Quinzano: chi ha ucciso «fratello lupo»?

di Vito Totire (*)

Chi ha ucciso “fratello lupo” non dovrebbe essere difficile da individuare visto che ha lasciato il proiettile…

L’amministrazione comunale è stata coerente – dopo l’annuncio di un interessamento al “caso” grave e increscioso del lupo ucciso – convocando un incontro pubblico per il 15 maggio.

La nostra associazione intanto ha dato mandato all’avvocato Guglielmo Giuliano di chiedere riscontri in Procura circa l’eventuale apertura di un fascicolo penale e di avanzare istanza di costituzione di parte civile.

Il fatto è grave ma è la punta dell’iceberg di un rapporto deteriorato fra uomini e animali. Gli eventi critici non sono solamente quelli dolosi, come in questa vicenda, ma anche quelli apparentemente accidentali che a a ben vedere sono colposi come i frequenti impatti fra veicoli e animali selvatici (o anche gatti) di piccola taglia. Ogni anno a Loiano/Monterenzio vengono stritolati sulla strada ricci, scoiattoli ma anche faine e persino istrici (abbastanza a rischio pure il tasso) oltre a quelli evidentemente di più grossa taglia.

Cosa fare:

  1. Occorre perseguire penalmente il responsabile dell’uccisione del lupo di Quinzano;
  2. Occorre spostare la attenzione dalla sola dinamica automobile/animale di grossa taglia per aumentare le precauzioni anche sugli animali piccoli: il problema non deve essere solo l’impatto che può danneggiare anche l’automobile ma la protezione della fauna anche quando l’impatto può avere effetti minimi sull’auto;
  3. Nei giorni scorsi si è (ri)parlato di un progetto non concluso finalizzato alla facilitazione dell’attraversamento della strada da parte di animali; occorre concludere questo progetto ma estenderlo da Monterenzio ad altri Comuni anche per affiancare la meritoria iniziativa periodica del WWF che ogni hanno si impegna in interventi per facilitare l’attraversamento della strada da parte dei rospi nel territorio di Monghidoro;
  4. Circa la vexata quaestio “cinghiali”: dopo i gravissimi errori del passato occorre riequilibrare la popolazione con cinghiali autoctoni invece che autorizzare periodiche mattanze che lasciano la situazione, di anno in anno, immutata per quel che riguarda i danni all’agricoltura.

Bologna-Loiano, 14.5.2018

(*) Vito Totire per il circolo “Chico” Mendes

 

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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