TURCHIA: LIBERTÀ PER OCALAN

Appello per far ripartire (il 23 settembre) la campagna per la scarcerazione di Abdullah Ocalan. Gli appuntamenti per ottobre e dicembre

 

Carissime e carissimi,

vi giro la lettera inviatemi da UIKI sulla campagna per la libertà di Ocalan.

Confesso che quando penso a Ocalan, al movimento kurdo e alla situazione kurda in Turchia, mi prende l’angoscia, data l’impotenza nell’incidere, nel poter fare di più, qualcosa di originale, che lasci un segno, che si faccia sentire. Per ora solo lo sciopero della fame di alcuni prigionieri politici riesce a superare la barriera dell’omertà e dell’indifferenza dei media; non però quella dei politici. 

I compagni dell’UIKI propongono di far partire una campagna per la scarcerazione di Ocalan, in carcere e in isolamento da ben 21 anni. Chiedono anche idee e proposte che consentano alla campagna di poter incidere, uscendo così dall’anonimato. Leggete le proposte e se vi vengono idee non esitate a girarle.

Silvana Barbieri

Cara Silvana,

come voi sapete da 21 anni il nostro presidente Abdullah Ocalan è in carcere sull’isola Imrali in Turchia. Dal nostro centro di diplomazia è stata mandata a noi del Comitato una bozza di programma per la campagna: Libertà per Ocalan.

Chiedono a noi idee e proposte sulla campagna fino 15 settembre.

Ho allegato al programma il testo chiedendo a voi la vostra opinione e cosa ne pensiate. Un caro saluto

Yilmaz (UIKI Onlus)
Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia
Via Ricasoli 16, 00185 Roma, Italia
Tel. : +39 06 69284904
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È arrivato il momento. È ora!

Il più grande isolamento nella storia umana è imposto al leader Apo (Abdullah Ocalan) e questo isolamento unico nella storia, immorale e senza scrupoli, viene perpetrato con più insistenza dopo l’alleanza AKP-MHP-Ergenekon. Il sistema di isolamento internazionale che dura da 21 anni senza interruzione, ha raggiunto adesso un livello insopportabile. Nonostante le pressioni contro questo regime abbiano funzionato per un periodo, non sono mai risultate abbastanza sufficienti a porvi fine. Gli avvocati del leader Apo sono riusciti ad avere un colloquio nel carcere di Imrali solo dopo il più grande sciopero della fame di massa della storia. Il Ministero della Giustizia turco ha rilasciato una dichiarazione ufficiale nella quale garantiva che gli incontri sarebbero proseguiti, perciò tali manifestazioni si erano concluse.

È stato stabilito che attraverso la supervisione del CPT (Comitato europeo per la prevenzione delle torture) il divieto di visita per gli avvocati sarebbe stato revocato, lo stesso CPT avrebbe seguito la questione per evitare che l’isolamento totale si ripetesse. Nella lotta per porre fine all’isolamento, 9 compagni, in particolare Uğur, Ümit, Zülküf, Ayten, si sono sacrificati e hanno dato fuoco ai loro corpi per non vivere mai più in tale regime, in nessun’altra circostanza.

La campagna NON POTETE OSCURARE IL NOSTRO SOLE ha mostrato al mondo intero che la vita senza il leader Apo, che rappresenta il sole per il popolo curdo, non è possibile. Tra Apo e il popolo curdo esiste un legame di vita e i loro destini sono incrociati. Possiamo infatti dire che il sistema di isolamento globale imposto al leader Apo è anche un isolamento imposto al popolo curdo e a tutti coloro che sostengono la libertà e la democrazia.

Opporsi al sistema di isolamento di Imrali, esprimere resistenza e organizzazione contro di esso è una della più fondamentali azioni di libertà e democrazia di questa epoca. Il “sistema Imrali” deve essere demolito, questo percorso di libertà parte dalla cessazione dell’isolamento su leader Apo.

È ora, è il giorno in cui rompere l’isolamento, di agire ininterrottamente per la libertà del leader, giocare la partita diplomatica. Se la guida del nostro popolo è il motivo della nostra vita, questo è il momento in cui mobiliteremo le nostre vite a servizio della libertà. L’atteggiamento e la determinazione con cui lotteremo per la libertà del leader Apo contro l’oppressione sarà la stessa dei nostri compagni che hanno portato avanti la mobilitazione NON POTETE OSCURARE IL NOSTRO SOLE.

Stiamo avviando un processo d’azione indefinito e lottiamo per demolire il sistema Imrali. Ora, né il nostro movimento né il nostro popolo possono sopportare di vivere per un altro minuto con il sistema Imrali.

Su questa base per Apo e per la libertà del nostro popolo intraprenderemo un’azione continua in tutte le gli ambiti, in particolare nelle strade e nelle istituzioni; il mondo deve sapere che la pazienza è finita.

Tutte le forze che sostengono l’oppressione contro il popolo curdo e leader Apo e l’uso dei suoi simboli devono sapere che non accetteremo mai più queste imposizioni. Da 21 anni un isolamento disumano si abbatte sugli ispiratori del Confederalismo democratico. Per 21 anni il popolo curdo e i suoi compagni internazionalisti hanno combattuto per la libertà del leader del popolo curdo e del leader del Confederalismo democratico Abdullah Ocalan. Su questa base si sono portate avanti costantemente azioni di massa, conferenze, festival, incontri. Sul campo internazionale, in Italia, Germania e Svizzera sono state condotte grandi azioni di appropriazione di massa, grande il lavoro svolto dai sindaci del Regno Unito e tutto questo continua senza sosta. Il CPT ha confermato l’esistenza dello stato di isolamento ed ha affermato che il “sistema Imrali” deve cessare. Anche il CPT, che è stato coinvolto nella costruzione del sistema İmralı, afferma chiaramente che le condizioni di Imrali sono inaccettabili. È stato portato avanti attraverso una gestione arbitraria lontana da tutti i principi legali e privazione di diritti basilari. Nessuna visita degli avvocati tra il 27 luglio 2011 e il 2 maggio 2019. Dopo che solo quattro (4) avvocati hanno ottenuto un colloquio, tra il 2 maggio e il 7 agosto 2019, il divieto è continuato.

Dopo la consultazione familiare svoltasi nel settembre 2016, ad Ocalan è stato permesso di vedere la sua famiglia solo 4 volte in date diverse (12 gennaio 2019, 5 giugno 2019, 2 agosto 2019 e 3 marzo 2020).

 

Il diritto alla corrispondenza, in precedenza limitato e censurato, è stato completamento abolito dal 20 luglio 2016. Il diritto dalla telefonata, che la legge stabilisce di 1 volta a settimana, è stato riconosciuto solo una volta negli ultimi 20 anni il 27 aprile 2020. Lo stesso diritto, portato a due volte nelle carceri a causa della pandemia, non è mai stato applicato alla detenzione di Ocalan. La telefonata citata è stata l’ultima nella quale è stato possibile ascoltarlo. Qui è necessario menzionare due decisioni fondamentali della Corte Europea Diritti Umani riguardo la situazione del leader del popolo kurdo, in questi  21 anni. La prima, nel 2005  dall’articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, stabilisce che il diritto a un processo equo è stato violato; la seconda del 2014 afferma dall’art. 3 articolo della Convenzione, afferma che il divieto di tortura è stato violato.

Quando entrambi i pronunciamenti della Corte Europea vengono letti insieme, è possibile affermare che il nostro leader si trova in uno stato di prigionia e sottoposto a tortura senza aver ricevuto un giusto processo.

Pertanto, è chiaro anche attraverso un’interpretazione giuridica, non è legalmente possibile costringere il leader in carcere e non ha senso sottolineare la revisione delle sue condizioni.

Questa pratica, che dura da 21 anni, raggiungerà uno stato di equità e giustizia solo con l’abolizione del sistema İmralı e la messa in libertà del nostro leader. In altre parole non chiediamo più il miglioramento della condizioni nelle carceri turche ma la CESSAZIONE IMMEDIATADI QUESTO SISTEMA E LA LIBERTÀ TOTALE PER TUTTI I DETENUTI POLITICI.

Ocalan ed il modello sociale basato sul Confederalismo democratico rappresenta nel 21° secolo per l’umanità ed il socialismo, ciò che Marx rappresentava nel 19° secolo e Lenin nel 20°. Possiamo affermare che ogni attacco contro l’ideologo del Confederalismo Democratico, che rappresenta il paradigma nella concezione di socialismo del 21° secolo, è espressione delle azioni contro l’umanità dei governanti oppressori.

Le teorie, il paradigma ed il progetto del Confederalismo democratico risplendono come un sole, in Rojava e per il resto dell’umanità rappresentano una grande speranza. Sebbene tutte le potenze dominanti del mondo siano intervenute per oscurare il sorgere del sole in Rojava, anche i popoli del mondo hanno svolto un ruolo importante nel mantenere viva questa rivoluzione abbracciandola fortemente.

La rivoluzione del Rojava è soprattutto la rivoluzione del leader del Confederalismo democratico, che ha preparato per anni la struttura materiale e ideologica della rivoluzione con grandi sforzi. In sostanza, la rivoluzione del Rojava è una rivoluzione nata dalle teorie e i pensieri di Öcalan.

È ORA. La campagna FREEDOM ÖCALAN, a differenza delle campagne condotte finora, è totalmente rivolta alla Libertà di Serok Apo. Le campagne che conduciamo, in parte da molti anni, sono ormai campagne permanenti la cui conclusione dipende dal successo della lotta.

Finora è stato svolto un lavoro di grande valore, soprattutto sotto la guida del sindacato britannico, sindacato dell’arte, amici italiani e tedeschi e l’esecuzione di questo lavoro in un coordinamento congiunto porterà seri risultati.

La partecipazione di tutti i nostri amici, interessati al contenuto, alla linea d’azione, all’azione diplomatica, alla promozione e alla propaganda della campagna, è molto importante per essa. Ci aspettiamo che  il loro lavoro sia trasmesso alla commissione.

Ora è il momento della libertà del Leader Öcalan, ci aspettiamo l’alta partecipazione di tutti i nostri compagni e attivisti per portare a termine i lavori con l’unico obiettivo della libertà assoluta.

Cordiali saluti rivoluzionari

Consiglio del Comitato della Campagna È arrivato il momento. È Ora!

BOZZA PIANO PROGRAMMATICO

 

Campagna per la libertà di Ocalan da svolgere attorno allo slogan: TIME IS COMING. (È ORA)

  • Processo di preparazione della campagna per la libertà del leader del confederalismo democratico, che si svolgerà su scala globale fino al 5 settembre, per esprimere le opinioni di tutti su questa base, per rendere tutti i circoli sensibili alla campagna, per trasmettere i risultati di tutte le discussioni e riunioni al comitato per la libertà del leader fino al 15 settembre.
  • Inizio della campagna con un comunicato stampa e una conferenza stampa il 23 settembre a Berlino; garantire la partecipazione di scioperanti della fame, viaggiatori, amici, ecc. nonché parlamentari solidali alla causa e sindacati in Inghilterra.
  • Il 24 settembre, 3 giornali pubblicano annunci in tutta Europa, Öcalan Freedom, Germania, Inghilterra, Italia e Francia. Gli appelli saranno fatti girare attraverso i circoli amici, vincitori del Premio Nobel, sindacati.
  • Il 9 ottobre, con la protesta della congiura delle Nazioni, il 10 ottobre, con la dichiarazione della Giornata mondiale della libertà per Öcalan, si svolgono le marce per la libertà globale. L’Unione del potere, l’istituzione di comitati congiunti con circoli internazionalisti e amici per queste azioni. In Italia, Gran Bretagna, Germania, Austria, Scandinavia si farà ogni tipo di preparativo affinché amici e sostenitori della causa coordinino le azioni in Svizzera e Francia.

  • Il 12 ottobre andranno in presidio permanente davanti al Consiglio d’Europa e ci rimarranno per un mese, l’iniziativa sarà lanciata con un comunicato stampa ed in quella giornata un migliaio di persone arriveranno davanti alla sede del Consiglio. Deputati solidali oltre a sostenere questa azione faranno in modo che compagni, attivisti, sindacati possano visitare il sit-in permanente ogni settimana, che durante questo mese di presidio ci siano incontri con il CPT e lo stesso Consiglio Europeo, presidenti e rappresentanti delle istituzioni. Dal 19 al 23 ottobre 30 compagni si recheranno sul posto, dal 26 al 31 esponenti del Movimento giovanile arriveranno in circa 300.
  • il 28, 29, 30 ottobre una mobilitazione di circa 1500 persone per il CPT, preparata con il co-presidente del KCDK-E e 30 compagni internazionalisti.
  • Celebrazione dell’ 1 novembre, Giornata mondiale di Kobane, con gli amici e l’organizzazione di queste attività volte alla libertà per Öcalan;
  • Ogni mese, campagne sui social media basate sullo slogan Time Is Up (è ora);
  • Raccolta firme per la libertà di Ocalan, fissata per la data del 9 ottobre, invio di e-mail e cartoline al CPT e al Consiglio d’Europa;
  • Organizzazione marce in tutti i paesi il 12 dicembre, garantendo la partecipazione di tutte le nostre strutture organizzative e della nostra gente a queste azioni;
  • Una marcia centrale in Italia il 15 febbraio;
  • Il 12 febbraio si dovrebbe tenere a Strasburgo un evento notturno con gli escursionisti.
  • In questo ambito, preparazione di pubblicità visiva e critica;
  • A dicembre, in base al tempo della campagna, si dovrebbero fare pubblicità nelle metropolitane, sui veicoli schermati digitali e questa campagna dovrebbe essere promossa;
  • In Italia preparazione seminari sul confederalismo democratico;
  • Uso di maschere rappresentanti il volto del leader Ocalan che saranno preparate dagli organizzatori al fine di fornire visibilità alla campagna per la liberazione del leader durante le marce di massa.

Comitato della Campagna È arrivato il momento. È Ora!

In “bottega” trovate molti post su Ocalan e sull’appello free Ocalan

 

https://libertariam.blogspot.com/2020/09/turchia.html

 

 

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

3 commenti

  • L’ho condiviso sul mio profilo facebook.
    Nino

  • La Bottega del Barbieri

    Riceviamo e segnaliamo:
    due giornalisti di Tv private sono in carcere da Giugno, ad Ankara,con l’accusa di rivelazioni di notizie dannose per la sicurezza nazionale. La giornalista Missr Ieldz, di Oda Tv, e il collega Ismail Doukel, di Tele1, avevano criticato l’intervento turco in Libia e rivelato lo scorso Dicembre la presenza di militari turchi a guidare la guerra a fianco del governo Sarraj. Le pena prevista dal codice penale turco per le accuse formulate dal pubblico ministero, se
    verranno confermate da una condanna, prevedono una pena fino a 10 anni di carcere.

    Inoltre, è partita ieri da Berlino la campagna per la liberazione del leader curdo Abdullah Ocalan. Un migliaio di persone, delle comunità curde e della solidarietà in tutta Europa, hanno iniziato uno sciopero della fame che assumerà diverse forme. Saranno organizzati momenti di sensibilizzazione per la comprensione del dramma delle popolazioni curde. Ocalan è rinchiuso da 21 anni nel carcere di massima sicurezza dell’isola di Imrali. Per lunghi anni non ha potuto incontrare i suoi avvocati. Nel 1998, la Siria di Assad padre, che lo ospitava in contrapposizione alla Turchia, lo aveva scaricato e costretto ad una frettolosa partenza, alla ricerca di un asilo politico, verso Mosca. È arrivato in Italia, che gli negò la concessione dell’asilo politico e lo convinse a partire per il Kenia, da dove sperava di raggiungere il Sud Africa. Un agente dei servizi greci lo ha tradito, in collegamento con i servizi segreti israeliani e statunitensi. Gli agenti speciali turchi lo rapirono all’aeroporto di Nairobi e lo riportarono in Turchia il 15 febbraio 1999. Il Tribunale militare lo ha condannato a morte, ma nel 2002, dopo l’abolizione della pena capitale nell’ordinamento turco, la pena è stata commutata in ergastolo. –
    da “Rassegna Anbamed” di Giovedì 24 settembre 2020

  • Daniele Barbieri

    è partita ieri una campagna globale sui social in solidarietà con il popolo curdo e contro la repressione del governo e l’esercito di Ankara, in tutto il Kurdistan, sia quello turco, che in Siria e Iraq. La campagna ha l’hashtag #KurdishLivesMatter e intende sensibilizzare il mondo della solidarietà per maggiore attenzione alla questione curda. Il 10 ottobre parte la campagna per la liberazione di Ocalan dal carcere dell’isola di Imrali, dove vive in isolamento da 21 anni.
    Da «Rassegna Anbamed» (notizie dal Sud Est del Mediterraneo) di giovedì 1° ottobre

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