Richard Jewell – Clint Eastwood

(visto da Francesco Masala)

Richard è un ingenuo credulone che crede fino al midollo che chi fa il suo dovere sarà tranquillo, e magari avrà un premio, anche questo è il sogno americano.

scopre subito dopo aver fatto il suo dovere che è entrato in un tunnel di cui non si vede la fine.

solo lui crede che quello è il migliore dei mondi possibili e tutto andrà per il verso giusto.

Clint Eastwood mostra come ciascuno sia un vaso di coccio tra i vasi di ferro, e come l’arrivismo, il protagonismo, la burocrazia siano dei peccati dannosi, come la stampa (solo quella brutta, naturalmente).

a ciascuno di noi può capitare quello che è successo a Richard, e se non avremo l’avvocato giusto saremo messi male.

una piccola storia ignobile per un gran film, non perdetevelo.

 

qui l’articolo di Vanity Fair del 1997 che racconta la storia di Richard Jewell

 

https://markx7.blogspot.com/2020/02/richard-jewell-clint-eastwood.html

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

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