Turchia/referendum: chiusi i seggi, irregolarità e primi risultati

di Murat Cinar (*)

(foto di Bianet)

 

 Oggi in Turchia si vota per un cambiamento costituzionale molto radicale. I cittadini sono chiamati alle urne per approvare, solo con un sì o con un no,  un pacchetto composta da 18 punti. La maggior parte dei punti si concentra sull’aumento del potere del Presidente della Repubblica dal punto di vista legislativo, giuridico ed amministrativo.

La prima parte della votazione si è conclusa l’8 aprile tra i cittadini  residenti all’estero. Secondo i primi dati non ufficiali sono circa tre milioni di persone. Invece a livello nazionale si è votato solo in un giorno, ossia oggi, il 16 aprile. Alle ore 17:00 locali i seggi si sono chiusi ed è partito lo scrutinio. Secondo i dati sempre non ufficiali diffusi dalla Rete dei Giornalisti Indipendenti (BiaNet) l’affluenza è stata abbastanza alta: 84%, quindi sono circa 58 milioni e 400 mila voti.

E’ stata una giornata di voto piena di incidenti, irregolarità e brogli,  iniziata con la notizia dell’uccisione di tre persone nella città di Diyarbakir-Amed. Secondo la prima versione dei fatti sembra che si tratti di uno scontro a fuoco tra partigiani del sì e del no al referendum.

Verso la chiusura dei seggi l’Associazione per la Difesa dei Diritti Umani (IHD) ha comunicato una serie di violazioni registrate e documentate. Secondo questo rapporto dell’IHD, nonostante il divieto elettorale, in quasi tutto il paese erano presenti ancora i materiali di propaganda. L’Associazione specifica che, nonostante la regola dei 15 metri di distanza dai seggi, soprattutto nel sud est del paese la polizia e la gendarmeria erano fortemente presenti. L’IHD elenca diverse città in cui alcune persone hanno votato più di una volta, diverse schede si sono trovate già col timbro sul “Sì” pronte per essere imbucate; in diversi casi non  è stato permesso ai suoi membri di svolgere l’attività ufficiale di osservatorio indipendente.

Secondo diverse fonti si sono registrate alcune irregolarità. Il giornalista del quotidiano nazionale conservatore Yeni Safak, Ali Bayramoglu, famoso per la sua posizione a favore del “No” è stato malmenato dagli osservatori del partito al governo (AKP). Questo fatto è stato documentato con una video-ripresa. Uno dei parlamentari dell’AKP, Samil Tayyar, dopo aver votato ha fotografato la sua scheda e l’ha postata sul suo account Twitter. Secondo l’Agenzia di notizia russa Sputnik in un seggio è stato ripreso il caso di un volontario che ha messo il timbro su numerose schede al posto del “Sì”. Nel mentre Ersal Koç, il vice presidente della distretto di Afsin nella città di Maras, appartenente al Partito del Movimento Nazionalista(MHP), si è fatto fotografare mentre metteva il timbro sull’opzione “Sì” fuori dalla cabina elettorale e poi ha diffuso la foto in rete. Attraverso gli account Twitter e Facebook diversi volontari hanno fotografato e diffuso le lettere di denuncia ufficiali delle irregolarità. Quindi già con le prime notizie e prove sembra che si tratti di un voto pieno di irregolarità e violazioni.

Tuttavia la decisione più scandalosa è stata comunicata dall’Ente Superiore per le Elezioni (YSK). Durante la giornata ci sono stati numerosi casi di denuncia in cui sono state identificate varie schede prive di timbro ufficiale dell’Ente; quindi si tratterebbe di un lavoro di copisteria improvvisato all’ultimo momento. A proposito di queste denunce lo YSK ha deciso di contare comunque il parere del cittadino espresso sulle schede anche non ufficiali.

In questo momento secondo l’agenzia di stampa di Stato, Anadolu Ajansi, gli scrutini si sono conclusi quasi del tutto ed il risultato è del 51% a favore del Sì. Tuttavia nasce un grande dubbio su come si è riusciti a contare quasi tutti i 58 milioni di voti in meno di tre ore. Dunque sia il Partito Democratico dei Popoli (HDP) sia il Partito Repubblicano del Popolo (CHP) invitano gli osservatori a non abbandonare i seggi perché secondo loro si tratta di un risultato falso.

Nel mentre il sito web ufficiale dell’Ente Superiore per le Elezioni (YSK) è down. Secondo Erdal Aksunger, vice segretario generale del CHP, lo YSK ha registrato per ora circa il 15% dei voti. quindi i dati comunicati dall’Anadolu Ajansi non sarebbero veritieri. Alle ore 19:00 italiane nelle città di Istanbul ed Ankara, a differenza dei primi dati, sembra che il “No” stia crescendo notevolmente.

Secondo i primi dati alcuni numeri interessanti vengono dalle città fortezza dell’AKP come Bayburt, Aksaray, Rize, Konya, Cankiri dove ha vinto fortemente il “Sì”. Invece nelle città dove sono forti l’HDP e il CHP – Dersim, Kirklareli, Edirne, Sirnak, Hakkari – vince notevolmente il “No”.

(*) ripreso da «Pressenza».

Redazione
La redazione della bottega è composta da Daniele Barbieri e da chi in via del tutto libera, gratuita e volontaria contribuisce con contenuti, informazioni e opinioni.

Rispondi