Terremoti, intensità e vittime: riflessione sul sisma cileno del 16 settembre e …

su quelli più recenti in Italia

di Giorgio Chelidonio  

ScalaRichter

Alle 22:54 Utc (Universal Time Coordinated, ora solare locale del meridiano zero, cioè all’osservatorio di Greenwich) del 16 settembre, cioè alle 00:54 in Italia del 17 settembre, un terremoto di magnitudo 8.2 Richter (con epicentro 36 km a Ovest di Canela Baja e circa 230 chilometri a nord di Santiago) ha colpito la costa centrale del Cile, causando 10 morti e una decina di feriti. Quasi un milione di persone (lungo 5.000 km di costa) sono state sfollate a causa dell’allarme tsunami (rientrato solo 7 ore dopo) che a Coquimbo hanno raggiunto l’altezza massima di circa 4,5 metri, devastandone il porto.
Il sisma è stato provocato dallo scorrimento (per circa 5 metri) di una faglia lunga 240 km e larga 90, situata nella zona in cui la placca di Nazca (posta a ovest, verso l’Oceano Pacifico) scivola sotto quella sudamericana (a est), a una velocità di circa 8 cm/anno, una fra le maggiori finora registrate nella “deriva dei continenti” (detta anche “tettonica a placche). Si deve a questa dinamica geologica il fatto che il Cile sia fra le zone più sismiche del nostro pianeta: solo negli ultimi 100 anni vi si sono registrati almeno 10 terremoti di magnitudo superiore a 8, mentre quelli di magnitudo superiore a 7 sono stati decine.
Il dottor Gianluca Valensise – dell’Ingv, cioè Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – ha precisato che la suddetta dinamica è causata dall’infilarsi (fenomeno di subduzione) della crosta oceanica ( “placca di Nazca”) sotto la massa continentale (“placca sudamericana) scorrendo lungo un piano inclinato a 45 gradi. Questo processo genera terremoti con ipocentri (le zona in cui si generano i sismi) profondi fino a 600-700 km, che hanno epicentri sotto la catena delle Ande. Solitamente questi ultimi causano danni inferiori a quelli originati da strutture sismogenetiche (es. faglie) meno profonde ma poste più a Est e il cui scorrimento provoca terremoti di ben maggior intensità. Inoltre, in proporzione alle dimensioni dello scorrimento, gli stessi fondali marini si deformano e provocano gli tsunami.
Non a caso, il più grande terremoto mai registrato finora, è quello “di Valdivia”, che si verificò in Cile il 22 maggio 1960: raggiunse una magnitudo di 9,5 e causò circa 3000 vittime.
Da allora il Cile ha adottato norme edilizie molto rigorose, adatte a far resistere le costruzioni a scosse sismiche anche molto intense, riducendone nettamente la vulnerabilità. Contemporaneamente, anche la popolazione è stata educata al rischio sismico e dopo il terremoto del 27 febbraio 2010 (scossa di magnitudo 8,8, durata circa 3 minuti!) è stata attivata una efficace rete di allarme anti-tsunami.
Diventa dunque emblematico aggiungere qualche confronto fra quanto è accaduto in Cile e i parametri relativi al rischio sismico in Italia e nel Mediterraneo. A esempio:
– il sisma cileno del 16 settembre scorso ha avuto un’intensità 5000 volte maggiore di quello che il 20 maggio 2012 ha colpito l’Emilia Romagna (1) mentre, secondo calcoli non ufficiali, è stato 30.000 volte più violento di quello che ha colpito l’Aquila il 6.4.2012. Per rendersi conto di diversità così eclatanti basta citare quanto affermato dal direttore dell’Ignv (2): un sisma di magnitudo 8 è trentadue volte più forte di uno di 7 grado;
– lo tsunami cileno ha causato onde alte fino a 4,5 metri ma, interpretando su basi storiche gli effetti della scala Richter, pare che in passato si siano raggiunte onde alte fino a 40 metri.
Naturalmente i dati paleo-sismici storici vanno interpretati con molta cautela e con tutta la precisione possibile, ma se pensassimo che solo i contesti oceanici possano generare tsunami di dimensioni devastanti (quello di Sumatra del 2004 pare abbia innescato onde alte fino 15 metri), sarà utile riflettere sull’esplosione del vulcano di Santorini, nel Mediterraneo orientale: avvenuta nel 1600 avanti Cristo, innescò onde di tsunami che si stimano alte fino a 35 metri e che raggiunsero le coste israeliane e libanesi distanti 1000 km. dall’epicentro del sisma causato dall’eruzione suddetta (3).


Links consultati

https://it.wikipedia.org/wiki/Terremoto_del_Cile_del_2010
(1) https://ingvterremoti.wordpress.com/
(2) http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-1b475b50-f04b-4cd6-9e11-3f608937a188.html
http://www.centrometeoitaliano.it/terremoti-e-geofisica/terremoto-oggi-cile-17-settembre-2015-violenta-scossa-m-8-2-allarme-tsunami-dati-ingv-31425/
https://ingvterremoti.wordpress.com/2015/09/17/terremoto-m8-2-e-tsunami-in-cile-16-17-settembre-2015/
http://www.meteoweb.eu/2015/09/terremoto-in-cile-ingv-il-sisma-e-nato-dalleffetto-cerniera-lampo/504070/
http://www.centrometeoitaliano.it/terremoti-e-geofisica/terremoto-oggi-cile-17-settembre-2015-violenta-scossa-m-8-2-allarme-tsunami-dati-ingv-31425/
https://it.wikipedia.org/wiki/Scala_Richter#Magnitudo_ed_intensit.C3.A0
http://www.fondazionegiuliani.it/earthquake/terremoti-liste/terremotimondo
http://www.centrometeoitaliano.it/terremoti-e-geofisica/terremoto-messico-13-settembre-2015-scossa-m-6-8-nel-nord-dellisola-di-honshu/
http://www.centrometeoitaliano.it/terremoti-e-geofisica/terremoto-indonesia-oggi-16-settembre-2015-forte-scossa-m-6-3-dati-ingv-31407/
http://www.centrometeoitaliano.it/terremoti-e-geofisica/terremoto-di-m-5-2-in-giappone-15-feriti-12-09-2015-31287/

https://it.wikipedia.org/wiki/Eruzione_minoica#Conseguenze_fisiche
http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/scienze/tsunami-atlantide/tsunami-atlantide/tsunami-atlantide.html
(3) http://www.sciencedaily.com/releases/2009/10/091026093728.htm &
https://www.academia.edu/997424/Tsunami_waves_generated_by_the_Santorini_eruption_reached_Eastern_Mediterranean_shores

 

Giorgio Chelidonio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.