tre film al cinema, da non perdere

 (visti da Francesco Masala) Il giovane Karl Marx, I segreti di Wind River, Tonya

Il giovane Karl Marx – Raoul Peck

uno pensa che noia, un film biografia su Marx, è cosa vecchia, bisogna essere moderni, beh, se pensa così, uno degli Infelici Molti, è meglio che se ne stia a casa.

ma se sei, o vorresti essere, uno dei Felici Pochi, non perderti questo film.

gli anni giovanili di Marx, il suo incontro con Engels, la polizia sempre dietro l’angolo, gli incontri, le discussioni, i congressi, tenuti in birrerie, le compagne di vita di quei due (affianco, o dietro un grande uomo c’è una grande donna, vero come non mai), le notti passate a discutere e a scrivere, le fughe, gli esilii, quei tempi in cui le rivoluzioni erano cose vere, rischiose, pericolose, dopo che i filosofi avevano interpretato il mondo, era ora di cambiarlo (non erano un like su facebook o un parteciperò all’evento) tutto questo si vede e si respira nel film.

il regista è Raoul Peck (è un grandissimo, cercate la biografia e filmografia, per avere un’idea): uno che fa film davvero importanti e belli, come Lumumba e I’m not your negro, su James Baldwin.

alla fine del film Marx dice che vorrebbe scrivere qualcosa d’importante (Il capitale), ormai aveva quasi trent’anni.

in sala l’età media si avvicinava ai 60 anni.

voglio pensare che altri come Marx ed Engels stiano crescendo, in giro per il mondo, in India, in Val di Susa, fra i migranti, in Chiapas, o dove ancora non sappiamo, con un foglio di via in tasca.

il film è, per ora, in pochi cinema, ma ha il terzo migliore incasso per sala del fine settimana, buon segno.

https://markx7.blogspot.it/2018/04/il-giovane-karl-marx-raoul-peck.html

 

I segreti di Wind River – Taylor Sheridan

un film dalla parte dei vinti, gli indiani della riserve subiscono tutti i giorni le prepotenze e le violenza degli invasori, gli uomini bianchi.

qualche puma uccide un vitello, il cacciatore interviene per vendicare e uccidere i predatori, e come sempre sta per uccidete i predatori, ma qualcosa attira la sua attenzione, un’indiana morta nella neve.

da lì parte la caccia ai predatori, quelli veri, il cacciatore viene preso come aiutante dall’agente dell’FBI che segue il caso e quello che ne esce fuori è un filmone che prima non t’immagini, uno di quei film che ti fanno uscire dal cinema contento di aver visto un’opera straordinaria.

http://markx7.blogspot.it/2018/04/i-segreti-di-wind-river-taylor-sheridan.html

 

Tonya – Craig Gillespie

vai al cinema senza sapere niente, uscirai stupito e ammirato.

è un film con un bel po’ di cattivi, qualche uomo-minchia, come il piccolo grassone guardia del corpo, investigatore, praticamente un niente (sembra uscita da Fargo, uno sfigato che vuole conquistare il mondo, ma il suo livello è quello del letame, o poco più).

c’è il marito di Tonya. la madre di Tonya e poi c’è Tonya, che in mezzo a tanta compagnia sembra un fiore profumato.

gli interpreti sono straordinari, la madre ha vinto, giustamente, l’Oscar, ma chiunque, con una madre così, avrebbe avuto problemi di crescita, povera Tonya.

nessuno sembra felice, solo Tonya, quando pattina e vola e atterra come si deve.

non perdetevi Tonya al cinema, una bellissima sorpresa.

http://markx7.blogspot.it/2018/04/tonya-craig-gillespie.html

Francesco Masala
una teoria che mi pare interessante, quella della confederazione delle anime. Mi racconti questa teoria, disse Pereira. Ebbene, disse il dottor Cardoso, credere di essere 'uno' che fa parte a sé, staccato dalla incommensurabile pluralità dei propri io, rappresenta un'illusione, peraltro ingenua, di un'unica anima di tradizione cristiana, il dottor Ribot e il dottor Janet vedono la personalità come una confederazione di varie anime, perché noi abbiamo varie anime dentro di noi, nevvero, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone.

2 commenti

  • domenico stimolo

    Confermo –nella sala catenese che ha proiettato il film sui giovani Karl Marx e Engels -, età media alquanto alto, sporadici i giovani.
    Un tentativo molto riuscito, specie nella scenografia, nei dialoghi, nella ricostruzione storica, nell’intensità delle azioni e delle sofferenze, di umanizzazione di un’ideologia che rappresenta ancora il futuro della nostra Gaia Terra.
    In molte parti del mondo, povero e” ricco”, si vivono ancora drammaticamente le violente contraddizioni sociali che caratterizzavano quelle parti di Europa evidenziate nel film a cavallo della metà ottocentesca.
    In più, non c’erano ancora i grilletti atomici puntati perennamene e le articolate “desertificazioni” ambientali che minacciano l’umanità intera.

  • Francesco Masala

    vero quello che scrivi,
    mi viene in mente Xu Lizhi (http://www.labottegadelbarbieri.org/xu-lizhi-operaio-poeta-ha-vissuto-solo-24-anni/), quanto poco conosciamo del mondo.

    tutte le ragioni di quello spettro che si aggira nel mondo, con nomi diversi, esistono ancora.

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