Seamus Heaney: «Tutto può accadere»

86esimo appuntamento con “la cicala del sabato” (*)

da Orazio, Odi, I, 34

Tutto può accadere. Sapete bene come Giove

di solito lascia che le nuvole si ammassino

prima di scagliare il fulmine? Ecco, un momento fa

ha scaraventato il carro e i cavalli del tuono

a ciel sereno. Così ha sconvolto la terra

fin nelle sue viscere ingorgate, lo Stige e i fiumi

serpeggianti, addirittura l’Atlantico.

Tutto può accadere, le torri più alte

crollare, i potenti fallire, ignoti

emergere. La Fortuna col becco di rasoio

scende in picchiata mentre l’aria stride, a questo

strappa la corona, su quello la depone sanguinante.

La terra sprofonda. Il fardello dei cieli si solleva

su Atlante come il coperchio di una pentola.

La chiave di volta vacilla, nulla torna come prima.

Ceneri terrestri e spore di fuoco si innalzano

vorticando.

[traduzione di Massimo Bacigalupo, da «Poesia # 240»]

(*) Ricordo che qui, il sabato, regna “cicala”: libraia militante e molto altro, codesta cicala da 15 anni invia ad amiche/amici per 3 o 4 giorni alla settimana i versi che le piacciono; immaginate che gioia far tardi la sera oppure risvegliarsi al mattino trovando una poesia. Abbiamo raggiunto uno storico accordo: lei sceglie ogni settimana fra le ultime poesie inviate quella da regalare alla “bottega” e io posto. Ci rivediamo qui fra 7 giorni. [db]

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