Uhhhhhhh, come si è offesa Conad

Davide Fabbri ricostruisce la causa milionaria contro di lui. TERZA PUNTATA.

PERCHE’ CONAD HA CHIESTO A DAVIDE FABBRI UN MILIONE DI EURO DI RISARCIMENTO DANNI?
Ricostruzione della vicenda in quattro puntate.
Entro pochi mesi (sospensione attività dei tribunali da emergenza “corona virus” permettendo) ci sarà la sentenza di primo grado del processo civile che vede CONAD chiedere 1.000.000 – un milione – di euro per diffamazione.

TERZA PUNTATA (*)

Nel luglio 2016 arriva a Davide Fabbri una citazione a giudizio per risarcimento danni da ipotetica diffamazione a mezzo stampa, per 1.000.000,00 euro (un milione di euro) da parte di C.I.A.-CONAD in quanto tale e da parte di Luca Panzavolta come persona fisica (500.000 euro a testa). Tale citazione non è preceduta da alcun avviso, né seguita da alcun contatto.

Davide Fabbri si costituisce regolarmente in giudizio e alla prima udienza eccepisce il mancato tentativo di mediazione obbligatorio, previsto dalla legge. Il Giudice Anna Orlandi rinvia ad altra udienza, concedendo il tempo per tentare una mediazione stragiudiziale.

In sede di mediazione CONAD e Luca Panzavolta si dichiarano disponibili a rinunciare alla stratosferica richiesta di un milione di euro di risarcimento danni, dietro la sottoscrizione, da parte di Davide Fabbri, di un comunicato-stampa.

Conad propone un’abiura inaccettabile, Davide Fabbri fa una contro-proposta ma CONAD rifiuta. Il tentativo di mediazione fallisce.

Alla successiva udienza in tribunale – 15 giugno 2017 – Davide Fabbri fa un ultimo tentativo, chiedendo una conciliazione giudiziale. La controparte rifiuta nuovamente.

Davide Fabbri chiede allora, non avendo altro da replicare, di andare direttamente alla conclusione del procedimento civile, ma CONAD chiede i termini per il deposito delle memorie istruttorie.

Concessi i termini, Davide Fabbri utilizza le memorie per aggiornare e meglio specificare alcuni concetti.

C.I.A.-CONAD si limita a un copia-incolla di due paginette riportando le conclusioni già formulate nel proprio atto di citazione.

Il procedimento va avanti. Nuova udienza convocata per il 7 febbraio 2018. Il Giudice Anna Orlandi non accoglie la richiesta avanzata da CONAD di far testimoniare nel processo uno dei massimi referenti nazionali di CONAD sul marketing (richiesta ritenuta non pertinente). Il processo viene rinviato a febbraio 2020, facendo passare due anni di tempo. E in questi due anni è cambiato il Giudice.

Il 19 febbraio 2020, al tribunale di Forlì, ultima udienza del processo civile di primo grado. Davanti al nuovo giudice – Valentina Vecchietti ha sostituito Anna Orlandi – le parti hanno precisato le proprie richieste e ora si attende la decisione del giudice monocratico, una volta che saranno depositate le rispettive memorie conclusive. Ci saranno infatti due mesi di tempo più altri 20 giorni per il deposito delle memorie conclusive delle parti. Un lavoro importante da dedicare a riepilogare le posizioni già espresse, puntualizzare al meglio alcuni aspetti fondamentali e supportare le proprie tesi alla luce delle diverse e recenti decisioni giurisprudenziali.

CONTINUA

Davide Fabbri, blogger indipendente

Cesena, 22 aprile 2020

La prima fotografia ritrae Paolo Lucchi (ex sindaco di Cesena, ora a.d. di Federcoop Romagna, struttura di riferimento della LegaCoop Romagna per i servizi alle imprese) e Luca Panzavolta (ex consigliere comunale del partito che ora si chiama PD, a.d. di CIA-CONAD, nonché vicepresidente di LegaCoop Romagna). Foto di Luca Ravaglia del «Il Resto del Carlino» di Cesena.

Nella seconda fotografia – no copyright “bottega & Darwin” – sono ben visibili Davide Fabbri, il primo a sinistra, e db (l’ultimo a sinistra) in una pausa delle calunnie contro Conad; ignoti per ora i due complici.

(*) qui le puntate precedenti: Libertà di critica: a Conad non piace e Nessun supermercato è un’isola… senza avvocati

 

La Bottega del Barbieri

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