Trivelle in Romagna

Le bugie del sindaco di Cesena e di altri amministratori

di Davide Fabbri   

Tutti sapevano. Ora cadono dal pero. Hanno tenuto nascosta la notizia. E ora – a iter procedurale concluso, dopo quasi 5 anni dalla presentazione dell’istanza da parte di una multinazionale – si oppongono fintamente, solo perché hanno paura di perdere il consenso elettorale, solo perché noi ecologisti abbiamo montato una protesta senza precedenti utilizzando intelligentemente i social-network. Questi sono gli amministratori locali del Pd che ci meritiamo, in primis il sindaco di Cesena Paolo Lucchi.
I Comuni sono stati coinvolti ampiamente. Si sono tenute ben due “Conferenze dei servizi” a Bologna – in data 10.1.2013 e 29.5.2013 – fra Regione, Provincia, Comuni di Cesena, Forlì, Forlimpopoli e Bertinoro, propedeutiche all’emanazione di una delibera di Giunta regionale di approvazione dell’istanza della multinazionale: è la delibera 725 del 10.6.2013. In rappresentanza degli enti hanno partecipato dirigenti pubblici che portavano ovviamente la posizione del proprio ente di riferimento; dirigenti che ovviamente si rapportavano con i sindaci del territorio; gli enti locali sono stati coinvolti poiché la Po Valley ha dovuto attivare le procedure – previste dalla legge – di Via, cioè Valutazione Impatto Ambientale, poiché le zone coinvolte dalle ricerche finalizzate alle trivellazioni sono aree naturali protette, come quella di riequilibrio ecologico Pontescolle a Torre del Moro di Cesena e il Parco Naturale del Fiume Savio a Cesena. La Giunta regionale ha poi deliberato nel dicembre del 2015 – numero 2124 – definitivamente il progetto, stipulando una intesa fra Stato e Regione in merito all’istanza di permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi denominata “Torre del Moro” di Cesena.
Ricapitoliamo: vengo a sapere qualche giorno fa (*) che il ministero dello Sviluppo economico – con il parere favorevole della Giunta della Regione Emilia-Romagna – ha rilasciato un permesso di ricerca in favore della società Po Valley Operations (sede legale in Australia) per cercare gas e petrolio nella Provincia di Forlì-Cesena. I Comuni coinvolti sapevano tutto e non hanno organizzato assemblee e incontri con i cittadini. Neppure un comunicato stampa. Trasparenza nelle scelte e coinvolgimento della popolazione sono parole vuote in bocca agli amministratori del Pd. La popolazione interessata non è stata messa nella condizione di partecipare a questi processi decisionali per esprimere un parere consapevole.

Il permesso di ricerca ha una estensione territoriale pari a 111 kmq, interessa i Comuni di Cesena (compreso il centro abitato della città), Forlì, Forlimpopoli, Bertinoro e Meldola. È prevista la perforazione di un pozzo esplorativo – da realizzare entro 48 mesi – fino a un massimo di 4.500 metri di profondità. Per le attività di ricerca la Po Valley dovrà corrispondere un canone annuo irrisorio, pari a 573 euro.

(*) cfr qui Ai romagnoli non far sapere che…

L’IMMAGINE – scelta dalla redazione della “bottega” – E’ DI VAURO

 

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