Oplà, saltare oltre le soglie con Maurizio Cometto…

per trovarsi in «un posto che conosci molto bene e che non conosci affatto»: recensione a «Michele e l’aliante scomparso»

Giorni fa sbirciavo il titolo di una ricerca italiana su bambine/i di oggi che perlopiù non sanno fare le capriole. E’ grave. Da sempre una capriola ben fatta ti trascina in altri mondi, in luoghi sconosciuti ma vicinissimi. Questo bel libro di Maurizio Cometto – dedicato alle nonne – lo dimostra con quel misto di terrore e allegria che sta dentro le migliori fiabe.

Siamo in una delle tante zone magiche del Piemonte montagnoso che Cometto ha esplorato e forse in parte progettato… migliaia di anni fa, in una delle sue tante “vite bambine” quando era apprendista fantarchitetto.

Michele ha quasi 12 anni. Come i suoi amici, non tutti simpatici, ama gli alianti ed è disposto persino a un furtarello nella sua povera casa per comprarne uno nuovo. Tutto inizia qui: con un negozio pericoloso; con la leggendaria «signora Lena» … chissà se esisteva; certi misteriosi bagliori; con l’aliante che vola altissimo però ogni tanto sparisce e ricompare un poco cambiato.

I misteri si addensano quando l’aliante – ribattezzato Poiana per un motivo palese più forse uno inconscio – sparisce definitivamente. Peccato che in casa Michele non abbia un vocabolario, altrimenti potrebbe controllare se la parola «muta» ha un quarto significato, oltre quei tre ben noti.

Sarà bene o no andare alla Spianata del Contrario? Bisogna obbedire a un padre ubriacone o alla mamma che non usa la cinghia?

Riga per pagina, tu proprio tu che leggi potresti scivolare – come è accaduto prima a Cometto e poi a me – in qualche altrove, in «un posto che conosci molto bene e che non conosci affatto». Lo sa o “saicchia” chi passa qui il Marte-dì: ci sono tanti mondi.

Mi fermo. Come d’abitudine non sgroviglierò la trama: avventurosa ma facile da capire, come nelle fiabe più belle o nel miglior fantasy.

Farà bene Cometto a controllare che da questa parte della soglia – rubiamo la definizione a zia Ursula Le Guin – il suo romanzo abbia il copyright. Non solo per pubblicare a suo nome il necessario, indispensabile, urgente seguito ma perché quelle/i fra noi che, nonostante gli acciacchi, fanno ancora le capriole potrebbero rubargli qualche storia. Per un’incredibile coincidenza la settimana scorsa ho chiesto ad alcuni editori se erano interessati a un mio testo, intitolato «Michele e il telescopio d’altroquando»… Mi hanno detto che il titolo è stato “registrato” 107 anni fa da un certo Cometto: arrivo tardi anche questa volta, maledizione.

A proposito di ritardare. Nonostante ami molto Maurizio Cometto (*) ho rimandato per vari mesi la lettura di «Michele e l’aliante scomparso» (**) per il semplice motivo – a dirlo mi vergogno un pochino – che gli ebook mi suonano ancora scomodi; non si possono scarabocchiare e fare le orecchie nelle pagine dello schermo comporta trucchi che non ho appreso. Rimanda, rimanda… quando però ho iniziato a leggere di Michele, il mio computer è diventato bollente perché non lo chiudevo più. Confermo che non esagerano le tre frasi di lancio scelte dall’editore: «Se mi chiedessero, a bruciapelo, qual è l’autore italiano di narrativa fantastica che preferisco, risponderei Maurizio Cometto» (Valerio Evangelisti); «Il futuro della letteratura fantastica italiana – che ha una tradizione nobile e antica, dall’800 a Buzzati – sta in un ingegnere piemontese timido e appassionato di gatti e oroscopi» (David Frati, Mangialibri); «Maurizio Cometto è un narratore di razza, non un semplice scrittore, e questo basterebbe per farcelo amare» (Vincent Spasaro, autore de «Il demone sterminatore» e di «Assedio»). Dubbioso sugli oroscopi, allineato con tutto il resto.

Nei sentieri del fantastico di solito mi incammino nella fantascienza social-hard, meglio se sovversiva; dunque divergo un bel po’ da Cometto. Ma se lo incrocio e lui, un po’ timidamente appunto, mi mostra mondi “mozzafiato” perché dovrei resistergli?

(*) Qui in “bottega” abbiamo spesso ospitato con racconti e io ho recensito con entusiasmo alcuni suoi libri, addirittura sbilanciandomi così nel lontano 2008: Per i racconti di Cometto giù il cappello e applausi. Secondo me ha un suo stile inconfondibile, direi magico …. visto il genere. Eppure il Maurizio Cometto: I restauratori in apparenza somiglia pochino al Maurizio Cometto: Cambio di stagione oppure al Maurizio Cometto: l’ultimo giorno… E’ di Cuneo questo ingegnere così fantasioso ed è lì che, come noto, Totò fece il militare in un anno imprecisato; oggi Cometto vive a Collegno e certo molte persone ricorderanno il film di Totò «Lo smemorato di Collegno». Ce n’è per indagare: sui legami fra Cometto e De Curtis per ora non posso dirvi di più ma restate sintonizzati. [db]

(**) Maurizio Cometto, «Michele e l’aliante scomparso», Delos Digital, Odissea Digital Fantascienza 25, isbn: 9788865308998, ebook formato kindle (su Amazon.it) o epub (sugli altri store) con social drm (watermark) disponibile per euro 3,99, iva inclusa. Per acquistarlo on line vedi qui: https://www.fantascienza.com/21905/michele-e-l-aliante-scomparso-ecco-il-nuovo-romanzo-di-maurizio-cometto

 

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

Un commento

  • Cometto si mantiene al livello più alto della narrativa italiana e torna finalmente anche alle storie per ragazzi di ogni età (oggi li chiamano young adults) dopo “Il costruttore di biciclette” del 2006.
    Aspettiamo bramosi il secondo capitolo, sperando che un editore di grido si accaparri subito Michele.
    Riggs chi?

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