«Tutto inizia da O» e…

altri racconti dal Trofeo Rill e dintorni

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Ogni anno mi leggo con gran gusto e segnalo qui in bottega (*) l’antologia di RILL – “Riflessi di Luce Lunare”, se vi foste distratti – che è anche un buon panorama, forse il migliore, sullo stato dell’arte del fantastico italiano, versione racconti brevi.

L’antologia rilliana è anche a suo modo una tenzone, una contesa – non posso usare la parola sfida, poi vi spiego – fra giovani e meno perché c’è un concorso parallelo, si chiama «SFIDA» appunto, con i racconti di… precedentemente premiati, dunque se non “vecchi” diciamo presumibilmente un filo più selezionati in media. Certi anni risultano più belli i racconti dei nomi “nuovi” e poi viceversa; a mio parere il 2016 “vincono” gli esperti.

Il racconto che dà il titolo all’antologia – e che è anche il primo dei 5 premiati – ovvero «Tutto inizia da O» di Massimo Ferrero è bello: nulla da dire ma, a mio parere, si esaurisce quasi tutto nell’idea senza troppi sviluppi narrativi. Se io fossi stato in giuria nella cinquina finale gli avrei preferito «La Commedia dell’Arte» di Francesco Nucera.

Sono anche interessanti ogni anno i numeri: a questo Trofeo Rill, il XXII della serie, hanno partecipato 397 racconti nel 2016, scritti da 330 fra autori e autrici. Il volume ha 200 pagine, costa 10 meritatissimi euri: è una co-edizione RiLL e Wildboar. Qui sopra potete vedere la copertina disegnata da Valeria De Caterini.

Nel volume segue la sezione «RiLL World Tour» ovvero i gemellaggi con altri premi analoghi: «Aeon Award Short Fiction contest» (Irlanda), il «James White Award» (Regno Unito), il «Visiones» (Spagna), il «Nova Short-Story Competition» (Sudafrica) e l’«AHWA Flash & Short Fiction Competition» (Australia). E qui c’è un racconto che da solo vale il volume, quello dell’inglese ma sudafricano di adozione Michael Hardaker che si intitola «10»… ma io lo avrei scritto «1 0» per far capire che non si tratta del numero dieci ma della sequenza uno zero. Uno dei racconti più belli che ho letto quest’anno e – mi sbilancio – nel quindicennio del nuovo secolo.

Il volume si chiude con 5 racconti della suddetta «SFIDA» che ruota intorno ad alcuni vincoli: quest’anno il tema era «Re Mida» e bisognava scrivere di «qualcuno-qualcosa che trasforma in oro quello che tocca (in senso letterale o metaforico)». E qui ho trovato lietissime sorprese: belli, quasi splendidi, sia «Tocco magico» del genovese (e ora non fate battute) Alain Voudì e «L’oro della città» di Alberto Tarroni; gradevolissimo ma più lieve anche «Il Nero» di Rosalba Risaliti.

Avviso speciale per chi vive in Sardegna: a pag 136 e seguenti trovate un po’ di chicche, a partire dai nomi (Antonio Midas, per dire) e dalle “male parole”.

Cosa resta da dire? Ah sì, affrettatevi: per partecipare al XXIII trofeo avete tempo sino al 20 marzo 2017: per ogni informazione www.rill.it

(*) Per esempio Rill, nuovi racconti da mondi incantati ma se ne volete vedere altri apparsi in bottega se andate in “cerca” non digitate «RILL» perché vi escono un casino di altre combinazioni – è il problema dei TAG – ma piuttosto scrivete «Trofeo RILL» oppure «Riflessi di Luce Lunare». (db)

 

Daniele Barbieri
Un piede nel mondo cosiddetto reale (dove ha fatto il giornalista, vive a Imola con Tiziana, ha un figlio di nome Jan) e un altro piede in quella che di solito si chiama fantascienza (ne ha scritto con Riccardo Mancini e Raffaele Mantegazza). Con il terzo e il quarto piede salta dal reale al fantastico: laboratori, giochi, letture sceniche. Potete trovarlo su pkdick@fastmail.it oppure a casa, allo 0542 29945; non usa il cellulare perché il suo guru, il suo psicologo, il suo estetista (e l’ornitorinco che sonnecchia in lui) hanno deciso che poteva nuocergli. Ha un simpatico omonimo che vive a Bologna. Spesso i due vengono confusi, è divertente per entrambi. Per entrambi funziona l’anagramma “ride bene a librai” (ma anche “erba, nidi e alberi” non è malaccio).

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