SEICENTO COPIE

(Roba del Pabuda…)

 

della prima
prudente tiratura
di duemila e cinquecento
esemplari
del primo gran libro di Primo


sull’uomo,
sul campo di concentramento      
e su quello e su questo
e sul se
ben seicento copie
rimaste invendute
andarono sommerse
alluvionate
nel sessantasei del novecento
in un buio magazzino
fiorentino
assieme ad altri volumi disparati,
tutti
in attesa d’un po’ attenzione:
quelle prime copie
erano le ultime rimaste
e il loro destino –
d’alluvionate, salvate,
ricuperate,
pagina per pagina
colla carta assorbente
e col fiato sciugate –
prova, riprova e comprova
quanto
la roba del Primo
dia sempre molto
da pensare
in materia d’umanità
e di scienze varie,
non solo chimiche:
in questo caso, a considerare:
le condizioni tremende
in cui stan messe
in ‘sto paese:
l’editoria, l’idrografia
e la meteorologia…
oltre che…
il cervello limitato di noi tutti,
s’intende!

Pabuda
Pabuda è Paolo Buffoni Damiani quando scrive versi compulsivi o storie brevi, quando ritaglia colori e compone collage o quando legge le sue cose accompagnato dalla musica de Les Enfants du Voudou. Si è solo inventato un acronimo tanto per distinguersi dal suo sosia. Quello che “fa cose turpi”… per campare. Tutta la roba scritta o disegnata dal Pabuda tramite collage è, ovviamente, nel magazzino www.pabuda.net

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