«Shining»

Il 22 dicembre 1980 il film di Kubrick esce in Italia. Chief Joseph lo ha visto come uno scontro fra il vecchio e il nuovo potere

Trama

Il protagonista della vicenda è Jack Torrance (Jack Nicholson), ex insegnante disoccupato con il vizio dell’alcol, in cerca di ispirazione per il suo romanzo. Jack accetta di buon grado la proposta del direttore dell’Overlook Hotel, che lo vuole assumere come guardiano invernale. Sebbene l’uomo gli confidi che dieci anni prima, in quello stesso luogo, il suo predecessore Delbert Grady (Philip Stone) aveva perso la ragione, trucidando la sua famiglia, Jack non sembra spaventato e coglie l’occasione lavorativa per dedicarsi alla scrittura. Il neo assunto si trasferisce tra le sperdute montagne del Colorado con la moglie Wendy (Shelley Duvall) e il figlio Danny (Danny Lloyd). Quest’ultimo condivide la novità con il suo amico immaginario Tony, che è preoccupato per le terrificanti visioni del bambino sul futuro nell’hotel. Il capocuoco della struttura, Dick Hallorann (Scatman Crothers) intuisce che Danny possiede il dono della ‘luccicanza’, ovvero spiccate capacità di chiaroveggenza e telepatia, e gli chiede di non avvicinarsi mai alla camera 237. Mentre la neve cade copiosa e isola l’albergo, Jack diventa sempre più irascibile e nevrotico mentre Danny ha macabre visioni sulla strage compiuta da Delbert e sulle azioni future del padre. Quando il giovane entra nella camera 237 e ricompare coperto di misteriosi graffi, Wendy si convince che Jack gli abbia fatto del male. Le presenze che popolano l’hotel si palesano agli occhi del guardiano e lo spingono a cedere a folli istinti nei confronti della sua famiglia, accusata di cospirare alle sue spalle. Mentre Dick riceve visioni sul piccolo  DannyWendy deve difendersi dal delirio di suo marito ma non sa che gli spiriti dell’albergo tramano nell’ombra. La storia dell’Overlook Hotel sta per ripetersi…

Il commento di Chief Joseph

Quando la pellicola venne presentata in Italia si sprecarono le iperbole: «non ha fatto dormire milioni di americani»; «mai sugli schermi è apparso un film così sconvolgente»; «il sangue scorre a fiumi»… Tuttavia questo itinerario di lettura risulta eccessivamente semplificato e occorre inserire Shining all’interno della logica di rivisitazione dei generi da parte di Kubrick. In 2001 Odissea nella spazio viene affrontato un tema scientifico-metafisico: la relatività, la catena vita-morte-resurrezione, la teologia laica-materialista implicita nel simbolo del monolito. Con Shining Kubrick sviluppa un’interessante logica metaforica sul potere e quindi sulle problematiche relative al suo mantenimento all’interno di un contesto che in questo caso è quello Usa. Jack Torrance rappresenta il vecchio potere obsoleto che ha necessità di situazioni particolari per continuare a svolgere un certo ruolo (accetta di di fare il guardiano in un albergo isolato). Tuttavia anche in questa situazione il potere mostra la corda, è sterile, riesce solo a produrre centinaia di fogli con la scritta «il mattino ha l’oro in bocca» (*). Di fronte alla sua incapacità di tenere in mano la situazione con i tradizionali mezzi, Torrance si affida alla violenza per poter sconfiggere il potere emergente rappresentato dal figlio Danny con i suoi alleati: la madre e il nero Hallorann. Non a caso all’interno della logica di un potere nuovo emergente esiste la shining-alleanza fra il bambino Danny e il nero; non a caso Hallorann, dopo aver attraversato gli USA per portare aiuto all’amico in difficoltà, viene ucciso da Torrance appena varca la soglia dell’albergo. Quindi viene usato dal potere emergente ma è destinato all’ara sacrificale. Il bambino invece, grazie all’aiuto della madre, riesce a fuggire nel labirinto di fronte all’albergo dove si gioca la battaglia decisiva fra vecchio e nuovo potere con la vittoria del bambino e la conseguente morte del padre, L’ultima sequenza del film ci presenta una vecchia fotografia del 1924 che rappresenta vecchi ospiti dell’albergo e, all’interno della quale, appare Torrance sereno e sorridente. Un ammonimento affinché non si creda fideisticamente al lieto fine? Un inquietante mistero per una storia che non si conclude? Oppure, molto più prosaicamente, la cinica-pragmatica costatazione che il bambino (potere emergente) non rappresenta una logica di liberazione perché il potere si perpetua attraverso la modificazione ciclica delle sue modalità di rappresentazione?

LA SCHEDA DI «SHINING»

Il film è tratto dal romanzo omonimo scritto da Stephen King nel 1977.

Regia: Stanley Kubrick – Attori: Jack Nicholson, Shelley Duvall, Danny Lloyd, Scatman Crothers, Anne Jackson, Tony Burton, Philip Stone, Joe Turkel, Barry Nelson – Sceneggiatura: Stanley Kubrick, Diane Johnson – Fotografia: John Alcott – Montaggio: Ray Lovejoy – Musiche: Wendy Carlos, Rachel Elkind – Durata: 146 minuti – Genere: Horror, Thriller – Anno: 1980 – Origine: Gran Bretagna – Distribuzione: PIC, Warner Home Video, Laserdisc – Produzione: Warner Bros., Hawk Films, Peregrine, Producers Circle-

(*) Come si pouò vedere nell’ultima foto la frase che Jack scrive ossessivamente sulla macchina da scrivere nella versione originale del film è il proverbio All work and no play makes Jack a dull boy ovvero «Solo lavoro e niente divertimento rendono Jack un ragazzo apatico». In italiano venne tradotta come «il mattino ha l’oro in bocca»; nella edizione spagnola: «No por mucho madrugar amanece más temprano» (ovvero “Anche se ti alzi più presto, non farà giorno prima”).

MA COSA SONO LE «SCOR-DATE»? NOTA PER CHI CAPITASSE QUI SOLTANTO ADESSO.

Per «scor-data» qui in “bottega” si intende il rimando a una persona o a un evento che il pensiero dominante e l’ignoranza che l’accompagna deformano, rammentano “a rovescio” o cancellano; a volte i temi possono essere più leggeri ché ogni tanto sorridere non fa male, anzi. Ovviamente assai diversi gli stili e le scelte per raccontare; a volte post brevi e magari solo un titolo, una citazione, una foto, un disegno. Comunque un gran lavoro. E si può fare meglio, specie se il nostro “collettivo di lavoro” si allargherà. Vi sentite chiamate/i “in causa”? Proprio così, questo è un bando di arruolamento nel nostro disarmato esercituccio. Grazie in anticipo a chi collaborerà, commenterà, linkerà, correggerà i nostri errori sempre possibili, segnalerà qualcun/qualcosa … o anche solo ci leggerà.

La redazione – abbastanza ballerina – della bottega

 

La Bottega del Barbieri

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