Sant’Anna Stazzema, 12 agosto 1944: «era un giorno qualsiasi»

anteprima a Seravezza, con una narrazione di Giolli Coop, tratta dal libro di Lorenzo Guadagnucci, cercando un percorso collettivo di riflessione

Debutta, con una prova aperta, «Era un giorno qualsiasi» performance tratta dal libro omonimo di Lorenzo Guadagnucci. (*)

È la storia di Alberto, un bambino di dieci anni, che scampa all’eccidio nazista di Sant’Anna di Stazzema semplicemente per avere disobbedito alla mamma scappando nel bosco con un amico. Elena, la mamma di Alberto sarà invece una delle vittime dell’orrenda strage. A quel punto il piccolo è solo. È un bambino di strada, o come diremmo oggi un minore non accompagnato. Perché quel figlio Elena lo aveva avuto fuori dal matrimonio: senza vergogna scelse di crescerlo da sola andando contro a tutte le convenzioni sociali dell’epoca.

La performance ripercorre e re-interpreta le vicende dei protagonisti gettando una luce sul clima di quegli anni. Non si tratta tuttavia di un evento puramente celebrativo, si cercherà con il coinvolgimento diretto del pubblico di iniziare un percorso collettivo di riflessione, che si auspica capace di essere tassello per la costruzione di un nuovo pensiero, centrato sul significato dei luoghi di memoria oggi e su come contribuire alla realizzazione di un mondo più giusto, più bello, più accogliente.

In scena Massimiliano Filoni, che ha adattato il testo alla forma teatrale e Vanja Buzzini che ha composto ed eseguirà le musiche.

Alla fine anche l’autore, Lorenzo Guadagnucci, prenderà la parola collegando le proprie riflessioni ai contributi offerti dal pubblico.

Appuntamento, in Versilia, a Seravezza ore 21, in piazza del Duomo, sabato 12 Agosto, proprio nel giorno dell’anniversario dei fatti che si raccontano.

Il lavoro è frutto della collaborazione tra Giolli Coop e Terre di Mezzo editore. Info: stage@giollicoop.it

(*) della raccolta fondi per sostenere questo progetto abbiamo scritto qui: PER DARE VOCE, CORPO E VITA ALLA MEMORIA. Del libro di Guadagnucci (molto bello) torneremo a parlare in bottega. Su “il manifesto” di ieri – suppongo si possa recuperarlo nell’edizione on line – Lorenzo Guadagnucci racconta: “A Stazzema così si salvò mio padre… Alberto Guadagnucci si è deciso a raccontare la sua storia, suo figlio ne ha fatto un libro” [db]

 

Redazione
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