Si avvicina il processo Davide-Goliad

Ma, se vi è possibile, tenetevi liberi per la sera del 27 gennaio. Con una nota di db

     COSTITUITO UN FONDO PER LE SPESE LEGALI DI DAVIDE FABBRI NELLA CAUSA MILIONARIA DI CONAD.
Il 16 dicembre scorso è stata organizzata una cena conviviale di solidarietà per finanziare le spese legali del blogger Davide Fabbri nella causa intentata da Goliad, no scusate è un refuso… si voleva scrivere “dal Conad” (*). La cena ha fruttato 1200 euro.

Se ne organizzerà un’altra la sera del 27 gennaio, in vista dell’inizio del processo: la prima udienza è fissata per l’8 febbraio al tribunale civile di Forlì.
Per una decina di articoli apparsi su facebook e su questo blog inerenti una aspra critica al progetto di ampliamento del Conad al Montefiore di Cesena, il
Consorzio Nazionale Dettaglianti – questo significa l’acronimo – chiede a Davide Fabbri un risarcimento danni spropositato, che qualcuno definisce anzi “dal sapore vagamente intimidatorio”: infatti 1 milione di euro è la richiesta del Conad di Cesena.

Ovviamente Fabbri si dovrà difendere e sostenere spese legali importanti con due avvocati difensori.
Chi non potrà partecipare alle cene solidali ma vuole egualmente “dare una mano” può effettuare un bonifico per rinforzare il fondo spese legali. A tal fine, è stato aperto un conto corrente bancario: è intestato a Davide Fabbri. La causale è: fondo spese legali Conad. Queste le coordinate per il bonifico: IBAN IT 74S 05387 23910 00000 1404261.

(*) Di questa vicenda si è parlato più volte in “bottega”

UNA NOTICINA SOLIDALE

«Conad sconta ciò che conta» è uno degli slogan che ci martella. Ma forse i dirigenti del Consorzio Nazionale Dettaglianti a Cesena lo intendono così: «Conad stritola ciò che (lo) critica». A mio parere la richiesta di un risarcimento così mostruoso è una intimidazione. Sono fiducioso che in tribunale Conad Cesena perderà – e pagherà le spese – ma in ogni caso sostenere adesso Davide Fabbri in questo processo ha un grande valore politico, sociale, direi persino costituzionale: chi attenta alla sua libertà di critica minaccia anche quella di tutte/i. Io sono da tempo schierato: andrò alla cena del 27 se potrò o darò quel modesto contributo che le mie tasche poverelle possono tirar fuori. Se da qui a febbraio c’è qualcuna/o che può organizzare cene solidali simili – con relativa informazione sulla (scarsa) libertà di informazione di cui si gode in Italia – si faccia vivo con Davide Fabbri oppure qui in “bottega”. (db)

Redazione
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