà o la democrazia”. E tanto sembra essere bastato: “Non possiamo metterci a valutare le dichiarazioni dei singoli componenti di un partito”, tagliano corto dal Parlamento.

I deputati però hanno una possibilità di bloccare questa decisione. Un quarto di loro, in rappresentanza di almeno tre gruppi parlamentari, può chiedere che l’erogazione venga sottoposta ad un controllo di applicabilità e cioè che si verifichi se il partito o la fondazione che la riceve rispetti ancora i principi fondanti dell’Unione europea in materia di democrazia, rispetto dei diritti umani e libertà fondamentali.

Ovviamente c”è un prima anche in questa storia. Il Parlamento europeo ha già finanziato i “partiti pan-europei” composti da eletti in almeno 7 Paesi (sommando parlamentari europei e consiglieri a livello regionale) pur se non sono in grado di formare un gruppo a Bruxelles. Chi studia queste cose mi ha spiegato – ma “indagherò” e ci tornerò sopra – che nella scorsa legislatura fu lo stesso e per l’Italia i soldi andarono a Fiamma tricolore.

Un’altra onda nera, anzi marrone visto che è merda. Anzi peggio ché – lo ripeto – la merda è un buon concime; mi scuserà De Andrè se lo integro: “dai diamanti, dal petrolio e dai nazifascisti non nasce niente, dal letame nascono i fior”.

LE IMMAGINI. Quella in apertura è chiaramente una merda. La seconda immagine è ripresa da Flavio Kampah – Visual Artist / Designer / Director che collabora con «Il fatto quotidiano». Nella terza immagine neo-nazifascisti.

 

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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