Prigogine: teoria della complessità e “nuova alleanza”

Rielaborazione di Remo Agnoletto della nota biografica di Domenico Turco (da www.ildiogene.it)

VITA

Ilya Prigogine (Mosca, 25 gennaio 1917 – Bruxelles, 28 maggio 2003) era di famiglia ebraica: il padre, Ruvim Abramovič Prigožin ingegnere chimico e la madre, Julija Vichman, pianista. E’ stato uno dei grandi protagonisti della cultura filosofica e scientifica del XX secolo, con il Nobel per la chimica, nel 1977, per le sue scoperte nell’ambito della termodinamica.

A partire dal 1947 insegnò fisica e chimica all’università di Bruxelles e, venti anni dopo, diresse il prestigioso Center for Statistical Mechanics and Thermodynamics dell’università del Texas. In questa sede però non ci occuperemo dei meriti scientifici di Prigogine ma in quanto filosofo e teorico della complessità. La teoria della complessità è forse l’aspetto più innovativo della prospettiva di Prigogine, il cui pensiero si radica nella scienza senza per questo restringersi sui problemi da essa suggeriti.

PENSIERO

Prigogine afferma una nuova logica scientifica, valida per le scienze esatte e per quelle del ramo umanistico. Alla base c’è una sfiducia sull’idea che la natura segua sempre la via più semplice. In realtà è vero il contrario: il funzionamento della macchina-natura è dovuto alla complessità dei processi a carattere irreversibile. Prigogine perviene a questa soluzione esaminando il fenomeno della termodinamica noto come entropia. Nell’evoluzione storica dell’universo, infatti, c’è un evento eccezionale, perché smentisce il graduale passaggio dell’energia dall’ordine al disordine (l’entropia appunto). Questo evento sui generis, di gran lunga l’esempio più eclatante di energia ordinata nell’universo, fu il sorgere della vita sulla Terra e la conseguente esistenza delle varie forme di vita, caratterizzate – come altri processi irreversibili – dall’autoorganizzazione.

L’auto-organizzazione si avventa contro il presunto equilibrio dell’ordine naturale e quindi contro l’idea anacronistica e antiscientifica della semplicità dei fenomeni, alla quale va contrapposta la complessità, che è necessariamente assenza di equilibrio energetico (entropia) e disordine fisico. Non si tratta tuttavia di una disgregazione sterile, fine a se stessa, ma di un non-equilibrio dal quale sorge continuamente un tipo differente di ordine.

In tal modo la natura crea sistemi dissipativi quali gli esseri viventi. La loro caratteristica è influire sullo squilibrio dell’energia assorbendola e restituendola esternamente sotto forma di calore.

Prigogine sviluppa in senso filosofico il concetto di complessità facendone il cardine di una rinnovata razionalità, che vinca la sfida dell’essere-complesso integrando punti di vista finora inconciliabili: cioè la cultura umanistica, quindi il mondo delle arti e delle scienze umane, con la cultura scientifica, la costellazione delle scienze esatte, fisico-naturali, e chimiche. La nuova alleanza fra umanesimo e scienze della natura si presenta come un’autentica rivoluzione, una rottura epistemologica rispetto alla tradizione occidentale, che separava un po’ artificialmente le due culture, senza cogliere, insieme alle differenze, il nesso profondo che le collega. Entrambe, sia arti che scienze, studiano o creano sistemi complessi, operando nel segno della complessità

OPERE DI PRIGOGINE

Introduzione alla termodinamica dei processi irreversibili [1954], Sansoni

con P. Glandsdorff, Strutture, stabilità e fluttuazione [1971]

con Isabelle Stengers, La nuova alleanza. Metamorfosi della scienza, Einaudi [1981]

Dall’essere al divenire. Tempo, complessità nelle scienze [1980]

con Gregoire Nicolis, Le strutture dissipative. Auto-organizzazione dei sistemi termodinamici in non-equilibrio, Sansoni [1982]

con Isabelle Stengers, Tra il tempo e l’eternità [1988], Boringhieri

con G. Nicolis, La complessità. Esplorazioni nei nuovi campi delle scienze [1987], Einaudi

La nascita del tempo. Le domande fondamentali dei nostri giorni, Theoria [1991]

Le leggi del caso, Laterza [1993]

La fine delle certezze: il tempo, il caos e le leggi di natura [1997], Boringhieri

con Dilip Kondepudi, Termodinamica. Dai motori termici alle strutture dissipative, Boringhieri [2002]

Il futuro è già determinato, Di Renzo [2003]

“L’esplorazione della complessità” in Gianluca Bocchi – Mauro Ceruti (a cura di), La sfida della complessità, Feltrinelli [1997]

BIBLIOGRAFIA ITALIANA MINIMA

Vincenzo Vitaliano, Appunti sulla termodinamica dei processi irreversibili, Liguori, 2004

Gianluca Bocchi – Mauro Ceruti, Origini di teorie, Feltrinelli, 1993

G. Bocchi e M. Cerruti (a cura di), La sfida della complessità, Mondadori, 1988

Massimiliano Cannata, Aristotele e Prigogine, Atheneum, 1993

Armando Girotti (a cura di), A partire dal testo di Prigogine-Stengers: Tra tempo e l’eternità (atti del convegno tenutosi a Padova – febbraio-aprile 1990), Unipress, 1990

 

Redazione
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