El Salvador: Nayib Bukele si mangia il Frente

Nayib Bukele, nuovo presidente del paese nel segno dell’antipolitica, mascherato da indipendente, si prende la maggioranza dei voti, ma strizza l’occhio a destra. Per il Frente Farabundo Martí para la Liberación Nacional si tratta di una batosta. Due articoli sulle presidenziali salvadoregne a cura di Maria Teresa Messidoro, che ha intervistato molti militanti efemelistas, e di David Lifodi, sull’analisi del

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El Salvador: ritorna il gruppo paramilitare Omega

di David Lifodi In El Salvador la violenza dei gruppi non accenna a diminuire: mareros e gruppi criminali la fanno da padrone, nonostante i lodevoli sforzi del governo efemelista per risolvere il problema: è in questo contesto che sembra aver ripreso vigore il gruppo paramilitare Omega, strettamente legato al partito di estrema destra Arena (Aliancia Republicana Nacionalista) e presentatosi ufficialmente

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Despues de 10 años

Racconto di un viaggio in El Salvador di Maria Teresa Messidoro A fine gennaio di quest’anno, una delegazione dell’Associazione di volontariato «Lisangà culture in movimento» (di Giaveno) ha visitato El Salvador: l’elemento comune a tutti i 10 partecipanti era l’appartenenza, anche se in forme diverse, al movimento No Tav. Per alcuni è stato il primo viaggio in Centro America,

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Presidenziali El Salvador e Costarica: ballottaggi dal sapore diverso

di David Lifodi Una domenica in chiaroscuro, quella del 2 febbraio, che aveva al centro dell’agenda politica centroamericana il primo turno delle elezioni presidenziali in El Salvador e Costarica. Per quanto riguarda El Salvador, Salvador Sánchez Cerén (Frente Farabundo Martí para la Liberación Nacional) ha sfiorato la vittoria al primo colpo, mentre in Costarica ha deluso le aspettative il giovane candidato

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Scor-data: 1 febbraio 1932

Farabundo Martí,  “guerrillero heroico” salvadoregno di David Lifodi* Sfogliando le pagine di atlanti e dizionari storici, la figura di Farabundo Martí viene liquidata in poche righe: “rivoluzionario salvadoregno, guidò l’insurrezione contro un governo golpista, ma fu fucilato”. In realtà Martí, al pari di Sandino e Zapata, meriterebbe uno spazio di primo piano, perlomeno nel pantheon dei primi lottatori sociali centroamericani,

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