OPERAIE (grazie a V.J.) di Pabuda

chi si ricorda, oggigiorno,

delle belle operaie?

chi ascolta, di questi tempi,

i veri loro sogni?

chi raccoglie le loro canzoni

che fuori la fabbrica

più non cantano, perché non c’è tempo?

eppure, ancora,

son tutte belle le operaie del mondo.

e son stanche e fan delle gran sudate e son sorelle.

e son sicure e precise,

checché se ne dica:

sono tante le operaie in questo mondo!

Pabuda
Pabuda è Paolo Buffoni Damiani quando scrive versi compulsivi o storie brevi, quando ritaglia colori e compone collage o quando legge le sue cose accompagnato dalla musica de Les Enfants du Voudou. Si è solo inventato un acronimo tanto per distinguersi dal suo sosia. Quello che “fa cose turpi”… per campare. Tutta la roba scritta o disegnata dal Pabuda tramite collage è, ovviamente, nel magazzino www.pabuda.net

2 commenti

  • un’amica di fretta mi prega di postare questo; con piacere accetto anche perchè “Specchi” è uno dei più bei libri che ho letto negli ultimi anni (db)

    Accadde a Chicago nel 1886.
    Il primo maggio, quando lo sciopero operaio paralizzò Chicago e altre città, il giornale Philadelpia Tribune diagnosticò: “la forza lavoro è stata punta da una specie di
    tarantola universale ed è diventata pazza da legare”.
    Pazzi da legare erano gli operai che lottavano per la giornata di lavoro di 8 ore e per il diritto all’organizzazione sindacale.
    L’anno dopo quattro dirigenti operai, accusati di omicidio, furono condannati senza prove in un giudizio farsa. Georg Engel, Adolf Fischer, Albert Parsons e Auguste Spies finirono sulla forca. Il quinto condannato, Louis Linng, si era fatto saltare la testa in cella.
    Ogni 1° maggio il mondo intero li ricorda.
    Con il passare del tempo, le convenzioni internazionali, le costituzioni, le leggi, gli hanno dato ragione.
    Tuttavia le imprese di maggior successo continuano a non saperlo.
    Proibiscono i sindacati operai e misurano la giornata lavorativa con quegli orologi sciolti che dipinse Salvator Dalì.
    (Edoardo Galeano – Specchi)

  • Concordo con il post! E mi piace!

    Oggi (e non solo oggi…) occorre riscoprire la dimensione dell’essere umano quale essere operaio, ed operante! Beato sia allora l’Operaio…

    Spero avrai modo di ricambiare la visita sul blog Vongole & Merluzzi dove si parla proprio di questo..

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/05/01/beato-sia-loperaio/

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