Scor-data: 3 novembre 1917

C’è un generale-boia (uno dei tanti) a Noventa di Padova…

di Daniele Barbieri e Francesca Negretti (*)

 

FRANCESCA – C’è un altro eroico generale, Graziani…

DANIELE – Forse state pensando a Rodolfo Graziani, il fascista che dopo il 1945 fu dichiarato criminale di guerra dai tribunali ma al quale due anni fa il paese di Affile ha consacrato un monumento, con i soldi della Regione Lazio, cioè di tutti i cittadini… Non è lui, questo si chiama Andrea Graziani ed è il generale nominato da Cadorna come ispettore generale… dopo la rotta di Caporetto.

FRANCESCA – Quest’altro, cioè Andrea Graziani, qualcuno lo chiama «eroe del Pasubio» ma su un “Dizionario Biografico dei Veronesi” si legge che «Andrea Graziani sempre e ovunque si è distinto per la brutalità verso i sottoposti. Fucilazioni, decimazioni, punizioni mortali»…

DANIELE – Anni dopo (il 29 luglio 1919) una delle sue imprese viene raccontata così dall’«Avanti», chiedendo un’inchiesta che sarà negata.

FRANCESCA – «Il generale Graziani, di passaggio per Noventa di Padova il 3 novembre 1917, alle ore 16,30 circa, vede sfilare una colonna di artiglieri da montagna. Un soldato, certo Ruffini, di Castelfidardo, lo saluta tenendo la pipa in bocca. Il generale lo redarguisce e riscaldandosi inveisce e lo bastona. Il soldato non si muove. Molte donne e parecchi borghesi sono presenti. Un uomo interviene e osserva al generale che quello non è il modo di trattare i nostri soldati. Il generale, infuriato, risponde….

DANIELE (urlando) – “Dei soldati io faccio quello che mi piace

FRANCESCA – …e per provarlo fa buttare contro il muricciolo il Ruffini e lo fa fucilare immediatamente. Poi ordina al tenente colonnello Folezzani (del 28mo artiglieria campale) di farlo sotterrare:

DANIELE – “E’ un uomo morto d’asfissia”

FRANCESCA – ….e, salito sull’automobile, riparte».

(*) Questo brano è tratto da «Ancora prigionieri della guerra», una lettura a due voci scritta da Daniele Barbieri e Francesca Negretti con immagini e suoni montati dal centro sociale «Brigata 36» di Imola. Lo stiamo portando in giro … ovunque ci chiamano (Padova, Milano, Imola, Torino) e saremo a BADIA POLESINE (Rovigo) la sera del 14 novembre; per info: http://www.cdponlus.it, 333 2350664.

Ricordo – per chi si trovasse a passare da qui per la prima volta – il senso di questo appuntamento quotidiano in blog. Dall’11 gennaio 2013, ogni giorno (salvo contrattempi sempre possibili) troverete in blog a mezzanotte e un minuto una «scordata» – qualche volta raddoppia o triplica, pochi minuti dopo – postata di solito con 24 ore circa di anticipo sull’anniversario. Per «scor-data» si intende il rimando a una persona o a un evento che per qualche ragione il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna dimenticano o rammentano “a rovescio”.
Molti i temi possibili.
Molte le firme (non abbastanza forse per questo impegno quotidiano) e assai diversi gli stili e le scelte; a volte troverete post brevi: magari solo una citazione, una foto o un disegno. Se l’idea vi piace fate circolare le «scordate» o linkatele ma ovviamente citate la fonte. Se vi va di collaborare – ribadisco: ne abbiamo bisogno – mettetevi in contatto (pkdick@fastmail.it ) con me e con il piccolo gruppo intorno a quest’idea, di un lavoro contro la memoria “a gruviera”.
Ogni sabato (o quasi) c’è un riassunto di «scor-date» su Radiazione (ascoltabile anche in streaming) ovvero, per chi non sta a Padova, su http://www.radiazione.info .
Stiamo lavorando al primo libro (e-book e cartaceo) di «scor-date»… è un’impresa più complicata del previsto, vi aggiorneremo. (
db)

 

redazione bottega
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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