ricordo di Muhammad Ali, splendido disertore

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che volava come una farfalla ma pungeva come un ape

 

 

in bottega, qui, avevamo ricordato il suo rifiuto di andare in Vietnam e anche il poeta:

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

7 commenti

  • IL POEMA POETICO DI ALI SULLA RIVOLTA DELLA PRIGIONE DI ATTICA

    Ali immagina di essere nei panni di un prigioniero nero nella prigione di Attica che riceve l’ultimatum ad arrendersi da parte di un secondino bianco. La sua risposta è in questa dozzina di terzine, che Ali definisce un “poema poetico”:

    better far from all I see
    to die fighting to be free
    what more fitting end could be?
    better surely than in some bed
    where in broken health i’m led
    lingering until i’m dead
    better than with prayers and please
    or in the clutch of some disease
    wasting slowly by degrees
    better than of heart attack
    or some dose of drug i lack
    let me die by being black
    better far that i should go
    standing here against the foe
    is the sweeter death to know
    better than the bloody stain
    on some highway where i’m lain
    torn by flying glass and pane
    better calling death to come
    than to die another dumb
    muted victim in the slum
    better than of this prison rot
    if there’s any choice i’ve got
    kill me here on the spot
    better far my fight to wage
    now while my blood boils with rage
    lest it cool with ancient age
    better vowing for us to die
    than to uncle tom and try
    making peace just to live a lie
    better now that i say my sooth
    i’m gonna die demanding truth
    while i’m still akin to youth
    better now than later on
    now that fear of death is gone
    never mind another dawn.

    • Francesco Masala

      (traduzione in italiano)

      «La libertà adesso.

      Meglio di tutto, da quel che vedo
      è morire combattendo per la libertà in cui credo,
      una fine migliore io non la prevedo.

      Meglio che farlo stando in un letto
      e in salute malconcia sentirmi protetto
      mentre la morte mi fa il suo lavoretto.

      Meglio che dire preghiere addolorate
      deteriorando in una malattia dalle grinfie accigliate
      per andarmene via pagando le rate.

      Meglio che un male venereo
      o dipendere da una droga per sentirsi vero,
      lasciatemi morire da nero.

      Meglio assai che fare il contrario
      è stare qui e combattere un avversario,
      è il modo migliore per abbassare il sipario.

      Meglio che lasciare sangue coagulato
      su di un’ autostrada anonima abbandonato,
      da pezzi di vetro e di ferro lacerato

      Meglio invitare la morte
      che vivere altre vite smorte
      e fare del ghetto la solita sorte.

      Meglio che stare in prigione riposto
      ad altro destino voglio esser sottoposto,
      assassinatemi sul posto.

      Meglio la lotta che rafforza
      e adesso mentre il mio sangue ancora non smorza
      lasciare che si rinnovi in me l’ antica forza.

      Meglio morire di una morte violenta
      che dar retta a quanto lo Zio Sam inventa,
      che vivere una bugia per un pizzico di pace spenta.

      Meglio sapermi fedele al mio vero
      morire esigendo che le cose sian per davvero
      perchè morendo giovane io mi avvero.

      Meglio farlo adesso che di rimessa,
      che vivere una vita dalla paura della morte oppressa –
      la prossima alba non mi interessa.»

  • Francesco Masala

    qualcosa in rete:

    Ali faceva allenamenti aperti al pubblico pagante, e donava il ricavato a ospedali per bambini. C’era la coda di gente che voleva vederlo fare il vuoto sul ring.
    A volte improvvisava corse all’ aperto e se c’erano scuole Ali poteva ritrovarsi attorno 30, 40 bambini che correvano con lui e il loro numero aumentava man mano che correva. La famosa scena di Rocky fu ripresa da questo aneddoto, così come lo stesso personaggio di Rocky fu ispirato da un incontro di Ali.
    Ogni tanto Ali organizzava gare di corsa fra i bambini e c’erano premi per tutti anche per chi perdeva.

    Prima dell’ incontro con Foreman Ali visitava ospedali di bambini gravemente malati, come sua abitudine.
    Ali si intrattenne in particolare con uno di loro di nome Jimmy che diceva sempre di volere conoscere Muhammad Ali. Così Ali andò da lui e ci parlò. Il bambino gli chiese se avrebbe battuto George Foreman. Allora Ali prima di andare via gli regalò una foto e gli disse “io ora devo andare e ti dico che io batterò George Foreman. Così come io batterò George Foreman, tu batterai il cancro hai capito?”
    Due settimane dopo l’incontro con Foreman, Ali venne a sapere che quel bambino era terminale, e nel giro di tre ore Ali era in quell’ ospedale a rivedere ancora quel bambino. Si sedette sul letto accanto a lui e gli disse “Ho fatto quello che ti ho detto ho battuto George Foreman. Adesso tu batterai il cancro hai capito?”
    Il bambino sorrise e gli rispose “No campione. Io invece andrò a vedere Dio, e quando lo incontrerò gli dirò che io sono amico tuo.”
    Nella stanza cadde il silenzio.
    Ali abbracciò il bambino e se ne andò con i suoi accompagnatori.
    Durante le tre ore del viaggio di ritorno nessuno parlò.
    http://www.fullposter.com/snippets.php?snippet=470&cat=657

    http://contropiano.org/altro/2016/06/04/ali-la-rivolta-fatta-arte-080011

  • Daniele Barbieri

    grazie Francesco per il post e per il resto.
    Oggi “il manifesto” dedica – giustamente – 4 delle sue poche pagine a Mohamed Alì. Fra l’altro c’è una bella vignetta di Mauro Biani (che qui in “bottega” amiamo molto) e un post dove Gianni Minà ricorda una sua frase, lapidaria e geniale, del 1967: «Il progetto è che i Bianchi mandino i Neri a combattere i Gialli per proteggere un Paese che hanno rubato ai Rossi». Sì, volava come una farfalla e pungeva come un’ape.

  • grazie Francesco e tutti.
    copio la poesia sul mio fb

  • Francesco Masala

    qualche altra citazione di Muhammad Ali:

    “Non credo di essere bello. Ma che valore ha la mia umile opinione contro quella che invece dichiara lo specchio?”

    “L’islam non è odio: Dio non sta con gli assassini.”

    “L’amicizia è la cosa più difficile al mondo da spiegare. Non è qualcosa che si impara a scuola. Ma se non hai imparato il significato dell’amicizia, non hai davvero imparato niente.”

    “Un uomo che a cinquant’anni vede il mondo come lo vedeva a venti ha sprecato trent’anni della sua vita.”

    “Ero così veloce che avrei potuto alzarmi dal letto, attraversare la stanza, girare l’interruttore e tornare a letto sotto le coperte prima che la luce si fosse spenta.”

    e poi dice George Foreman:

    «Probabilmente il miglior pugno dell’ intero combattimento non fu mai sferrato. Muhammad Ali, mentre stavo andando giù, lo vide che io stavo cadendo. Ordinariamente ne approfitti per finire l’avversario. Io lo avrei fatto!
    Lui era pronto con la mano destra a colpirmi mentre cadevo… ma non lo fece.
    E questo fu ciò che mi fece capire che lui è stato il più grande pugile che io abbia mai affrontato.»

    «Eravamo a Salt Lake City io e Muhammad Ali e stavamo dando delle esibizioni. Una mattina mentre facevo una passeggiata con il mio staff incrociammo con mia sorpresa proprio Ali e lui mi disse: “Ehi George vedo che sei pronto ti vedo con un passo bello atletico, si capisce che sei in gran forma”. Io lo salutai a mezza bocca. Lui continuò a dirmi cose carine, ma io no. Avevamo firmato per combattere e pensai che non sarei certo stato gentile con lui.
    A un certo punto gli dissi che mi piaceva la sua maglietta e senza che chiedessi se la sfilò di dosso e me la regalò. Ma tutto quello a cui io riuscivo a pensare era solo io ti batterò. Oggi è il suo compleanno e io ho pianto, perchè lui non mi ha mai odiato; lontano fino a quando io posso ricordare lui mi ha sempre offerto la sua amicizia. Anche voi potreste conoscere qualcuno che cerca ogni volta di essere in buoni rapporti con voi, bhe guardateli in faccia e siate gentili adesso che ancora potete. Non sprecate il tempo a tenere il muso & risponder male. Restituite un po’ di amore, non vergognatevi di farlo, perchè io mi vergogno di non averlo fatto.» (George Foreman)

  • Grazie Francesco per la splendida traduzione, oggi più che mai attuale. Irripetibile personaggio.

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