Manuel Zelaya: “L’Honduras ha toccato il fondo”

di David Lifodi Lo scorso 17 luglio Miriam Miranda, dirigente di Ofraneh (Organizaciòn Fraternal Negra Hondureña), è stata attaccata e sequestrata insieme ad un gruppo di garifuna a Vallecito, dipartimento di Colón, nel nord dell’Honduras. Fortunatamente, alcuni prigionieri sono riusciti a scappare e hanno dato l’allarme, ma, come scrive la stessa Ofraneh, è lo stato ad essere responsabile di questa

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Patagonia argentina: la resistenza al fracking delle comunità mapuche

di David Lifodi (*) Sul cartello all’ingresso di una comunità mapuche nella Patagonia argentina c’è scritto: Apache contamina, destruye y mata. Apache è un’impresa di perforazione petrolifera specializzata nel fracking, la tecnica utilizzata per facilitare l’estrazione di petrolio e gas tramite la cosiddetta “fratturazione idraulica” degli strati di roccia. In America Latina il fracking ha preso piede soprattutto in Argentina,

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Colombia: Santos presidente. Restano vive le speranze di pace.

di David Lifodi (*) Mettiamola così: se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno, il ballottaggio che ha designato Juan Manuel Santos presidente della Colombia per il secondo mandato consecutivo rappresenta una flebile fiammella di speranza per la prosecuzione del processo di pace in Colombia, al termine di una campagna elettorale fratricida tra due fazioni dell’estrema destra colombiana, divisa tra i

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Chiapas: Marcos smette di esistere, ma il progetto zapatista prosegue

di David Lifodi (*) Le recenti dichiarazioni del subcomandante Marcos, che hanno annunciato la sua sparizione dalla scena pubblica a seguito dell’omicidio del maestro dell’escuelita zapatista di La Realidad Josè Luis Solís López (familiarmente conosciuto con il soprannome di Galeano) ad opera di un gruppo paramilitare, rappresentano la fine di un’epoca, come hanno scritto e detto intellettuali, giornalisti e militanti

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“Ladri di sport. Dalla competizione alla resistenza”

di David Lifodi (*) A pochi giorni dal fischio d’inizio dei mondiali di calcio brasiliani, arriva in libreria una pregevole pubblicazione, Ladri di sport. Dalla competizione alla resistenza, edito dalla casa editrice Agenzia X e curato da Ivan Grozny, fondatore del progetto “Sport alla rovescia” e Mauro Valeri, sociologo impegnato a parlare degli eventi sportivi dal punto di vista dell’antirazzismo

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Paraguay: un appello per i campesinos…

… incriminati per il massacro di Curuguaty I cinque contadini paraguayani incriminati per il caso Curuguaty hanno ottenuto gli arresti domiciliari lo scorso 15 aprile al termine di uno sciopero della fame che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche, iniziato lo scorso 14 febbraio. Tuttavia la questione è politica e il giorno del giudizio, previsto il prossimo 26 giugno, non promette

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Venezuela: prove di golpe alla cilena

di David Lifodi (*) Fino a quando resisteranno la capitale Caracas e tutto il Venezuela? Cambiano le epoche, ma i tentativi che allora  destabilizzarono il Cile di  Salvador Allende e quelli in atto adesso (che in realtà proseguono almeno dall’aprile del 2002) per rovesciare il governo bolivariano, sono accomunati dagli stessi attori: Stati Uniti, gruppi eversivi interni (minoritari e pericolosi),

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Brasile: il sesto congresso del Movimento Sem Terra all’insegna della riforma agraria

di David Lifodi (*) Ha senz’altro ragione Bernardo Mançano Fernandes, geografo e docente universitario, ad affermare sulla rivista Carta Capital che i 30 anni del Movimento Sem Terra rappresentano un indice eccellente della democrazia brasiliana. L’esistenza del campesinato come soggetto politico che rivendica il diritto alla terra è un aspetto significativo della democrazia del gigante dell’America Latina, così come lo è il rifiuto dei

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Cile: Bachelet alla Moneda, ma vince l’astensione

di David Lifodi (*) Come ampiamente previsto, Michelle Bachelet ha “trionfato” nel ballottaggio per la Moneda svoltosi ieri: con il 62%, la candidata di Nueva Mayoría ha avuto facilmente ragione di Evelyn Matthei, fermatasi poco sopra al 37% e sulla quale la destra non nutriva alcuna speranza. Sulla vittoria di Bachelet pesa comunque un alto astensionismo (quasi il 60% dei

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