Perfidia – Bonifacio Angius

di Ismaele (*)

capita a volte di vedere un film che poi ti resta in testa, e allora, per i miei gusti, un film che mi parla anche dopo è un film che vale, non so se in assoluto, per me di sicuro.

 

Bonifacio Angius è al suo secondo film, il primo, “Sa Grascia” (qui) è un film solare, bucolico, fantastico, invece “Perfidia” è un film livido, freddo, oscuro, realistico.

padre e figlio sono quelli di “Un borghese piccolo piccolo”, di Monicelli, la città potrebbe essere qualsiasi città del Nord Est di Pietro Maso, in realtà la città è quelle quattro strade, col bar al centro, come in “Radiofreccia”, solo che non c’è nessuna via di fuga.

Angelino e suoi amici sono (ex) giovani, uomini senza qualità e senza futuro, se non in fondo a un bicchiere o  a un videopoker.

Angelino e suoi amici li conosciamo, sono quelli che alcuni di noi sono o sono stati, o almeno sono quelli che avremmo potuto essere, non sono altro da noi.

e il padre di Angelino (un attore bravissimo), che non interpreta il padre, è il padre, è il padre che abbiamo avuto, o avremmo potuto avere.

le donne sono un’altra specie, per Angelino, impossibile avere un rapporto appena umano, lui e suoi amici sembrano aver cominciato da ragazzini ad interpretare un ruolo, nella commedia umana, e poi ne sono rimasti imprigionati.

il film è rigoroso, impietoso, non ci sono scorciatoie, si ride e si scherza, anche, ma lo si fa sull’orlo dell’abisso.

cercatelo, non vi deluderà, non si abbassa verso lo spettatore, è lo spettatore che deve salire a un livello più alto del solito, per fortuna.

http://markx7.blogspot.it/2014/10/perfidia-bonifacio-angius.html

(*) Trovate questo appuntamento in blog ogni lunedì e giovedì sera: di solito il lunedì film “in sala” e il giovedì quelli da recuperare. Ismaele si presenta così: «“Tre film al giorno, tre libri alla settimana, dei dischi di grande musica faranno la mia felicità fino alla mia morte” (François Truffaut). Siccome andare al cinema deve essere piacere vado a vedere solo quei film che penso mi interessino (ognuno ha i suoi pregiudizi). Ne scriverò e mi potrete dire se siete d’accordo o no con quello che scrivo; ognuno vede solo una parte, mai tutto, nessuno è perfetto. Ci saranno anche film inediti, ma bellissimi, film dimenticati, corti. Non parlerò mai di cose che non mi interessano o non mi sono piaciute, promesso; la vita è breve non perdiamo tempo con le cose che non ci dicono niente» (db)

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

2 commenti

  • Visto tre giorni fa, e ancora mi ronza in testa. Mi sono identificato molto, forse troppo con Angelino. E mi si è aperta sotto i piedi una voragine, un urlo che muore in gola, soffocato.. Potrei essere io Angelino, in questo mio “magico” Nordest tutto Audi, figa, spritz, lega, skei, pseudocultura provinciale e braghe rotte purché Diesel.
    O sei dentro, integrato, o ne sei fuori, quindi emarginato. Ti isoli anche volutamente e necessariamente se non raggiungi, non superi il primo gradino dell’accettabilità sociale condivisa. O sei dentro o ne sei fuori.

    • Francesco Masala

      un film che non parla degli altri, un film che colpisce forte e bene, allora.
      mi sa che Bonifacio Angius bisogna tenerlo d’occhio.

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