Scrivo il tuo nome, sicurezza – Serge Quadruppani

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di Serge Quadruppani

Sui killer narcisisti della modernità
sui machos insoddisfatti del gangsta rap convertiti in bigotti
sulle troie passate da Closer [1] al niqab
sulle loro necessità di esistere che si esprimono in massacri
sull’immenso buco spalancato puzzolente purulento del vuoto metafisico dell’Occidente
sul milione e trecentomila morti della “guerra al terrorismo”
sui torturatori facebook
sui segnalati vivi facebook
sui tricolori per endovenosa facebook
sull’indicibile immensità dei dolori rapita dai mercanti di paura e di tricolore
sulla forza di coloro che sono tanto sicuri che alle vittime assassinate sarebbe tanto piaciuto che per loro si cantasse la marsigliese
su quei morti che si vuol far marciare al suono della tromba patriottarda
sui neocon stronzi, sui falchi finti tonti, sui veri editocrati leopardati [2]
pronti a denunciare i collaborazionisti che non marciano al passo della loro musica militare
sul sangue impuro che irrorerà i nostri solchi [3]
sui corpi triturati di Beirut, Bagdad, Yola, Parigi, Kano, Bamako, Mogadiscio
sui quartieri sottoposti a coprifuoco come punizione collettiva
sugli Schedati S [4] di cui sicuramente faccio parte grazie al maggiore Didier D. [5]
sui campi di internamento che non si esclude di riservare loro
sulla milizia, pardon, sulla guardia nazionale che non si esclude di creare
sull’armamento delle polizie municipali
sui braccialetti elettronici
sulla sorveglianza generalizzata
sulla passione per la polizia
sul rimprovero di non reagire in quanto comunità che si rivolge ad una popolazione alla quale si rimprovera il suo comunitarismo
sull’86% dei francesi che approverebbero
sul 14% che ringrazio di disapprovare l’eventualità del mio internamento
sugli “un po’ meno libertà” per un “un po’ più di sicurezza”
sulla “sicurezza prima libertà”, uguale alla “libertà prima sicurezza”, falso rilasciato dalle autorità competenti
su chi è d’accordo di morire per tutto ciò che è fabbricato da una civiltà mortifera a colpi di motori a scoppio, degrado della natura (compresa quella umana), avvelenamento medicinale dei fiumi, ogmnanotecnologiepesticidifattoriproduttiviamiantonucleare, d’accordo di morire di ogni cosa tranne di terrorismo, che è peraltro del tutto organico a questa stessa civiltà
su chi è pronto a morire per difendere questa civiltà, e ci s’impegna, e ci si impegna ancora tre volte più di prima
sull’atto di resistenza inaudito consistente nel bersi una birra a un tavolino fuori da un bar
sulle manifestazioni vietate, sulla COP21 [6] sbarazzata dall’unica sua parte che sarebbe stata interessante, la contestazione senza quartiere verso di essa
sul curioso destino del termine “radicalizzazione”, che ci impedisce di affrontare le cose alla radice
sull’angoscia paralizzante, sulla diffidenza che cresce, sul sorriso che s’increspa
scrivo il tuo nome,
Sicurezza.

NOTE (le trovi qui)

da qui

*traduzione di Riccardo Venturi – tratto da antiwarsongs.org

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

3 commenti

  • Daniele Barbieri

    Ricevo da SERGE QUADRUPPANI un messaggio (in realtà rivolto a Francesco che ieri aveva messo questo post) e lo sintetizzo così:

    Grazie mille, compagno, nelle note c’è qualche errore di interprentazione della difficilissilima prosa quadruppaniana… :
    Nota 1 “Closer” è un giornale scandalistico che la ragazza djihadista amava: prima di diventare kamikaze, lei sognava di diventare una VIP mezza nuda su questo giornale, seconde le testimonianze di quelli che l’hanno conosciuto…
    Nota 2 “tenue léopard” vuol semplicemente dire “divisa militare mimetica”
    Nota 5: C’è di fatto un sottotesto sul nome di Didier D. che fa ridere quelli che si sono interessati alle mie vicende della fine secolo scorso con questo cretino stalinista di Daenainckx, ma c’é veramente (è una coincidenza divertente) un major di gendarmerie, Didier D., che ha costruito tutta una storia incredibile intorno a un’azione a cui ho participato (l’incantenamento simbolico di caserme dei gendarmes) dandomi la parte del Grande Vecchio del Plateau de Millevaches, accanto a Julien Coupat, tutto questo in un rapporto per il processo d’un compagno per questi fatti… vedi: http://www.article11.info/?Correspondance-anarcho-autonome#a_titre
    Comunque, grazie di seguire la situazione francese, che ha ben poco di francese, alla fine. Vediamo cosa succederà domani…
    Un abbraccio, Serge

    Ieri SERGE QUADRUPPANI aveva scritto questo messaggio.
    Cari amici italiani, essendo un vecchio arnese della militanza non sono uno che si emoziona facilmente, eppure vi dico: viviamo ore buie in Francia, come non ne ho mai conosciuto prima. In nome dello stato d’emergenza sono stato effettuate centinaie di perquisizioni a case di musulmani, integralisti o no, ma anche di antagonisti di tutti i generi. Ormai sappiamo che abbiamo tutti la nostra bella scheda “S” (non soltanto gli integralisti, ma anche antagonisti, ecologisti, sindacalisti) e ci sono politicanti che stano chiedendo di mettere in “camps d’internement” tutti gli schedati “S”. Ma il peggio, per ora, è il divieto di manifestare. Manteniamo le manifestazioni in occasione della ‘”Cop 21″; ho firmato un appello in questo senso:
    https://www.change.org/p/la-rue-bravons-l-etat-d-urgence-retrouvons-nous-le-29-novembre-place-de-la-republique
    Vi chiedo di essere molto attenti a quello che succederà domenica pomeriggio in Place de la République a Parigi.
    Un abbraccio
    PS: Due esempi di quello che sta succedendo:

    http://www.bastamag.net/Perquisition-administrative-chez-des-maraichers-bio-Ils-s-attendaient-a-quoi

    “Récit des près de 4heures passées au commissariat , soupçonnés, en
    vertu de la loi sur l’état d’urgence, d’avoir participé à une manif
    interdite alors que venus accompagner un ami convoqué.

    Mercredi 25 novembre à 10h, j’ai accompagné un ami qui été convoqué au
    commissariat du boulevard Bourdon à Paris pour être auditionné car
    soupçonné d’avoir participé à la manifestation en solidarité avec les
    migrants de dimanche dernier. Nous étions 6 dont des membres de la
    famille de cette personne à l’attendre sur le trottoir devant le
    commissariat. 20 minutes après qu’il soit entré des policiers sont
    sortis du commissariat et nous ont demandé ce que nous faisions là, nous
    avons répondu que nous attendions un ami convoqué. Ils nous ont alors
    demandé de traverser le boulevard. Sur le trottoir d’en face ils ont été
    rejoints par de très nombreux ( plus de 20) policiers et gendarmes. Ils
    ont contrôlé nos identités trois fois de suite (à chaque nouvelle
    arrivée d’un nouveau corps de policiers). Une fois ce contrôle effectué
    nous leur avons dit que nous voulions partir ce dont ils nous ont
    empêchés en nous encerclant. Notre ami est sorti de sa convocation ,
    nous avons demandé de pouvoir repartir avec lui : refusé. Une sorte de
    chef en civil nous a alors signifié que nous étions soupçonnés d’avoir
    enfreint l’article 13 de la loi de 1955 sur l’état d’urgence en
    participant à un rassemblement interdit. Nous avons été embarqués dans
    un fourgon et acheminés jusqu’au commissariat de la rue de la Montagne
    Sainte Geneviève dans le 5ème. Notre fourgon était encadré par deux
    camions. L’ami resté sur place nous a dit qu’à notre départ des jeeps de
    l’armée et autres camions sont arrivés boulevard bourdon et ont bloqué
    le périmètre devant le commissariat. De notre côté, arrivés au
    commissariat du 5ème , nous avons été fouillés au corps puis enfermés
    dans la cage vitrée du commissariat pendant 2heures. Enfin nous avons
    tous été entendus sur l’infraction à l’article 13 de la loi de 1955
    soupçonnés d’avoir participé à un rassemblement interdit. Nous avons
    répondu à la question portant sur les raisons qui nous avaient emmenés
    au commissariat (description de la matinée) , ensuite des questions
    autres (ensuite des questions autres ( sur notre participation
    éventuelle à la manif de dimanche, sur les causes pour lesquelles nous
    militions et notamment si nous soutenions les migrants, sur les causes
    pour lesquelles notre ami militais) nous ont été posées auxquelles dans
    l’ensemble nous n’avons pas répondu arguant du fait qu’elles n’avaient
    rien à voir avec notre présence au commissariat. Nous étions tous sortis
    vers 15h.”

  • A proposito degli scontri di domenica scorsa a Parigi, ho le prove che dei soggetti violenti, tutti neri e con i caschi, hanno calpestato i fiori e le candele posti a ricordo delle vittime. Guardateli qui:
    https://communismeouvrier.wordpress.com/2015/11/30/paris-qui-a-saccage-le-memorial-des-victimes-des-attentats/#more-60141.
    Si vedono anche in un filmato su Fanpage:
    http://youmedia.fanpage.it/video/aa/VlsiceSwYqg97KCG.

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