Prato: scioperi, multe e decreti “sicurezza”

L’appello dei Giuristi Democratici, l’assemblea del 7 gennaio e la mobilitazione indetta per il 18

«Solidarietà a chi sciopera», due ragazze multate a Prato

Reato di Solidarietà. Anche due 18enni sanzionate per aver manifestato con gli operai sfruttati in lotta da mesi. Applicata la norma del decreto Sicurezza: 4 mila euro per «blocco alla circolazione»

di Riccardo Chiari (*)

C’è stato bisogno della lettera aperta di due studentesse toscane di 17 e 18 anni iscritte a due licei fiorentini, per dare un minimo di visibilità alle 21 multe fino a 4.000 euro che si sono abbattute sulla schiena dei lavoratori immigrati della Tintoria Superlativa di Prato.

Le ragazze di Prato solidarizzano con alcuni lavoratori della tintoria Superlativa e i sindacalisti del Si Cobas

Operai pachistani e africani, puniti per il reintrodotto reato di «blocco stradale» a causa di un picchetto, durante una lunga vertenza tesa a far rispettare i loro diritti dentro una azienda a conduzione cinese, dove gli operai venivano pagati meno di 1.000 euro per turni di lavoro di 12 ore, sette giorni su sette, e dove il ritardo dei pagamenti è di mesi e mesi. Una situazione così patologica da aver convinto anche la procura pratese ad aprire una inchiesta, dopo i controlli dell’Ispettorato del lavoro che per la terza volta in quattro anni hanno portato a sanzionare l’azienda.

IL SI COBAS, IL SINDACATO di base che ad ottobre aveva organizzato la protesta, e che aveva visto la sua delegata Sarah Caudiero ferita a un piede quando un’auto uscita dalla Superlativa aveva forzato il sit-in degli operai, denuncia che si è trattato di una delle prime applicazioni di una norma contenuta nel «decreto sicurezza», voluto dall’ex ministro Matteo Salvini e accettato, nei fatti, anche dal governo in carica.
Un provvedimento nei confronti di chiunque blocchi, ostruisca o ingombri la circolazione, giustificato dal vecchio governo M5S-Lega con la necessità di fronteggiare gli episodi che compromettono la sicurezza dei trasporti e la libera circolazione. Ma che per molti giuristi è invece finalizzato a punire in modo esemplare chi si riunisce in strada per manifestare, o picchetta fuori le fabbriche, le scuole o le istituzioni.

«LA MATTINA DEL 16 OTTOBRE abbiamo letto dell’investimento di una sindacalista davanti alla fabbrica – hanno raccontato Elena e Margherita nella loro lettera aperta – i cui operai da mesi sono in sciopero perché non vengono pagati. Quella mattina abbiamo deciso di andare pure noi davanti a quei cancelli, per manifestare la nostra vicinanza tanto agli operai quanto alla sindacalista ferita. Non ci sembrava che chiedere il rispetto di un contratto potesse essere in un qualche modo criminale, ma le multe che sono state recapitate anche a noi e ad altri 21 operai questo farebbero pensare».

ASSISTITE DAI GENITORI, le due ragazze che vivono a Montopoli Valdarno e Sesto Fiorentino e fanno parte dell’Iniziativa antagonista metropolitana hanno già presentato ricorso in prefettura e un appello rivolto al prefetto di Prato Rosalba Scialla e alle istituzioni cittadine contro la sanzione ricevuta, e segnalano: «Da quasi quattro mesi è in carica un governo che purtroppo non ha ancora trovato il tempo per eliminare una legge fascista come il decreto sicurezza. La nostra speranza è che questo tempo si trovi al più presto, per cancellare una norma ingiusta».

Ce n’è anche per Salvini: «Non ci piacciono le sue parole di odio, e come giovani ci sentiamo doppiamente attaccati dalle sue politiche, perché il paese che vorrebbe costruire è quello che, un giorno, erediteremo noi».

PER PROTESTARE CONTRO le sanzioni, alla vigilia di Natale c’è stata una piccola manifestazione davanti alla Prefettura. Fra i partecipanti anche esponenti di Rifondazione, che lancia un appello: «Ci piacerebbe che il ‘fronte unico antifascista’ si manifestasse anche in casi del genere. Noi continueremo ad essere a fianco degli operai e dei sindacati che portano avanti questa lotta. Sarebbe comunque un bel segnale se anche altri partiti e movimenti che si richiamano ai valori della Costituzione e dell’antifascismo solidarizzassero concretamente con questi lavoratori».

Per il 7 gennaio prossimo è stata indetta un’assemblea pubblica, in vista di una intera giornata di mobilitazione il 18 gennaio.

(*) pubblicato sul quotidiano «il manifesto» il 28 dicembre 2019

Legge Salvini: «abolitela» chiede Giuristi Democratici (**)

L’Associazione Nazionale Giuristi Democratici manifesta il proprio «forte sconcerto per la decisione di infliggere sanzioni fino a quattromila euro -il massimo consentito- a taluni lavoratori del sindacato SI Cobas e altri manifestanti solidali di Prato, colpevoli solamente di aver esercitato i propri diritti costituzionali allo sciopero, alla riunione ed alla libera manifestazione del pensiero».
Si tratta di una delle prime applicazioni dell’articolo 23 della Legge Salvini, una normativa che
«conferma la sua ispirazione autoritaria e repressiva volta a soffocare ogni conflitto sociale».

«Ciò è tanto più grave in questo caso, data la condizione di precarietà e sfruttamento dei lavoratori colpiti, in buona parte immigrati, deprivati – affermano i Giuristi democratici – di ogni possibilità di denunciare le gravi violazioni del diritto e della dignità umana di cui sono oggetto e di mobilitarsi contro di esse».
L’Associazione si associa
«alla lunga serie di soggetti politici e sociali che chiedono con sempre maggior forza l’abolizione dei cosiddetti decreti sicurezza che ogni giorno di più rivelano la propria natura di strumento al servizio di chi vuole mantenere nella società italiana le attuali diseguaglianze, aggiungendovi la repressione del dissenso».

(**) ripreso da www.controlacrisi.org

 

Redazione
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Un commento

  • Daniele Barbieri

    Prato: «Fogli di via illegali», vince Si Cobas
    Segnalo l’articolo de «il manifesto» e subito dopo il commento di Radio Onda d’urto.

    Il Consiglio di Stato ha bocciato il ricorso del questore di Prato contro la decisione del Tar che aveva sospeso i «fogli di via obbligatori» emessi dalla Questura nei confronti dei due sindacalisti del Si Cobas Sarah Caudiero e Luca Toscano, accusati di «picchetti» davanti alle tintorie di Prato a partire dalla Superlativa, gestita da cinesi e al centro di una lunga vertenza per il rispetto dei diritti dei lavoratori migranti.
    «È l’ennesima batosta per il questore Alessio Cesareo, la sentenza parla molto chiaro – commenta il Si Cobas – il Consiglio di Stato afferma che “il foglio di via obbligatorio non può atteggiarsi a surrettizio, indebito, strumento di repressione della libertà sindacale e del diritto di sciopero e, in ultima analisi, in una misura antidemocratica”.
    Insomma, dove il questore Cesareo e il sindaco Biffoni vedono illegalità da reprimere, un organo di massima autorevolezza e di rilievo costituzionale, vede esercizio democratico del diritto di sciopero e organizzazione sindacale. Cosa altro serve a far cessare la criminalizzazione dei picchetti ai cancelli delle aziende da noi promossi?
    Un motivo in più per ribadire a gran voce le richieste avanzate dalla Marcia per la Libertà del 18 gennaio: Cesareo si dimetta, e il sindaco Biffoni chieda scusa ai lavoratori.
    (da il manifesto)
    Nuova vittoria per Si Cobas e solidali a Prato. Bocciato il ricorso al Consiglio di Stato presentato dalla Questura contro la decisione del TAR di sospendere i fogli di via emessi nei confronti dei due responsabili del Si Cobas di Prato Sarah e Luca .
    Il provvedimento questurino voleva impedire la reiterazione dei “picchetti” ai cancelli di aziende in lotta come Tintorie DL, Fada, Superlativa e Panificio Toscano. La sentenza parla molto chiaro: “il foglio di via non può essere atteggiarsi a surrettizio, indebito, strumento di repressione della libertà sindacale e del diritto di sciopero e, in ultima analisi, in una misura antidemocratica”.
    Ora la palla torna al Tar, l’11 febbraio, per la sentenza definitiva. Sabato a Roma i Si Cobas lanciano un’assemblea aperta a realtà sociali e politiche contro l’ondata di misure liberticide in Italia.
    Per ascoltare o scaricare il commento di Aldo Milani – Coordinatore Nazionale Si Cobas – andare su Radio Onda d’Urto

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