Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito

migranti, lavoro, padroni

di RITA CIATTI – guardando la luna si leggono le vecchie storie

Asserire che non dovremmo accogliere gli immigrati poiché fornirebbero manodopera a basso prezzo abbassando ancora di più il prezzo del lavoro significa guardare agli effetti, senza capire o voler intervenire sulle cause.

Chi ha causato la crisi economica italiana? Non certo gli immigrati, bensì anni di politica berlusconiana in cui è stato – con la compiacenza della sinistra – distrutto interamente il mondo del lavoro; chi ha introdotto il precariato che man mano ha eroso ogni diritto sul lavoro (diritti che erano stati conquistati duramente dai nostri padri durante le lotte sindacali negli anni settanta)? Chi non ha provveduto a proteggere l’economia lasciando che dopo l’entrata dell’Euro i prezzi lievitassero senza che ci fosse un equilibrato e corrispettivo aumento degli stipendi? Chi ha fatto leggi in tutela dei ricchi e che non hanno saputo proteggere i lavoratori? Chi ha distrutto il mondo della scuola?

Sono decenni che siamo governati da incompetenti, oltre che da delinquenti. La crisi economica è una crisi politica.

E il problema sarebbero gli immigrati?

Dovremmo tutti scendere in piazza e pretendere che mai nessuno proponga più stipendi da fame, che mai nessuno paghi tre euro al giorno l’immigrato che raccoglie i pomodori perché non è l’immigrato che ci sta impoverendo, ma la speculazione dei ricchi sui poveri.

Perché la polizia non va a manganellare questi che sfruttano, schiavizzano e speculano sulla vita altrui? Semplice, perché la polizia, come istituzione, comunque è sempre asservita allo Stato e al mantenimento dei privilegi – privilegi che non avrebbero se non si sfruttassero i molti.

Gli imprenditori si lamentano della concorrenza. Perché il governo, più di un decennio fa, non ha tassato i prodotti a basso costo provenienti dalla Cina, proteggendo così l’economia locale? E perché gli imprenditori locali che hanno spostato le loro fabbrichette in posti dove si possono sfruttare gli operai continuano a prendere contribuiti dal governo italiano(come ha fatto la Fiat per anni)?

E perché, quando ancora si poteva fare, sempre il suddetto governo ha impoverito gli Italiani dimezzando stipendi al confronto dei nuovi prezzi dell’Euro che, senza motivo alcuno, sono stati raddoppiati dal giorno alla notte? Io me la ricordo questa cosa qui. Dopo l’entrata dell’Euro improvvisamente il mio potere d’acquisto è stato dimezzato ed è successo in pochissime settimane. Senza motivo. Semplicemente perché nessuno ha pensato a mettere un banalissimo calmiere dei prezzi.

E chi ha introdotto nuovamente il licenziamento senza motivo e quelle leggi del cavolo (una miriade) che consentono agli imprenditori di assumere e licenziare, assumere e licenziare, assumere e licenziare senza pagare contributi, senza garantire continuità?

E il problema sarebbero gli immigrati?

Poi si accusa me di essere idealista, di vivere al di fuori della realtà (a parte che essere idealisti non dovrebbe essere un termine negativo in quanto significa avere degli ideali, però nella nostra lingua spesso viene usato per liquidare con argomenti ad hominem una persona che sta dicendo qualcosa cui non si sa cosa rispondere. E così sono idealista perché vegana, idealista perché dico che in realtà se ci unissimo agli immigrati, anziché combatterli, metteremmo su una forza popolare capace veramente di fare la differenza).

Ad ogni modo, io la realtà la vedo, la osservo e la conosco sicuramente meglio di chi guarda solo agli effetti senza ricordarvi delle cause.
Riassumendo: se il costo del lavoro si abbassa, non è certo per una legge metafisica su cui non si può intervenire, ma perché si consente che chi detiene i mezzi di produzione paghi poco le persone in stato di necessità. Alcuni vorrebbero intervenire sugli effetti (non introduciamo mano d’opera basso costo), io sulle cause (chi sfrutta lo stato di necessità delle persone indigenti).

La distruzione del mondo del lavoro è iniziata ben prima dell’arrivo dell’immigrazione di massa in Italia e già allora gli imprenditori sfruttavano le persone – ulteriormente impoverite dall’aumento dei prezzi e dal precariato – creando indigenza e facendo in modo che chi volesse mantenere il lavoro subisse ricatti e accettasse paghe da fame.
Il problema non sono gli immigrati, ma l’ignoranza delle persone che anziché unirsi agli altri poveri per combattere un nemico comune, si mettono a combattere tra di loro.
Bisogna allearsi, vederli come compagni di lotte, non come antagonisti.

da qui

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