Il coronavirus ai tempi dell’Ecuador / 2

di Alberto Acosta (*) [A questo link il capitolo precedente. Mentre stavamo ancora traducendo questo saggio di Alberto Acosta, l’Assemblea Nazionale dell’Ecuador ha approvato, la Ley de Apoyo Humanitario e la Ley Orgánica de Ordenamiento de las Finanzas Públicas, considerate dalle organizzazioni indigene e popolari come veri e propri attentati al sistema di previdenza sociale ed alle tutele del lavoro.

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Estrattivismo culturale in America Latina

Teste che rotolano, ma in senso figurato ovviamente. di Maria Teresa Messidoro (*)   I PERSONAGGI di questa storia sono: Il tahiel, un canto sacro del popolo mapuche, con il quale un machi, cioè uno sciamano, durante una cerimonia, invita i presenti alla ricerca dell’unione con l’universo e con le generazioni passate e future. Ciascuna stirpe mapuche ha il proprio

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Bolivia: «Noi donne indigene abbiamo…

… sentito il golpe nel corpo» di Alessandro Peregalli (*) In dialogo con Adriana Guzmán e Diana Vargas, femministe aymara attive in uno spazio politico chiamato Femminismo Comunitario Antipatriarcale, che in questi anni ha partecipato, seppur con una visione critica dei governi di Morales, al cosiddetto proceso de cambio. L’autore le ha incontrate a El Alto, nella zona metropolitana di

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La maledizione dell’abbondanza/2

Conversazioni con Alberto Acosta (*) [A questo link la prima parte dell’intervista a cura della Associazione Bianca Guidetti Serra.] [Ass.BGS] Negli ultimi 15 anni in America Latina sia i governi progressisti  – compresi i “Socialismi del XXI secolo” – sia i governi classicamente neoliberisti hanno intensificato l’estrazione di risorse primarie, principalmente petrolifere, minerarie e agroindustriali. I governi progressisti hanno accompagnato

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Lenín Moreno affossa l’Ecuador

Il paese vive una delle sue peggiori crisi economiche, ma il presidente intende proseguire sulla strada della dollarizzazione. Un bilancio di ciò che sta accadendo a Quito e dintorni a seguito delle straordinarie giornate di mobilitazione dello scorso ottobre da parte delle piazze che chiedevano maggiori diritti, giustizia sociale ed esprimevano il rifiuto al neoliberismo e al Fondo monetario internazionale.

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