«Piccola città» (1977)

Una storia comune di eroina: fra la Maremma e il mondo

di Enrico Fletzer

Fare i conti con l’ignoranza e la deresponsabilizzazione sembra essere il motto di questo bellissimo e illuminante libro di Vanessa Roghi, figlia di un ex consumatore di eroina che dalla Maremma è emigrata a Roma per lavorare come autrice per La Grande Storia di RaiTre e di La lettera Sovversiva. Da Don Milani a De Mauro. Il potere delle parole.

Nelle ricostruzioni di un compagno che all’epoca lavorava alla Questura, Vanessa da bambina spiccava per la sua grande intelligenza e acutezza mentre il padre aveva rischiato forte presentandosi una volta sul posto di lavoro gridando «Mani in alto, questa è una rapina».

A parte i dettagli (anche a fronte del fatto che suo babbo poi si sia disintossicato finendo a fare il sindacalista nei Paesi Bassi) e le storie che riguardano gli utilizzi delle sostanze della generazione precedente all’autrice, il libro pare un pretesto per Vanessa per ricostruire un periodo in quel di Maremma dove usciva un quotidiano che si chiamava il Telegrafo e la stampa era particolarmente codina. Erano i tempi della caccia al capellone nella piccola Kansas City come lo scrittore iconoclasta Luciano Bianciardi chiamava Grosseto.

E’ da notare – in occasione della presentazione (curata dalla Libreria Bastogi di Orbetello) – come dopo quarant’anni come la situazione rispetto alla percezione del fenomeno delle droghe sulla stampa quotidiana non sia tanto cambiata.

Tanto per cominciare da il manifesto alla La nazione passando per Il tirreno si parla molto spesso di Droga creando una palese ipostatizzazione del fenomeno inserendolo in una connotazione malefica di stampo religioso. Alimentata anche dagli indubbi pericoli legati alle politiche che circondano la più venerabile e temuta sostanza. Ma anche dalla misteriosa congerie di servizi, mafie e “comunità”, polizie, operatori e financo giornalisti che sulla narrativa tossica traggono la loro ragione di vita facendo da pendant con le campagne di disinformazione più in generale.

Sono notevoli le differenze interpretative del fenomeno delle droghe illegali e della loro velocissima diffusione negli anni Settanta. Per i retrogradi del PCI era chiaramente un fenomeno di fuga dalla realtà mentre per molti protagonisti, come Carlo Rovelli, cannabis era il pane quotidiano mentre LSD era una forma importante per quanto da trattare con cautela di introspezione e di arricchimento culturale. Per quanto riguarda l’eroina valutazioni serie erano ovviamente presenti nel “movimento” ma poco articolate dalla società ufficiale. Qui di nuovo la narrativa corrente sembra rimandare addirittura a un piano di avvelenamento programmato della gioventù rivoluzionaria negli anni Settanta. Una delle poche voci alternative era costituita dalla rivista Re Nudo anche se visioni più complesse e meno schematiche nascevano all’epoca pure nell’area anarchica e autonoma. Con l’organizzazione di esperienze di mutuo soccorso tra consumatori, il primo e importante inizio delle iniziative di riduzione del danno prima della sua istituzionalizzazione.

Il libro di Vanessa Roghi è anzitutto una ricostruzione bellissima della storia politica e sociale della Maremma, da consigliare a chiunque voglia passare per queste terre. accompagnando degnamente il mitico I minatori della Maremma di Luciano Bianciardi e Carlo Cassola in quella terra amara di cui cantava Caterina Bueno.

E’ – o almeno appariva – una storia del passato che adesso ritorna a fronte del picco di decessi per overdose verificatisi durante questi questi ultimi mesi nel Nord-est e che sono in gran parte legati alla diffusione di potentissimi ed economicissimi oppioidi di sintesi provenienti per la maggior parte dalla Cina. Una nemesi storica considerando come in Cina ai tempi della guerra dell’oppio chiamassero l’eroina «l’oppio dei cristiani» mentre ora anche fra le sostanze di abuso la Cina comanda.

Ma negli anni Settanta è a partire dalle speculazioni sulla presenza in Italia di un personaggio come Ronald Stark (*) morto misteriosamente, collaboratore dei servizi segreti e diffusore di varie sostanze, oltre che detenuto insieme a membri della lotta armata e del movimento alternativo degli anni Settanta. E’ il corollario ancora piuttosto oscuro che ruota intorno alla leggendaria operazione Blue Moon.

Per inquadrare il fenomeno della complicità dei servizi segreti secondo cui tutti si mettevano a iniettarsi eroina dopo che l’erba era finita, bisognerebbe cominciare dal quasi introvabile ma fondamentale La politica dell’Eroina di Alfred McCoy (**) il libro che la CIA voleva vietare e che inspirò la pellicola Air America di Roger Spottiswoode interpretato da Andrew McDowell Junior e da Mel Gibson per ricostruire la genesi del mercato illegale a partire da quello legale e la gestione sotto copertura che differenzia notevolmente il servizio segreto francese (tutto teso a guadagni per autofinanziarsi) e l’approccio geopolitico strategico statunitense secondo cui non bisogna mai sporcarsi le mani … ma con evidenti complicità indirette. Consiglio di cuore di procurarsi l’edizione del 2005 in lingua inglese del libro di McCoy invece della fotocopia della traduzione Rizzoli nel 1972.

Tornando a Piccola città del 1977, Vanessa Roghi (figlia di una persona che usava eroina negli anni Settanta) marca sicuramente una differenza dalle teorie cospirazioniste in parte palesate nella tipica dietrologia italiana da alcuni autori come Giancarlo De Cataldo e sicuramente diffusissime nella sinistra. Le droghe, anche quelle con caratteristiche di alta tossicità, sono sostanzialmente una risposta dell’individuo a stimoli ambientali e soggettivi. Non alla manipolazione esterna. Una tossicità che per gli oppiacei assunti legalmente è per molti versi minore di quella provocata dell’alcool. Così è … anche se non vi pare.

Tutt’altro discorso la miseria dei consumatori, per la maggior parte riconducibile alla criminalizzazione. E su questi fenomeni la sinistra italiana è ancora in estremo ritardo. Anche senza il “mitico” Telegrafo.

(*) in rete c’è qualche notizia – e ipotesi – in più: per esempio qui L’Italia liberata dalla CIA e dalla mafia | Il Blog di Beppe Grillo oppure qui Operazione Blue Moon/2. La guerra non ortodossa in Italia …

(**) di Alfred Mc Coy abbiamo parlato qui: Mc Coy e la tortura “inevitabile” dei governi Usa

 

La Bottega del Barbieri

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