Sostiene Musumeci: «Fascismo con tante ombre e tante luci»

di Domenico Stimolo (*)

«Fascismo con tante ombre e tante luci». L’affermazione è stata fatta dal Presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci nel corso di un suo pubblico intervento a Mascali (Catania) venerdì 17 giugno, nell’evento dedicato alla presentazione del volume «Etna 1928-2018, a 90 anni dall’eruzione e dalla ricostruzione di Mascali».

Sostiene, tra l’altro. Musumeci: «È una storia che va studiata senza pregiudizi, senza preconcetti, sono passati 90 anni, con animo sereno. Con le ombre tante, e con le luci tante di quegli anni». Ha aggiunto: «Da un lato ha soppresso la libertà di espressione politica, dall’altro ha consentito un’infrastrutturazione soprattutto nel Mezzogiorno che ha aperto la grande stagione della modernizzazione».

Dunque, stante questa valutazione, il risultato finale del fascismo (… una dittatura, riconosce) è neutro. Si deduce che gli atti negativi si equivalgono a quelli positivi.

Quindi, pari e patta! Dalla serie: “ Chi ha avuto, ha avuto, e chi ha dato ha dato”, il vecchio motto popolare inserito come elemento portante della canzone napoletana «Simme e’Napule, paisà», diventata famosa a Napoli nel 1944 e poi in tutt’Italia finita la guerra (testo di Peppino Fiorelli).

Chi ha dato?

L’Italia e gli italiani tutti! Prima, dalla fine del 1919, con le numerose uccisioni degli antifascisti e le distruzioni alle strutture democratiche seminate dalla squadre fasciste. Poi con la dittatura ventennale la totale, scientifica, violenta eliminazione, con il supporto delle leggi emanate, dei partiti politici, organizzazioni sindacali, associazioni, organi di stampa non in linea con il regime; persecuzione con assassinio, incarceramento e confino dei dissidenti, istituzione del tribunale speciale, truci discriminazioni con licenziamenti nei luoghi di lavoro per i “non asserviti” al «credere, obbedire e combattere» del regime.

Gli italiani, che durante il regime vissero in condizioni di vita di grande sofferenza economica, abitativa ed ambientale, caratterizzate da forti differenze classiste. Una vita di povertà, scandita da un forte analfabetismo, ingente povertà diffusa, insalubri condizioni abitative – prive dei requisiti igienici elementari – e da insufficiente alimentazione quotidiana.

Queste condizioni – rese ancora più tragiche dall’emigrazione nelle Americhe, in Europa, poi incentivate anche verso le cosiddette colonie africane e con l’arruolamento “volontario” nelle strutture militari – assunsero condizioni tragiche per la gran parte delle popolazioni residenti nel Meridione e in molte aree del Centro-Nord, specie per coloro che in numero rilevantissimo tentavano di sopravvivere, tra indicibili stenti, sfruttati nelle campagne e nelle attività agricole (la parte preponderante degli occupati), nei terreni in gran parte ancora (come sempre) posseduti da pochi potentissimi feudatari latifondisti, ferrei alleati del fascismo che aveva salvaguardato i loro diritti di brutale sfruttamento, con in testa la Sicilia.

Poi la ferrea alleanza con la Germania nazista, l’istituzione e il culto della razza eletta”, quindi le leggi razziali, persecutorie contro gli ebrei e le altre declamate minoranze da considerare subumane”: neri (delle colonie), rom, slavi, omosessuali… Quindi, l’oppressione con ampio sterminio dei popoli africani colonizzati (Libia, Eritrea, Etiopia)… lasciati stecchiti con l’uso dei gas venefici, la guerra di aggressione a sostegno dei golpisti militari in Spagna, poi a Francia (ormai tramortita dall’esercito nazista), Grecia, nei Balcani (Slovenia, Serbia, Montenegro……), Grecia, Russia/Unione Sovietica. Immense le quantità di morti, feriti e mutilati e le distruzioni, provocate al popolo italiano, sottoposto, poi, – dopo l’autodissoluzione della dittatura fascista il 25 luglio 1943 – all’invasione della Germania nazista, come tutti gli Stati europei aggrediti.

Dopo, con la sconfitta definitiva dei nazifascisti nell’aprile/maggio 1945, il ritorno delle libertà e della democrazia, la gigantesca ricostruzione dell’Italia che era stata demolita dalle tragiche conseguenze del funereo gioco fascista che inneggiava alla morte e agli “eletti” che dovevano padroneggiare il mondo.

Grande il contributo dei combattenti per la libertà: uomini e donne – molti provenienti dall’ex esercito italiano sciolto dopo l’armistizio del settembre 1943 – schierati per diciotto mesi con le formazioni partigiane, in Italia nel Nord e Centro Sud, all’estero in Grecia, Albania e nei Balcani (Jugoslavia); con il contributo gli IMI (Internati Militari Italiani) rinchiusi nei campi di concentramento nazisti in Germania che, a centinaia di migliaia, rifiutarono di schierarsi con la fascista RSI asservita ai tedeschi; e con i partecipanti al nuovo Esercito Italiano schierato a fianco degli Alleati.

Decine di migliaia furono i siciliani nei gruppi dei resistenti per la rinascita della Patria, calpestata dai crimini nazifascisti: partecipanti alla Lotta di Liberazione con i partigiani in Italia e all’estero, nel nuovo Esercito Italiano, fra gli IMI che subirono le angherie più grandi per tenere alta la civile dignità della nazione che era stata mandata allo sbaraglio nella guerra criminale.

Chi ha avuto?

I gerarchi e i lacchè del regime fascista che misero le mani sui profitti saccheggiati durante la dittatura e sui beni rubati agli ebrei che vennero inviati nei Lager di sterminio, più le ricchezze depredate ai popoli delle colonie e dei Paesi europei aggrediti con la guerra.

VIDEO intervento Presidente Sicilia:

https://video.repubblica.it/edizione/palermo/musumeci-fascismo-anni-con-tante-ombre-e-tante-luci/364297/364853

(*) il testo è ripreso dalla lista «R-esistiamo» che da maggio 2006 è luogo di dibattiti, diffusione o ricerca di notizie fra persone direttamente coinvolte e impegnate nel fare in modo che gli orrori commessi dai nazi-fascisti non si ripetano o comunque interessate ad argomenti storici o a battaglie civili: sul sito ci sono attualmente circa 23mila argomenti.

LE IMMAGINI sono scelte dalla “bottega”.


Vedi qui in “bottega” I partigiani siciliani, 520 nomi, I partigiani siciliani – seconda parte e I partigiani siciliani – terza parte

 

La Bottega del Barbieri

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