Gli abusi delle divise: adesso basta!

Le botte dei vigili urbani di Sassari e altre storie di “forze dell’ordine” che, male interpretando lo spirito delle leggi e delle ordinanze, si lasciano andare a violenze e soprusi contro semplici cittadini (*)

da uno dei video

https://www.cagliaripad.it/454947/sassari-caminera-noa-denuncia-coppia-aggredita-da-parte-di-membri-della-polizia-municipale/

Il quadro generale lo conosciamo.

Divieto di assembramento, limitazioni alla libertà di movimento, distanziamento sociale, quarantena obbligatoria. Sono certo misure eccezionali, una temporanea sospensione di alcuni diritti fondamentali al fine di contenere la diffusione del COVID19 (…) Ma cosa succede laddove già vigono democrazie fragili o sistemi repressivi e autoritari? E pure in una democrazia come la nostra, le misure per contenere la diffusione del COVID19 possono prescindere da criteri di trasparenza e rispetto dei diritti umani? Se lo è chiesto la rete “In Difesa Di – Per i diritti umani e chi li difende” che nei giorni scorsi ha inviato una lettera al Comitato Interministeriale per i Diritti Umani (CIDU), per chiedere che le Nazioni Unite siano notificate al più presto sulle misure eccezionali approvate per far fronte all’emergenza COVID19 e che venga attuato un monitoraggio sulle deroghe ai diritti umani fondamentali.” http://www.vita.it/it/article/2020/04/11/coronavirus-e-diritti-chi-controlla-leccezione/154990/

Queste ultime settimane sono andati aumentando i casi di “eccessi” nel controllo delle prescrizioni (peraltro riconosciute tutt’altro che chiare e univoche) spesso trattati sui media e sui social con ironia, stante i non pochi casi in cui il fenomeno ha superato i limiti del ridicolo, come il video del drone che, a Roma, dà la caccia al corridore solitario, con in sottofondo la musica della Cavalcata delle Valchirie come in Apocalypse Nowhttps://www.blitzquotidiano.it/tv/coronavirus-drone-calvalcata-valchirie-agora-3174432/

https://www.unionesarda.it/articolo/news/italia/2020/04/18/lo-jogging-attivita-ludica-e-il-divieto-di-spesa-con-lo-skateboar-137-1009744.html

Ma sempre più spesso è cresciuta la preoccupazione o l’indignazione per la pesantezza e assurdità di provvedimenti poco motivati e sproporzionati: https://www.fanpage.it/attualita/al-supermercato-con-la-moglie-e-disabile-multa-di-900-euro-per-entrambi-e-il-marito-ha-un-malore/

Aldilà del fatto specifico (di Sassari, in questo caso) sul quale sembra indagherà pure la magistratura, preoccupa il clima di caccia all’untore che si è creato, aizzando le peggiori attitudini alla delazione, e l’impunità in cui sembrano sentirsi ormai investiti molti corpi di polizia. In molte situazioni proprio i corpi di polizia “di serie B”, come se dovessero dimostrare di possedere capacità e mezzi tradizionalmente assegnati ad altri corpi. Anche l’incertezza sul come chiamarli sembra contribuire a creare confusione su compiti e funzioni: polizia locale, polizia municipale, vigili urbani…

La municipale di Sassari, come probabilmente e purtroppo quella di altri Comuni,  sembra rivendicare con orgoglio queste sue nuove caratteristiche:

da Casteddu on line, nelle ultime settimane

 

https://www.shmag.it/news/sassari/09_04_2020/coronavirus-la-polizia-locale-di-sassari-ancora-in-prima-linea-2/

https://www.lanuovasardegna.it/sassari/cronaca/2016/07/05/news/litorali-piu-sicuri-con-i-vigili-in-spiaggia-1.13774023

E pare non essere derivante dalla situazione di emergenza di questo periodo:  https://www.lanuovasardegna.it/sassari/cronaca/2016/12/15/news/vigili-urbani-ma-in-assetto-da-guerra-1.14573667?refresh_ce

Come in molti, tendenzialmente in tutti i corpi di polizia, è predominante un antico “retroterra culturale fascista”, che nasce dal mantenimento o reintegro degli apparati dirigenziali mussoliniani nella polizia repubblicana. E che da troppo tempo si è allargata ai corpi di para-polizia, con i vigili urbani che per anni hanno fatto battaglie per poter girare armati  e con la militarizzazione di corpi nati con ben altri scopi (guardie forestali, vigili del fuoco e, appunto, vigili urbani).

Nuove divise ai vigili di Sassari, dicembre 2016

In queste ore in Sardegna, oltre allo sdegno per i fatti di Sassari, cresce in alcuni movimenti e associazioni la consapevolezza di non poter lasciare in secondo piano i pericoli di una deriva che rischia di lasciare tracce profonde anche nel dopo emergenza coronavirus.

Altri link:

https://www.cagliaripad.it/454947/sassari-caminera-noa-denuncia-coppia-aggredita-da-parte-di-membri-della-polizia-municipale/

https://youtu.be/Hz1hQZh-cRA

https://www.vitobiolchini.it/2020/04/18/adesso-basta/

https://www.vistanet.it/cagliari/2020/04/18/sassari-fa-discutere-il-video-in-cui-la-municipale-ferma-una-coppia-sotto-casa/

https://www.castedduonline.it/covid-19-12-sanzioni-a-sassari-due-persone-denunciate-per-resistenza-a-pubblico-ufficiale/

https://www.ansa.it/sardegna/notizie/2020/04/18/coppia-litiga-coi-vigili-a-sassari-video-diventa-virale_ba795398-2bfb-4eeb-80d6-1226517c0f9d.html

https://www.unionesarda.it/articolo/news-sardegna/sassari-provincia/2020/04/18/litigano-con-i-vigili-a-sassari-denunciata-una-coppia-136-1009795.html

https://www.facebook.com/AsceSardegna/

https://www.facebook.com/CamineraNoa/

https://www.sardegnalive.net/news/in-sardegna/46471/coppia-litiga-coi-vigili-a-sassari-il-video-diventa-virale

(*) Di solito gli articoli in “bottega” sono sempre firmati – altrimenti sono di db – ma in questo caso si è trattato di un montaggio redazionale a più mani, dunque si intende che è firmato “la bottega”.

Mentre chiudevamo questo post in rete si leggevano altre notizie degli abusi di molti vigliacchi “rambo” del cazzo in varie città. In alcuni i casi è chiaro – o si intuisce – uno sfondo omofobo, sessista o razzista. Ma c’è anche un’ostilità crescente verso i vecchi, i brutti, i grassi… quelli che il “politicamente corretto” neppure nomina (e che l’informazione nasconde o ingentilisce a sproposito) ma che sono nel mirino delle pubblicità “mache” come dei tanti idioti che si credono superuomini, tanto più se hanno una divisa. Non sappiamo se c’è chi sta già preparando un “libro bianco”  a livello nazionale contro queste schifezze … Qui pensiamo che sarebbe utilissimo anzi urgente quanto necessario.

LA REDAZIONE DELLA “BOTTEGA”

 

La Bottega del Barbieri

9 commenti

  • Il collettivo sassarese”sa Domu de totus” (la casa di tutti https://www.facebook.com/casadelpopoloedellacultura.sassari/), lancial’appello #SASSARINONSIPICCHIA
    Proponiamo a tutte le democratiche e democratici e i difensori dei diritti umani, a tutt* le-i sassaresi, di scendere in piazza, accendendo il PC, sbloccando lo smartphone: condividete questa lettera, inviatela più volte all’indirizzo mail segreteriasindaco@comune.sassari.itutilizzate l’hashtag#SassariNonSiPicchia
    “Alla cortese attenzione del sindaco di Sassari Gian Vittorio Campus, 
    Noi sassaresi abbiamo visto quanto è accaduto ieri nella nostra ziddai e ci ha sconvolti. Delle persone, forti di indossare una divisa, hanno dato l’ennesima dimostrazione di violenza malmenando due coniugi. Ci sono tre video che testimoniano il comportamento violento dei vigili, oltre a numerose e numerosi testimoni oculari.
    Sappiamo di nostr* concittadin* multat* per passeggiate solitarie in campagna, corsette in strade vicinali deserte o intimidit* da blitz in prossimità di esercizi commerciali o delle proprie abitazioni. E altr* ancora interrogat* su quanto tempo fossero fuori casa col cane.
    Abbiamo sopportato per via dell’emergenza, per il bene più grande della salute non siamo sces* nelle strade e abbiamo sopportato ordinanze sempre più restrittive, spesso ben oltre le indicazioni di Governo e Regione Autonoma.
    Ora però non possiamo più tacere. Trasformeremo nella nostra piazza i social network e qualunque strumento in remoto: dobbiamo agire, e subito, perché un’epidemia non è una scusa per dare il via libera allo stato di polizia.I focolai a Sassari non li hanno causati cittadin* in strada, ma la pessima gestione delle autorità negli ospedali e nelle case di riposo. Non è tollerabile coprire queste precise responsabilità creando un clima di intimidazione e terrore nella popolazione che si è comportata fino ad oggi in maniera composta, rispettando le restrizioni.Vogliamo delle spiegazioni e delle scuse da parte del comando dei vigili urbani e del sindaco, Sassari non è il Far West!Basta sceriffi! Basta podestà! Basta repressione!”

  • Intanto è arrivata da dichiarazione dell’avvocato della coppia picchiata a Sassari:
    https://www.castedduonline.it/sassari-parla-il-legale-della-coppia-picchiata-dai-vigili-mia-cugina-e-di-colore-e-stata-aggredita-insieme-al-marito-video/
    Marco Langiu, parente e legale della coppia che si è scontrata a Sassari con i vigili urbani, fornisce su Fb la sua versione dei fatti mentre il video diventa virale sui social: “Lei ha detto di non avere i documenti ma abitando li vicino di andarli a prendere. I vigili invece a tutti i costi volevano caricarla in auto e portarla in caserma. Lei stessa quindi ha chiamato il marito chiedendo di portare giù i suoi documenti. I vigili, a cui si erano unite altre pattuglie, insistevano a volerla far salire sull’auto anche con maniere non certo delicate, quando è arrivato il marito lui stesso è stato aggredito , si vede nel video che viene picchiato, spinto a terra preso a calci”

  • “Il popolo è minorenne, la città è malata. Ad altri spetta il compito di curare e di educare. A noi il dovere di reprimere. La repressione è il nostro vaccino!”
    (Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto)

  • Francesco Masala

    sono una docente universitaria Unibo in pensione. Vorrei mettere in luce un aspetto della tragedia Coronavirus che potrebbe diventare “legge” con la Fase 2, almeno a quanto scrivono alcuni quotidiani. Il “Corriere della sera” del 14 aprile scorso ha intitolato un articolo La fase 2 dal 4 maggio: uscite scaglionate per fasce d’età. Le app e il piano per gli over 70, per specificare nel sommario Le ipotesi allo studio: un archivio telematico sostituirà le autocertificazioni. Residenze e sussidi per proteggere gli anziani.
    Si tratta di un aspetto che mi riguarda personalmente: appartengo infatti alla generazione dei settantenni et ultra che non hanno avuto ancora il buon gusto o meglio il buonsenso di andare subito al creatore. Procediamo per punti:
    -1) La giornalista, Fiorenza Sarzanini, precisa: “[…] adesso si proteggerà questa generazione prevedendo tempi più lunghi per il ritorno alla vita normale o comunque percorsi diversificati per effettuare gli spostamenti. E tenendo conto di chi oltre all’età ha anche problemi di salute cronici”.
    A parte l’oscura espressione “prevedendo percorsi diversificati per effettuare spostamenti” (io passo di qua, tu di là…), non occorre un genio per capire che non gode di alcun fondamento logico l’ipotesi di “scaglionare” la “liberazione” dei cittadini sulla base dell’età e delle patologie. Che un settantenne venga “rilasciato” buon ultimo (quando? Si parla di fine anno!!!) o che lo sia assieme ai 20-60enni che differenza fa? Siamo sicuri che quando la sospirata libertà toccherà al settantenne, TUTTI gli altri saranno COMPLETAMENTE guariti o stabilmente sani, pronti ad accogliere l’ingresso dei nonni in società con un caloroso applauso collettivo?
    -2) Nell’articolo la giornalista riporta le parole di Sandra Zampa, sottosegretaria alla Salute, che sostiene la necessità di “proteggere” gli anziani, un verbo ritenuto evidentemente molto espressivo, se ricorre altre varie volte all’interno del pezzo. Non fosse del tutto inappropriata, potrebbe destare qualche ilarità questa improvvisa ansia paternalistica quando fino a pochi giorni fa le Case di riposo per anziani non hanno ricevuto alcuna attenzione e di conseguenza alcun sussidio.
    Penso che le persone – soprattutto se confortate da lunghi anni di esperienza e forse di saggezza – siano ben in grado di autoproteggersi, persino da quella manica multigenerazionale di veri assassini (è la parola) che a Pasqua e Pasquetta affollavano strade e autostrade o si abbandonavano, senza protezione alcuna, ad allegri barbecue sui tetti.
    Non è certo tenendoci rinchiusi che ci sentiremo “protetti”. Ci sentiremo, invece, sempre più depressi assistendo alla felicità di tutti gli altri, comprese le persone a cui volevamo bene (ora non più) che se ne andranno liberamente a spasso e in vacanza; sempre più ghettizzati, come fossimo noi gli “untori”. A proposito: cosa sono le “apposite residenze” di cui si legge nell’articolo? La butto lì: non è che si potrebbe configurare il sequestro di persona?
    -3) Ma, parlando di residenze, si è tenuto conto del fatto che alcuni di noi (che da “settantenni-con-patologie-e-sfigati” potrebbero salire di status rappresentando una minoranza di “settantenni-con-patologie-e-fortunatisifaperdire”) potrebbero da soli o accompagnati da qualche <70enne, preventivamente liberato e naturalmente sano, raggiungere le seconde case e da soli dedicarsi a quei due passi quotidiani tanto e sempre raccomandati dai medici, e che potrebbero costituire una vera – alla lettera – “boccata d’aria” dopo tante settimane (mesi?) di forzata permanenza in casa?
    Ma poi, quando libereranno gli ultimi scaglioni di quanti nel frattempo non si sono suicidati o non sono stati ricoverati in manicomio (ottima occasione per rimetterli in tiro), sarà bellissimo andare al mare a prendere il sole di dicembre che tanto bene fa alle nostre povere ossa ormai totalmente decalcificate.
    E insomma: che fine ha fatto l’ipocrita, compassionevole rammarico sulla “solitudine dei nostri poveri vecchi” con cui negli ultimi tempi certa stampa e televisione ci hanno insopportabilmente ammorbato?
    Già, la solitudine. Una volta, arrivata l’estate, si diceva: “Non lasciate soli in città gli anziani”. Si diceva anche: “Non abbandonate i cani”. Beh, i cani almeno l’hanno sfangata.
    Grata per l’attenzione, con i miei più cordiali saluti
    paola giovanelli

  • Daniele Barbieri

    Martedì 28 aprile dalle 18.00
    ABUSI DI POLIZIA, DISPOSITIVI SICURITARI E DISASTRI SANITARI
    diretta Facebook dalla pagina di Osservatorio Repressione
    Con Salvatore Palidda, Italo Di Sabato e Anubi D’Avossa Lussurgiu

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