poesie per un Padre Nostro

 

 

 

 

 

poesie di David Aniñir, Mario Benedetti e Nicanor Parra

 

 

 

Padre Nuestro Latinoamericano – Mario Benedetti

Padre nuestro que estás en los cielos
con las golondrinas y los misiles
quiero que vuelvas antes de que olvides
cómo se llega al sur de Río Grande
Pdre nuestro que estás en el exilio
casi nunca te acuerdas de los míos
de todos modos dondequiera que estés
santificado sea tu nombre
no quienes santifican en tu nombre
cerrando un ojo para no ver las uñas
sucias de la miseria
en agosto de mil novecientos sesenta
ya no sirve pedirte
venga a nos el tu reino
porque tu reino también está aquí abajo
metido en los rencores y en el miedo
en las vacilaciones y en la mugre
en la desilusión y en la modorra
en esta ansia de verte pese a todo
cuando hablaste del rico
la aguja y el camello
y te votamos todos
por unanimidad para la Gloria
también alzó su mano el indio silencioso
que te respetaba pero se resistía
a pensar hágase tu voluntad
sin embargo una vez cada tanto
tu voluntad se mezcla con la mía
la domina
la enciende
la duplica
más arduo es conocer cuál es mi voluntad
cuándo creo de veras lo que digo creer
así en tu omniprescencia como en mi soledad
así en la tierra como en el cielo
siempre
estaré más seguro de la tierra que piso
que del cielo intratable que me ignora
pero quién sabe
no voy a decidir
que tu poder se haga o se deshaga
tu voluntad igual se está haciendo en el viento
en el Ande de nieve
en el pájaro que fecunda a la pájara
en los cancilleres que murmullan yes sir
en cada mano que se convierte en puño
claro no estoy seguro si me gusta el estilo
que tu voluntad elige para hacerse
lo digo con irreverencia y gratitud
dos emblemas que pronto serán la misma cosa
lo digo sobre todo pensando en el pan nuestro
de cada día y de cada pedacito de día
ayer nos lo quitaste
dánosle hoy
o al menos el derecho de darnos nuestro pan
no sólo el que era símbolo de Algo
sino el de miga y cáscara
el pan nuestro
ya que nos queda pocas esperanzas y deudas
perdónanos si puedes nuestras deudas
pero no nos perdones la esperanza
no nos perdones nunca nuestros créditos
a más tardar mañana
saldremos a cobrar a los fallutos
tangibles y sonrientes forajidos
a los que tienen garras para el arpa
y un panamericano temblor con que se enjugan
la última escupida que cuelga de su rostro
poco importa que nuestros acreedores perdonen
así como nosotros
una vez
por error
perdonamos a nuestros deudores
todavía
nos deben como un siglo
de insomnios y garrote
como tres mil kilómetros de injurias
como veinte medallas a Somoza
como una sola Guatemala muerta
no nos dejes caer en la tentación
de olvidar o vender este pasado
o arrendar una sola hectárea de su olvido
ahora que es la hora de saber quiénes somos
y han de cruzar el río
el dólar y su amor contrarrembolso
arráncanos del alma el último mendigo
y líbranos de todo mal de conciencia
amén.

da qui

 

UN PADRENOSTRO LATINOAMERICANO

Padre nostro che sei nei cieli
con le rondini e con i missili
voglio che tu torni prima di scordarti
come si arriva a sud del Río Grande

Padre nostro che sei in esilio
quasi mai ti ricordi della mia gente
in ogni caso, ovunque tu sia
sia santificato il tuo nome
non quelli che santificano il tuo nome
mentre chiudono un occhio per non vedere le ‎unghie sporche della miseria

Nell’agosto del millenovecentosessanta
non serve più chiederti
venga il tuo regno
perché il tuo regno è anche quaggiù
nei rancori e nella paura
nelle incertezze e nella sporcizia
nella disillusione e nell’indolenza
in quest’ansia di vederti a ogni costo

Quando hai parlato del ricco
l’ago e il cammello
e ti abbiamo votato tutti
all’unanimità per la Gloria
ha alzato la mano anche l’indio silenzioso
che ti rispettava però non si arrendeva
a pensare sia fatta la tua volontà

Eppure una volta ogni
tanto la tua volontà si mescola alla mia
la domina
la accende
la raddoppia
più arduo è sapere quale sia la mia volontà
quando credo davvero a ciò che dico di credere
come nella tua onnipresenza così nella mia ‎solitudine
come in cielo così in terra
sempre
sarò più sicuro della terra che calpesto
che del cielo impervio che mi ignora

eppure chi lo sa
non deciderò
che il tuo potere si faccia o si disfi
magari la tua volontà si sta facendo nel vento
nelle Ande di neve
nell’uccello che feconda la sua femmina
nei cancellieri che mormorano “yes sir”
in ogni mano che diventa un pugno

Ovvio, non sono sicuro che mi piaccia il modo
che la tua volontà sceglie per farsi
lo dico con irriverenza e gratitudine
due emblemi che presto saranno la stessa cosa
lo dico soprattutto pensando al pane nostro
di ogni giorno e di ogni pezzetto di giorno

Ieri ce l’hai tolto
daccelo oggi
o almeno il diritto di darci il nostro pane
non solo quello che era simbolo di Qualcosa
ma quello di crosta e mollica
il pane nostro
visto che ci restano poche speranze e debiti
perdonaci se puoi i nostri debiti
però non perdonarci la speranza
non perdonarci mai i nostri crediti

Al massimo domani
andremo a riscuotere ai falsi
tangibili e sorridenti banditi
a quelli che usano gli artigli per suonare l’arpa
e con un tremore panamericano si asciugano
l’ultimo sputo che pende dal loro viso

Non importa che i nostri creditori rimettano a ‎noi
i nostri debiti come noi
una volta
per errore
li abbiamo rimessi ai nostri debitori

Ancora
ci devono qualcosa come un secolo
di insonnie e di bastoni
come tremila chilometri di ingiurie
come venti medaglie a Somoza
come una sola Guatemala morta

Non ci indurre in tentazione
di scordare o vendere questo passato
o affittare un solo ettaro del suo oblio

Ora che è l’ora di sapere chi siamo
e devono attraversare il fiume
il dollaro e l’amore in contrassegno
strappaci dall’anima l’ultimo mendicante
e liberaci da ogni male della coscienza.

Amen.

da qui

 

Padre nuestro – Nicanor Parra

Padre nuestro que estás en el cielo

lleno de toda clase de problemas

con el ceño fruncido

como si fueras un hombre vulgar y corriente

no pienses más en nosotros.

 

Comprendemos que sufres

porque no puedes arreglar las cosas.

sabemos que el Demonio no te deja tranquilo

descontruyendo lo que tú construyes.

 

Él se ríe de ti

pero nosotros lloramos contigo:

no te preocupes de sus risas diabólicas.

 

Padre nuestro que estás donde estás

rodeado de ángeles desleales

sinceramente: no sufras más por nosotros

tienes que darte cuenta

de que los dioses no son infalibles

y que nosotros perdonamos todo.

 

Padre Nostro

Padre nostro che sei nei cieli
Gravato da ogni tipo di problema
Con la fronte aggrottata
Come se fossi un uomo qualunque
Non pensare più a noi.

Comprendiamo che soffri
Perché non riesci a risolvere le cose
Sappiamo che il demonio non ti lascia tranquillo
Disfacendo quello che tu hai fatto.

Lui ride di te
Eppure noi piangiamo assieme a te:
Non preoccuparti delle sue diaboliche risate.

Padre Nostro che sei dove sei
Circondato da angeli sleali
Sinceramente: non soffrire più per noi
Devi rendertene conto
Che non sono infallibili gli dei
E che noi altri perdoniamo tutto.

(Traduzione di Marco Ottaiano)

da qui

 

 

SALMO 1997 – David Aniñir

A Simón

Padre nuestro que estas en el suelo

Putificado sea tu nombre

Vénganos de los que viven en los faldeos de La Reina

Y en Las Condes Hágase señor tu unánime voluntad

Así como lo hacen los fascistas en la tierra -nuestra tierra –

Y los pacos en la comisaria

Danos hoy nuestro pan que nos quitan día a día

Perdona nuestras verdades

Así como nosotros condenamos

A quien no las entiende

No nos dejes caer en esta invasión

Y más líbranos del explotador.

Maaaaaaaaaaaammeeeeeéén

En el nombre del padre soltero

Del hijo huérfano

And the saint spirit.

(Q.E.P.D.)

da qui

(qui un’analisi del testo)

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

Un commento

  • carissimo Daniele, grazie per questi bei testi latinoamericani del Padre nostro. Sono sempre di struggente attualità. Li ho inoltrati a mio fratello Giorgio che ha passato gli anni della sua gioventù in America Latina lottando per la costruzione del Regno di Dio tra quei popoli e che ora è a Roma non-felice (tra parentesi vorrebbe organizzare un viaggio comunitario in Cile, specialmente Patagonia dove ha vissuto (e lottato) per tanti anni. Auguri di buon Natale di liberazione. Gianni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *