Piove cemento: 23 mila mq per l’Arca di Cesena

di Davide Fabbri (*)

NUOVA FOLLIA URBANISTICA: UN GRANDE STABILIMENTO LOGISTICO DI ARCA SPA IN AREA AGRICOLA A CESENA

Il potere del cemento a Cesena non finisce mai. Cambiano i “direttori d’orchestra”, mutano i sindaci del PD, la musica” resta la stessa.

Il 19 maggio è convocata la Commissione consiliare comunale per valutare e discutere una folle proposta di ARCA spa, condivisa dalla Giunta comunale fintamente ambientalista del sindaco Enzo Lattuca. La proposta di delibera andrà in approvazione nella seduta del Consiglio comunale di Cesena (in videoconferenza causa emergenza da coronavirus) convocata per il 28 maggio prossimo.

Si prevede di approvare il progetto presentato da ARCA in data 16 dicembre 2019 per la costruzione – lungo la via San Cristoforo a Pievesestina di Cesena – di un unico corpo di edificio di ben 23.000 mq e alto almeno 13 metri, su circa 5,7 ettari di suolo agricolo. L’obiettivo è realizzare un centro distributivo logistico di merci alimentari deperibili, attraverso una procedura accelerata di Variante al Piano Regolatore Generale. Con l’appoggio politico del PD.

ARCA spa è la nota azienda della grande distribuzione alimentare che ha già deturpato (su volontà dell’ex sindaco Paolo Lucchi del PD) nelle adiacenze dell’autostrada A14 a Pievesestina il panorama delle campagne cesenati.

Ora vuole un enorme capannone, un corpo unico di costruzione con cella frigorifera su terreni agricoli, completamente vergini. I cittadini non sono stati minimamente informati.

ARCA è una società protagonista della GDO (Grande Distribuzione Organizzata), con ampio centro logistico di distribuzione dei prodotti ARCA-FAMILA-AeO, appunto a Pievesestina di Cesena, lungo l’autostrada A14. Fa parte del Gruppo Unicomm di Vicenza. Nasce nel 1972 quando alcuni grossisti della Romagna, decisero di realizzare un gruppo integrato per aumentare la loro forza contrattuale nei confronti dell’industria. All’inizio degli anni ’80, con l’ingresso nel Gruppo Selex, ARCA ha rafforzato il proprio posizionamento nell’ingrosso alimentare. Negli anni ’90 c’è stato lo sviluppo dei primi supermercati con le insegne Super A&O, Famila e Svelto A&O. Oggi ARCA conta più di 90 supermercati e 13 cash&carry per un totale di circa 1.200 dipendenti.

Il terreno agricolo di Cesena che si vorrebbe trasformare in area edificabile è nell’ angolo nord-ovest della rotonda fra la via San Giuseppe e la strada provinciale di San Cristoforo.

Il presidente del Gruppo ARCA spa è Giovanni Baldacci (lo vedete nella foto qui sopra), anche alla testa della Confcommercio di Longiano. Il presidente del Gruppo ARCA gestisce le insegne A&O, Famila, Svelto A&O, cash&carry C+C e Dpiù in Romagna e nelle Marche.

Il pretesto – adottato da ARCA spa e fatto proprio dalla Giunta del sindaco Lattuca – è che sul territorio cesenate non ci sarebbero aree destinate agli impianti produttivi (e/o che quelle che ci sono, non sarebbero idonee ai loro scopi). Così spunta una interpretazione normativa – a dir poco forzata – dell’articolo 8 del DPR numero 160 del 7 settembre 2010, e dell’articolo 53 dell’ultima legge urbanistica regionale (la 24 del 21 dicembre 2017) sulla tutela e l’uso del territorio, impropriamente definita «Legge urbanistica sul consumo di suolo zero». L’art. 53 in questione regolamenta il cosiddetto “Procedimento unico”: attività produttive strategiche a livello nazionale-regionale che di fatto vengono equiparate a opere di interesse pubblico. Pertanto il sacrosanto principio proclamato in maniera elettoralistica dagli amministratori del PD («consumo di suolo zero») è destinato a essere scavalcato da continue e insopportabili deroghe.

Chi ha controllato – all’interno degli uffici della macchina comunale – che ARCA affermasse il vero rispetto all’assenza di aree produttive idonee? Dal punto di vista urbanistico, la pratica è stata istruita dagli uffici del settore urbanistica: gli architetti Pierluigi Rossi ed Emanuela Antoniacci, quest’ultima dirigente del Settore Governo del Territorio.

Lo studio tecnico di fiducia di ARCA spa è lo studio associato Preger: di Marco e Edoardo Preger, quest’ultimo già sindaco della città dal 1992 al 1999, uomo di riferimento del PD dell’intera Regione Emilia-Romagna.

ARCA ha già ottenuto i permessi per realizzare capannoni industriali e logistici su un’altra area nel territorio cesenate, che poi ha venduto come edificabile con lauto guadagno. Non poteva ARCA costruire lì il suo immenso frigorifero / centro distributivo logistico di merci alimentari deperibili? Oppure non può ampliare il suo già mastodontico scatolone-capannone nei pressi dell’autostrada A14 a Pievesestina, dove ci sono già tutte le infrastrutture realizzate (opere di urbanizzazione con strade e parcheggi) con una previsione di piano regolatore che lo consente? Il Piano Particolareggiato di Pievesestina accanto all’autostrada A14 – di ben 27 ettari – è stato realizzato solo per metà; attualmente tantissimi lotti edificabili sono liberi.

Non solo: nella zona di San Cristoforo individuata da ARCA le strade non sono adeguate a sostenere l’andirivieni di eventuali camion e tir frigoriferi che ogni giorno e notte dovrebbero fare la spola dal nuovo centro distributivo logistico. Per non parlare dell’inquinamento acustico e da smog, con enormi rumorose macchine costantemente in funzione per garantire la temperatura delle celle.

Possibile che non ci siano aree più adatte alle esigenze della collettività? Possibile che le società di grandi capitali – come ARCA – possano fare quello che loro pare, dove vogliono e in poco tempo, con procedure amministrative accelerate, mentre i cittadini-sudditi non possono ristrutturare casa senza aspettare di invecchiare, affogando in un mare magnum di burocrazia?

Il suolo agricolo dovrebbe essere un bene prezioso da tutelare.

«Consumo di suolo zero»? A Cesena questo slogan non ha senso perché la politica del governo locale, cioè del PD, è sdraiata acriticamente sulle richieste dei grandi gruppi di potere economico, con l’avallo incondizionato del sindacato confederale.

Su una vicenda così importante desidero mettere alla prova le forze di opposizione di questa città. Non voglio avere pregiudizi. Sono curioso di vedere le loro mosse.

E sono altrettanto curioso su ciòche farà il movimento dei giovani di “Fridays For Future”.

Cesena, 16 maggio 2020

Davide Fabbri, ecologista e blogger indipendente

 

La Bottega del Barbieri

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *