Pianeti nomadi o fantapianeti

di Roberto Flaibani, ripreso da il13mocavaliere

Anche se la notizia non è certo fresca, l’esistenza dei cosidetti pianeti nomadi non è di quelle che si possano scordare in fretta. Dato che è ormai quasi un anno che non leggo novità in merito, ho pensato che i lettori del 13mo Cavaliere avrebbero gradito trovare un riepilogo della situazione, ma non mi stanco di ripetere: le cifre sotto riportate in relazione al numero dei pianeti nomadi esistenti nella Galassia sono sconvolgenti per la loro enormità e vanno prese con molta cautela. E’ utile ricordare che sia il microlensing gravitazionale che l’esistenza dei pianeti vagabondi sono due settori di studio ancora nuovi. Forse l’atteggiamento più consono da tenere in questi casi è quello di Debra Fischer (Yale University): “Sarebbero una specie di gramigna dello spazio” ha dichiarato a Nature, non senza un tocco di humour.

Pare proprio, infatti, che questi corpi celesti esistano veramente, e vaghino in grande numero nello spazio profondo seguendo il senso di rotazione galattico. Oggi disponiamo però di una prima base teorica, che […]

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(*) Con questo post continuano in “bottega” – tendenzialmente ogni domenica ma ogni regola avrà le sue eccezioni – la collaborazione e lo scambio di link con “Il Tredicesimo Cavaliere 2.0ovvero <https://il13mocavaliere.wordpress.com> che si è da poco rinnovato. Intanto il vecchio sito cioè Il Tredicesimo Cavaliere <https://iltredicesimocavaliere.wordpress.com> resta online con più di 250 articoli pubblicati fra aprile 2010 e giugno 2016. [db]

 

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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