Pabuda: «Pioggia contemporanea»

Il meglio del blog-bottega /92…. andando a ritroso nel tempo (*)

ilMeglio-PabudaPIOGGIA

questa pioggia

piovendo
su di noi
e sulle nostre città
non lava più un bel niente.
il suo pioggiare
non è manco
più un vero cadere:
il più della pioggia
cola dai buchi di un cielo
di lamiere malrattoppate.
a volte trabocca
come fa il latte
da un pentolino surriscaldato.
ma è latte rancido, che peccato!
avventurarsi a danzare tra le gocce
non è una gioia ma una follia:
le ex-gocce devon’aver perso la testa
ed esplodono
come piccoli spruzzi sporchi.
persino i tuoni
han perso di personalità
e ricordan rantoli catarrosi.
è tutta una brutta faccenda
e qualcuno dovrà pagare
prima o poi.

per ora

paghiamo

noi

(*) Come l’anno scorso, ad agosto la “bottega” – che prima dell’11 gennaio 2015 fu blog – recupera alcuni vecchi post che a rileggerli, anni dopo, sono sembrati interessanti. Il motivo? Un po’ perché 10mila articoli (avete letto bene: 10 mila) sono taaaaaaaaaaanti e si rischia di perdere la memoria dei più vecchi. E un po’ perché nel pieno dell’estate qualche collaborazione si liquefà: viva&viva il diritto alle vacanze che dovrebbe essere per tutte/i. Vecchi post dunque… all’incirca di 5 anni fa: recuperati con l’unico criterio di partire dalla coda ma valutando quali possono essere più attuali o spiazzanti. Il “meglio” è sempre soggettivo ma l’idea è soprattutto di ritrovare semi, ponti, pensieri perduti… in qualche caso accompagnati dalla bella scrittura, dall’inchiesta ben fatta, dalla riflessione intelligente: con le firme più varie, stili assai differenti e quel misto di serietà e ironia, di rabbia e speranza che – speriamo – caratterizza questa blottega, cioè blog-bottega. (db)

 

Pabuda
Pabuda è Paolo Buffoni Damiani quando scrive versi compulsivi o storie brevi, quando ritaglia colori e compone collage o quando legge le sue cose accompagnato dalla musica de Les Enfants du Voudou. Si è solo inventato un acronimo tanto per distinguersi dal suo sosia. Quello che “fa cose turpi”… per campare. Tutta la roba scritta o disegnata dal Pabuda tramite collage è, ovviamente, nel magazzino www.pabuda.net

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