Questa Buona Scuola s’ha da fare

(…perché dove c’è Barilla, c’è scuola)

di Pietro Ratto

Barilla

Come mai la Buona Scuola di Renzi non incontra ostacoli? Come mai vola incontrastata, superando qualsiasi prova e qualsiasi protesta? Perché scavalca senza indugio le caterve di docenti, di genitori e studenti che, proprio in questi giorni, continuano a manifestare il proprio dissenso nei confronti di questa pericolosa riforma, che pare studiata apposta per consegnare la scuola pubblica in mano alle banche e alle industrie private?
Chiudete gli occhi e provate a immaginare che ci sia un ente a cui il ministero dell’Istruzione si sia rivolto per ricevere il giusto input in cambio dei giusti finanziamenti. Immaginate, insomma, che il ministro e i suoi collaboratori abbiano attribuito un ruolo di consulenza ad un ente privato capace di esercitare una forte influenza ideologica sul progetto della futura scuola pubblica italiana, così da farne, in qualche maniera, una propria creazione. Immaginate che uno Stato allo sfascio, ostaggio delle banche europee e senza più un centesimo, si tuffi nelle mani di questa potente associazione ottenendo una copertura economica per la sua riforma scolastica e permettendo, in cambio, l’ingresso nel sistema scolastico di tutte quelle logiche aziendali private atte ad assicurare il massimo dei profitti ai soliti noti. Immaginate che di questo misterioso e potente ente facciano parte grandi industriali, sì, ma anche illustri direttori di grandi giornali e di importanti emittenti televisive, così da assicurare il totale consenso della cosiddetta “critica”, nei confronti delle decisioni del governo. Il tutto – ma siamo in Italia, no? Non è nemmeno il caso di sforzare troppo la fantasia – con la benedizione di santa madre Chiesa e della CEI.1

Immaginato? Bene. Adesso apriteli, gli occhi. E sgranateli sulla TREELLLE, un’associazione “no-profit” che ha sede a Genova e che ha giocato e sta giocando un ruolo determinante sulle decisioni del nostro Governo in materia scolastica. Sappiate che questa TREELLLE è stata convocata ripetutamente dal ministero all’Istruzione per far valere il proprio parere su quel progetto Buona Scuola a proposito del quale, invece, le opinioni di sindacati, docenti e studenti sono state – e restano tutt’ora – ignorate.
Sappiate che la TREELLLE, il 10 aprile scorso, si è spinta fino a bacchettare il ministro Giannini, rimproverandola di non aver ancora fatto tutto ciò che l’associazione si aspettava dalla sua equipe.
La TREELLLE, già. Ma di cosa parliamo? Chi sta dietro questo nome? Siete proprio sicuri di volerlo sapere? Ok, allora partiamo.

L’associazione che fornisce le linee guida della Buona Scuola al MIUR è stata fondata da personalità come Umberto Agnelli ed è presieduta da Attilio Oliva, ex presidente di Confindustria, uomo della Moratti e, naturalmente, personaggio vicino a Comunione e Liberazione. La Moratti?, direte. Cosa c’entra un uomo di un ex ministro della Pubblica Istruzione di un governo di destra, in questa Buona scuola tutta “made in PD”? Beh, sappiate allora che nel direttivo TREELLLE c’è posto anche per altri ex ministri all’Istruzione, come Luigi Berlinguer e Tullio De Mauro. E che ci sono anche politici di destra come Giuseppe Valditara (Futuro e Libertà), Domenico Fisichella (che ha fondato AN per poi spostarsi nella Margherita) o Enzo Carra (UDC), naturalmente tutti dichiaratamente cattolici. Sul cattolicesimo imperante tra i banchi di scuola, d’altra parte, nessuna sorpresa: alla TREELLLE troviamo Maria Grazia Colombo, ex presidente Associazione Genitori Scuole Cattoliche, alla guida del Comitato Uno di noi del Movimento per la vita ma anche membro del Consiglio Nazionale Scuola Cattolica, a stretto contatto con la CEI. C’è Carlo Dell’Arringa, professore alla Cattolica ed ex presidente ARAN, o il cattolicissimo Giuseppe De Rita – presidente Censis e grande sostenitore della flessibilità – o, ancora, il ministro della Difesa Mario Mauro – anch’egli molto vicino a CL. Scoviamo la docente e politica cattolica Stefania Fuscagni (presidente dell’Opera di Santa Croce di Firenze) e la cattolica Lia Ghisani – presidente di Piuculture, ex Segretario CISL Scuola, ex commissario straordinario ENPALS nonché forte sostenitrice dei finanziamenti alle scuole private. C’è Lucio Guasti, docente all’Università Cattolica ed ex presidente Indire. Ma soprattutto c’è monsignor Vincenzo Zani, arcivescovo di Volturno, direttore dell’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università della CEI, nonché sottosegretario della pontificia Congregazione per l’Educazione Cattolica. Sono loro a dettare le linee guida della Buona Scuola statale italiana. Una Buona Scuola che, in perfetta linea con la nostra tradizione, si preannuncia decisamente laica.

D’altronde, proprio a proposito dei finanziamenti all’istruzione privata, la scorsa estate il presidente Oliva ha inequivocabilmente dichiarato: “la scuola italiana è già al 95% in mano allo Stato, un numero che rasenta il monopolio“. Il testo di una barzelletta o il prologo di un dramma?

Tutto ciò non vi stupisce? Beh, tutto sommato, come darvi torto? Allora procediamo… Che ne dite di metterci dentro un po’ di industriali e di banchieri? Altrimenti come facciamo a trovare i soldi per lavagne e laboratori?2 Ecco allora sfilare nomi come quelli di Gina Nieri manager Mediaset; Silvio Fortuna, presidente del colosso dell’arredamento Arclinea; Fedele Confalonieri (sì, avete capito bene, proprio lui: l’arcigno presidente di Mediaset); Fabio Roversi Monaco, accademico, sì, ma anche presidente di Bologna Fiere, di Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna e di SINLOC SpA. Aggiungete Luigi Maramotti, presidente di Max Mara; Gian Carlo Lombardi, alla guida di Federtessile ma anche direttore (non guasta mai, no?) della rivista dell’AGESCI, l’Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani; Pietro Marzotto, ex vicepresidente di Confindustria, ex presidente della Marzotto ed ora al vertice della Fondazione Marzotto e dello storico marchio gastronomico milanese Peck. Infilateci ancora Gian Felice Rocca, presidente del Gruppo Techint, dell’Istituto Clinico Humanitas e di Assolombarda, non a caso considerato l’ottavo uomo più ricco d’Italia, o Guido Barilla (che ha forse bisogno di presentazioni?). Non è sufficiente? Rilanciamo, allora, con profili come quello di Carlo Callieri – ex capo personale Fiat, storico ispiratore della marcia dei Quarantamila, ex presidente Miroglio SPS, tra l’altro indagato a fine 2012 per la vicenda della scissione Snia/Sorin, con l’accusa di bancarotta fraudolenta e falso in bilancio – o di Luigi Abete, ex presidente Confindustria, attuale presidente della Banca Nazionale del Lavoro ed editore di ASCA (naturalmente l’Agenzia Stampa Cattolica Associata). E già che ci siete, non vorrete mica farvi mancare primizie come l’ex ministro Domenico Siniscalco, vicepresidente Morgan Stanley ed ex presidente Assogestioni o come l’immancabile Marco Tronchetti Provera, presidente del Gruppo Pirelli nonché membro italiano della Trilateral Commission (Tre-Elle…Tri-Lateral…)?

Non basta ancora? Vi interessa per caso capire come fa un governo a conquistarsi l’appoggio incondizionato dei media? Beh, basta che la “consulente” no-profit TREELLLE apra le porte ad illustri firme come quella di Marcello Sorgi, ex direttore Tg1 e La Stampa, di cui oggi è editorialista; Antonio Di Rosa, direttore dell’agenzia di stampa LaPresse; Carlo Rossella ex direttore Tg5, La Stampa, Panorama, Tg1 ed attuale collaboratore de Il Foglio; Giuliano Ferrara, che de Il Foglio è stato illustre direttore fino a qualche giorno fa: Sergio Romano, noto editorialista del Corriere della Sera; Ezio Mauro, famoso direttore di Repubblica; Giulio Anselmi, presidente ANSA e Ferruccio de Bortoli, fino a venti giorni fa direttore del Corriere della Sera ed attualmente presidente di Longanesi.

E per finire col botto, ecco a voi i “sostenitori” di questa nostra associazione:

COMPAGNIA DI SAN PAOLO, FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI GENOVA E IMPERIA, FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI BOLOGNA, FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI ROMA, FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI REGGIO EMILIA, FONDAZIONE MONTE DEI PASCHI DI SIENA.

Avete capito, adesso, perché questa Buona Scuola s’ha da fare?
Perché s’ha da fare. Punto e basta.

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1 Cfr. a tal proposito i seguenti articoli di Pietro Ratto: I diktat della Fondazione sulla Buona Scuola di Stato in Bottega, Santa Romana Scuola, Le vere finalità dell’Autonomia scolastica e le otto mosse per raggiungerle e Una vita da Precario (qui in “bottega”), oppure Se Don Bosco dà una mano alla scuola pubblica, su BoscoCeduo.it e Una Chiesa a tutti i costi (capitolo: Il caso INValSI), su IN-CONTRO/STORIA.

2 Cfr. anche P. Ratto, Una Scuola Buona solo a far soldi, su BoscoCeduo.it oppure P. Ratto, Il sorpasso, qui in “bottega”.

Pietro Ratto è su Facebook e su Twitter. Qui, tutti i suoi scritti “in Bottega” ed una sua biografia. Qui, invece, tutti i suoi scritti sulla Scuola, contenuti in BoscoCeduo.it

Pietro Ratto
Nato nel 1965, si è laureato in Filosofia ed Informatica nel 1990 con una tesi in Intelligenza Artificiale. Dal 1995 è iscritto all'Albo dei Giornalisti. Professore di Filosofia, Psicologia e Storia, ha vinto diversi Premi letterari di Narrativa e di Giornalismo. Collabora saltuariamente con il quotidiano La Stampa e gestisce i siti "BoscoCeduo" (www.boscoceduo.it) e "IN-CONTRO/STORIA" (www.incontrostoria.it).
Le sue pagine Facebook e Twitter intitolate "BoscoCeduo" sono quotidianamente frequentate da centinaia di docenti ed alunni italiani.

I suoi libri:
- P. Ratto, "Le pagine strappate", Elmi's World, 2014
- P. Ratto, "La Passeggiata al Tramonto. Vita e scritti di Immanuel Kant", Leucotea, 2014
- P. Ratto, "Il Gioco dell'Oca", Prospettiva editrice, 2015
- P. Ratto, "I Rothschild e gli altri", Arianna editrice, 2015

Pietro Ratto è anche musicista. E' stato infatti fondatore e leader del gruppo di rock progressivo ATON'S (vedi http://www.atons.it oppure, su Wikipedia, http://it.wikipedia.org/wiki/Aton's), uno dei riferimenti più importanti del neo-progressive italiano a livello internazionale, dal 1977 al 1999, con una decina di album all'attivo.

25 commenti

  • Francesco Masala

    questi sono carri armati, noi, pochi (diceva Adam Smith, mi sembra, che i padroni vinceranno sempre perché sono pochi, ma uniti, i lavoratori no, molti, ma divisi), come quel ragazzo con la busta di plastica davanti al carro armato in piazza Tienanmen.

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    Tanto qui non si gioca più a vincere. Si gioca a sopravvivere e a continuare a dare fastidio.
    (Paco Ignacio Taibo II)

  • E noi, le buste di plastica le riempiamo.
    Di verità.

    • Io. gentilissimo amico Ratto mi comporto da ratto e trasferisco il “vergognoso articolo” sul mio blog, non per altro, per condividere la vergogna e arrossire insieme a lei. Se avesse qualcosa in contrario mi avverta, che lo tolgo immediatamente (andrà comunque per domenica prossima). E grazie. Grazie di averlo scritto e offerto la possibilità di vergognarmi.
      PS – per caso ne ha in preparazione altri? Ardo dalla voglia di vergognarmi…

  • Stefano Giannini

    Che articolo vergognoso … La scuola distrutta da questo bamboccio al servizio della oligarchia finanziaria che sta decidendo sulle nostre vite. Questo bambiccio che trova plausi e scendiletto da tutti gli imprenditori italiani che aspettano da lui qualche favore …
    Ma tanto ormai siete finiti, presto vi spazzeremo via per sempre!

  • La cosa scandalosa è, oltre alla notizia in sè, il fatto che NESSUNO ne parli (a parte voi, ovviamente, per il cui prezioso lavoro vi ringrazio). Nessuno dei grossi canali di informazione divulga questo genere di notizie e, del resto, basta guardare chi c’è dentro questa famigerata TRELLLE per capire perché. Il risultato è che la maggior parte della gente si accontenta di abbeverarsi ai soliti tg e ai soliti giornali che – ormai è innegabile – mandano solo le notizie approvate e necessarie a fornire una certa versione della realtà senza rendersi conto del fatto che non cercare attivamente le notizie incide negativamente sulle LORO vite, sulla LORO consapevolezza, sul futuo che possono offrire ai LORO figli. Sono molto abbattuta e scoraggiata.

  • Se sapevate tutto ciò, allora, si doveva fare una marcia a Genova e non a Roma!!!!!

    • Io l’avevo proposto, gentile Pasquale, a tutti i miei colleghi, ma….ci vuole testa. Gli italioti si accontentano di lumini, dai flash mob inutili quanto incomprensibili nei messaggi subliminali a quelli dei grillini, per fare scena, in Parlamento. Però la maggior parte non sapeva nulla della TREELLLE, malgrado avessi avvisato, né si è documentata. Che bella opposizione “pura” eh??

  • Grazie Pietro, diffondo con estremo piacere. E aggiungo non ti curar di troll ma guarda e passa.

  • …queste informazioni se non le dispiace vorrei condividerle perche molti non sanno, perché i soliti canali sono solo servi dei padroni e ci fanno sapere solo quello che è più conveniente e produttivo per i loro interessi! Grazie!

  • Giuliano Secchi

    Come diceva quello? E’ tutto un MAGNA MAGNA!!!

  • Dobbiamo divulgare capillarmente.Vorrei collaborare per quel che posso

  • Stefania Tucci

    Grazie del tuo intervento, Pietro Ratto, perché non lo si poteva spiegare meglio di così.

  • Questo è peggio della P2, sono senza parole, lo pubblicherò sulla mia pagina facebook, anche se non servirà a molto.

  • Amontillardo Tuzii

    La distruzione della scuola pubblica è iniziata dal lontano 1962 peccato accorgersene così in ritardo. Alcuni che negli anni settanta erano in grado di intendere e di volere hanno provato a cambiare le cose……… la conclusione la conoscete tutti. Riascoltate con attenzione alcuni brani di De Andre aiutano a capire che in questo paese tutto è immobile perché si parla, si parla, ed ancora si parla.

  • michela di paolo

    Chiar.mo professore, sono una docente di latino e greco (ancora per poco, vista la tendenza a far morire tali materie con mio grande dolore). Ho cominciato a informarmi per caso, mentre su facebook ci si confrontava tra 80mila docenti e cercavano strategie per combattere il DDL renziano, della TREELLLE e mi sono infervorata a tal punto per cercare di informare la gente, a partire dai colleghi agli italiani ignari che ho scritto una lettera su questa Associazione fantomatica quanto….con tutte le carte a posto, in superficie, pubblicata sia su “Libertà e giustizia” e sono riuscita, in un buio di censura totale, a raggiungere il giornalista Travaglio, che tramite l’addetto alla scuola, il dott. Cannavò, ha aperto uno spiraglio alla conoscenze sul Fatto quotidiano con l’articolo “la scuola delle lobby”. Vorrei proporle una cosa a cui terrei moltissimo (ma non solo io, quanti hanno cominciato a conoscere, tanto che ora cercheremo di volantire e far sapere cosa c’è dietro questa “Buona scuola”. Vorrebbe proseguire l’articolo avviato dal dottor Cannavò, evidenziando le conseguenze nefaste, non solo dal punto di visto culturale, ma anche dal punto di vista lavorativo (visto che ora si mira, più che a formare buone e critiche menti,a preparare già giovani capaci di…essere una buona manovalanza, di certo, con questa idea sbagliata che non spinge a saper imparare e quindi ad adattarsi, ma a saper fare, non superando la competitività europea) di tale riforma, se passa? Sarebbe di grande aiuto alla nostra causa; le sue conoscenze, il suo acume darebbero un’altra spallata alla censura e alla manipolazione delle idee? Che ne dice? abbiamo poco tempo, ma….ne saremmo fieri. Se vuole, potremmo fare un seguito proprio sul Fatto quotidiano oppure decida Lei, sapendo quanto giornali sono collusi. Possiamo sperarci? E’ ora che la COMUNICAZIONE E L’INFORMAZIONE girino con la potenza che hanno, anche da questo versante, per svegliare un “popolo ignaro”. Attendo fiduciosa Sue, cordiali saluti
    Michela Di Paolo

  • Nella Buona Scuola ci sono dei provvedimenti a favore del gruppo LGBT Non capisco quindi come possa avere , come sembra, il sostegno di tanti cattolici …

    • Io li definirei, piuttosto, provvedimenti contro la discriminazione. Una delle poche cose buone di questa “Buona” scuola, insomma.
      Quanto poi al fatto che la componente cattolica – assolutamente egemone nella scuola pubblica italiana – possa davvero permettere, in futuro, l’effettiva attuazione di tali provvedimenti, mi permetto di ricordare che, sulla carta, la nostra scuola statale è anche ritenuta laica e a-confessionale. Ciò non toglie, però, che (a parte la questione dell’Insegnamento della Religione Cattolica – IRC – retribuito col denaro di tutti: atei musulmani, buddisti e quant’altro inclusi), sia ormai consuetudine comune l’assistere a esibizioni di urne, visite pastorali, corsi di sindonologia ecc., proprio in quei luoghi (gestititi con i soldi di ogni cittadino) in cui si impartisce, quotidianamente, un’istruzione che dovrebbe essere, appunto, “pubblica”, cioè di tutti.
      E ciò, naturalmente, in orario di lezione.
      Cfr. Pietro Ratto, Se Don Bosco dà una mano alla Scuola pubblica, BoscoCeduo.it

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