Persecuzioni, ecumenismo e figure geometriche

recensione a «Papa Francesco e i pentecostali» di Raffaele Nogaro e Sergio Tanzarella

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Se non avessi grande stima dei due autori sinceramente non avrei letto un libro intitolato «Papa Francesco e i pentecostali» – ma il sottotitolo invece, «L’ecumenismo del poliedro», intriga assai – di Raffaele Nogaro e Sergio Tanzarella, con introduzione di Giovanni Traettino, che è appena uscito per le edizioni Il pozzo di Giacobbe [160 pagine per 10 euri].

Ma così sarei rimasto ignorante su almeno due questioni importanti.

La prima riguarda l’oggi e cioè l’incontro pubblico e il dialogo – a Caserta il 28 luglio 2014 – fra il papa che ha voluto chiamarsi Francesco e Giovanno Traettino, pastore dei pentecostali ovvero la “Chiesa della rinconcilazione”: Bergoglio ha chiesto perdono per le molte – antiche e recenti – persecuzioni che i cattolici hanno messo in atto contro i pentecostali e questo gesto, come altri simili, non è piaciuto a parte della “sua” Chiesa.

La seconda questione è di carattere storico: sapevo solo vagamente che il fascismo prima e poi purtroppo anche la repubblica democratica (ma nella versione anticomunista e cattointegralista della Dc con Mario Scelba ministro degli Interni) aveva ostacolato la libertà di culto e di parola dei «protestanti» o presunti tali.

Partiamo da questo secondo aspetto che Sergio Tanzarella esamina ampiamente nel libro, chiarendo che molto c’è ancora da studiare. Se questa recensione fosse un elenco di «scor-date» ecco un piccolo calendario delle persecuzioni, grandi e piccole, subite dai pentecostali: in provincia di Avellino, a Rotondi, «il 16 settembre 1927 il parroco Giuseppe Vele capeggia un gruppo di giovani armati di bastone per impedire il culto della locale comunità»; uno dei passaggi decisivi dell’alleanza Vaticano-fascismo contro i “protestanti” è la circolare del 10 aprile 1928 in cui «il potentissimo e temuto capo della polizia Arturo Bocchini» invita i prefetti delle province dove sono presenti i pentecostali (circa 150 gruppi di cui «solo una decina nel centro nord, 85 nel centro sud e oltre 50 in Sicilia») a disporre indagini; si sta preparando il clima che porterà alla «famigerata circolare 600/158 emanata da Guido Buffarini Guidi, sottosegretario al ministro dell’Interno» che il 9 aprile 1935 spiega che questo culto «non può ulteriormente essere ammesso nel Regno», trattandosi di «pratiche religiose contrarie all’ordine sociale e nocive all’integrità fisica e psichica della razza» (razza, avete letto bene). Fin qui il fascismo ma quando l’Italia conquista una Costituzione democratica c’è chi… non si rassegna: Scelba a esempio che, il 10 febbraio 1953, rispondendo a una interpellanza parlamentare afferma: «L’esercizio del cosiddetto culto pentecostale non è ammesso in Italia per la particolarità dei riti, i quali si sono dimostrati nocivi alla salute psichica e fisica degli adepti» (bugie che ripetono quasi testualmente le fantasiose perizie di alcuni “psichiatri” d’epoca fascista); con le stesse parole si esprimono un anno dopo – il 2 febbraio 1954 – «i presidenti delle conferenze episcopali regionali» riuniti a Pompei e vale citare almeno qualche brano della loro lettera: «Dobbiamo denunciare l’intensificata propaganda protestante, ordinariamente di origine straniera, che viene a seminare anche nel nostro Paese perniciosi errori […] a staccare dal seno della Chiesa cattolica […] popolazioni semplici, speculando sulle loro misere condizioni materiali; e tutto ciò con evidente vantaggio […] del comunismo ateo».

Anche la prima parte del libro, scritta dal vescovo «indocile» Raffaele Nogaro mi ha molto colpito. Non entro però nel merito delle argomentazioni religiose soprattutto perché non essendo io cristiano – e comunque diffidando di tutte le religioni organizzate – solo in minima parte seguo Nogaro su questo cammino. Ovviamente anche i laici, gli atei o gli agnostici sono contenti se le diverse religioni dialogano invece di farsi guerra… purché questo rispetto reciproco si estenda ai non credenti; purtroppo si è spesso visto, anche di recente, che i “portavoce” dei cristiani, ebrei e musulmani divisi su quasi tutto poi si trovano alleati per negare i diritti minimi alle “minoranze” politiche, religiose o di qualche orientamento sessuale non gradito (ma anche fra i cristiani del nostro Paese ci sono, è ovvio, le eccezioni: a esempio i Valdesi).

Per capire il misterioso «poliedro» del sottotitolo lascio la spiegazione religiosa/geometrica a papa Francesco stesso nel discorso tenuto a Caserta quel 28 luglio 2014: «Noi siamo nell’epoca della globalizzazione e pensiamo cosa sarebbe la unità nella Chiesa: una sfera, dove tutti i punti sono equidistanti dal centro, tutti uguali? No. Questa è uniformità. E lo Spirito Santo non fa uniformità. Che figura possiamo trovare? Pensiamo al poliedro: il poliedro è una unità ma con tutte le parti diverse; e ognuna conserva e ha la sua peculiarità, il suo carisma. […] unità nella diversità. In questo cammino noi cristiani facciamo ciò che chiamiamo ecumenismo».

Con altre parole lo dice Amin Maalouf, citato poi da Tanzarella: «Ciascuno di noi dovrebbe essere incoraggiato ad assumere la propria diversità, a concepire la propria identità come la somma delle sue diverse appartenenze invece di confonderla con una sola, eretta ad appartenenza suprema e a strumento di esclusione, talvolta a strumento di guerra».

Il libro si chiude con i discorsi del pastore Traettino e del papa. Una lettura interessante per tutte e tutti, non credenti inclusi. Ovviamente resta da vedere, per quel che riguarda il Vaticano, se alle parole seguiranno i fatti… per ora gran parte degli apparati cattolici si muove nella direzione opposta a quella che Bergoglio indica.

Rubo due considerazioni a una mia saggia amica. «Da un punto di vista teologico Bergoglio supera l’impostazione ratzingeriana che non reputava possibile alcun incontro su un piano di parità e inclusione con le altre comunità di culto cristiane (Dichiarazione Dominus Jesus del 2000); da un punto di vista storico colpisce che le conseguenze dell’ignobile circolare fascista Buffarini-Guidi abbiano trovato validità molto oltre l’emanazione della nostra ricca e democratica Costituzione». Sempre lei mi fa notare, altrimenti mi sarebbe sfuggito, che i diritti di «Francesco e i Pentecostali» sono stati ceduti a Casa Rut, un centro d’accoglienza per donne straniere in difficoltà.

Infine, se non conoscete i due autori, ecco qualche breve nota.

Raffaele Nogaro è vescovo di Caserta, punto di riferimento contro la criminalità organizzata, fervente pacifista e attivissimo per una politica di accoglienza e integrazione a favore dei migranti

Sergio Tanzarella è docente di Storia della Chiesa a Napoli e alla Gregoriana, nonché autore di molti libri fra cui quello sulla Prima guerra mondiale, «La grande menzogna», assai lodato in codesta bottega.

 

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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