Prove di (ci-)viltà

La rubrica settimanale (con brevi testi e fotomontaggi) di Chief Joseph: 62° appuntamento

 

L’11 ottobre a Terracina (Latina) è stato arrestato in flagranza di reato Alessandro Gargiulo, imprenditore agricolo di 35 anni, il quale sparava ai braccianti per spronarli a lavorare. Utilizzava un fucile a pompa, puntandolo anche alla gola dei lavoratori indiani. Gargiulo li obbligava a coltivare ortaggi per una paga irrisoria e li faceva dormire in tuguri fatiscenti.

Nella foto, accanto al capo indiano, Benito Mussolini

 

 

 

«Proponiamo che il 4 novembre si realizzino in tutte le città d’Italia commemorazioni nonviolente delle vittime di tutte le guerre, solenne impegno contro tutte le guerre e le violenze. Affinché il 4 novembre, anniversario della fine della “inutile strage” della prima guerra mondiale, cessi di essere il giorno in cui i poteri assassini irridono gli assassinati, e diventi invece il giorno in cui … gli esseri umani viventi esprimono, rinnovano, inverano l’impegno affinché non ci siano mai più guerre, mai più uccisioni, mai più persecuzioni». Dall’appello del Movimento Nonviolento di Verona e del Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo

Nella foto, Armando Diaz, capo di stato maggiore del Regio Esercito durante la prima guerra mondiale

L’AUTORE 

Chief Joseph – o se preferite Capo Giuseppe – è stato una guida (militare e spirituale) dei Nasi Forati, un popolo nativo americano. Si chiamava in realtà Hinmaton Yalaktit, che in lingua niimiipuutímt significa Tuono che rotola dalla montagna. Da tempo riceviamo molti contributi alla “bottega” firmati Chief Joseph. Sono fotomontaggi per dialoghi immaginari (spesso volutamente anacronistici) a commentare una notizia o un breve testo. Ci piacciono per l’estrema sintesi e la contrapposizione fra mondi diversi. Così la “bottega” ha chiesto a Chief Joseph di prendersi uno spazio fisso (come hanno da tempo le vignette di Energu) e lui ha accettato: faremo il mercoledì mattina. [db]

 

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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